Esistono ancora zone del pianeta dove la presenza umana è quasi inesistente, limitata a rare spedizioni scientifiche oppure impedita da condizioni ambientali estreme. Non sono necessariamente territori mai raggiunti dall‘uomo, ma luoghi nei quali costruire strade, città e insediamenti permanenti è praticamente impossibile.
10 luoghi estremi del mondo dove l’uomo non è ancora arrivato (o quasi)
Dalle profondità della Fossa delle Marianne alle foreste protette dell‘Amazzonia, dalle immense grotte del Vietnam alle regioni gelide dell‘Artico, questi territori sono rimasti ai margini dell‘espansione moderna per ragioni molto diverse. In alcuni casi sono il freddo, l‘altitudine o la pressione dell‘oceano a rendere proibitiva la presenza umana. In altri, invece, l‘isolamento viene deliberatamente tutelato per proteggere popolazioni indigene ed ecosistemi particolarmente vulnerabili.
North Sentinel, l‘isola dove è vietato avvicinarsi

Nel Golfo del Bengala, nell‘arcipelago indiano delle Andamane, si trova North Sentinel, una piccola isola coperta da una fitta vegetazione e circondata dalla barriera corallina. Qui vive il popolo dei Sentinelesi, una delle comunità indigene più isolate conosciute al mondo.
I tentativi di avvicinamento compiuti nel passato hanno avuto conseguenze anche molto gravi. Il contatto con persone provenienti dall‘esterno può infatti esporre una popolazione rimasta a lungo isolata a malattie contro le quali potrebbe non possedere adeguate difese immunitarie. I Sentinelesi, inoltre, hanno ripetutamente manifestato la volontà di non avere rapporti con il mondo esterno.
L‘India protegge quindi l‘isola limitandone severamente l‘accesso. North Sentinel non è perciò una terra sconosciuta in senso geografico, ma uno dei rari luoghi del pianeta nei quali l‘isolamento di una popolazione viene ancora preservato.
La Fossa delle Marianne, nelle profondità dell‘oceano

Nell‘Oceano Pacifico occidentale si apre la Fossa delle Marianne, dove si trova il punto più profondo conosciuto degli oceani. Nel settore chiamato Challenger Deep il fondale scende per quasi 11 chilometri sotto la superficie del mare.
A queste profondità regnano oscurità completa, temperature molto basse e soprattutto una pressione enorme, centinaia di volte superiore a quella presente al livello del mare. Raggiungere il fondale richiede quindi sommergibili progettati appositamente per resistere a condizioni estreme.
Nel 1960 Jacques Piccard e Don Walsh raggiunsero il Challenger Deep a bordo del batiscafo Trieste. Altre missioni sono arrivate successivamente sul fondo, ma l‘esplorazione delle profondità oceaniche rimane estremamente complessa e vaste aree sono ancora poco conosciute.
Pluragrotta, il labirinto sommerso della Norvegia

Nella regione norvegese di Rana si nasconde Pluragrotta, un sistema di cavità attraversato da lunghi tratti sommersi. Esplorarlo significa affrontare acqua gelida, strettoie e passaggi rocciosi nei quali un errore può avere conseguenze gravissime.
Il percorso tradizionale presenta una conformazione simile a una V e costringe i subacquei ad attraversare lunghi tratti di acqua gelida, passaggi molto stretti e pareti rocciose taglienti prima di raggiungere alcune sacche d‘aria.
Alcune esplorazioni possono richiedere più di 24 ore, anche a causa delle procedure necessarie per evitare problemi di decompressione. In una delle cavità è stato persino celebrato un matrimonio entrato nel Guinness dei primati. L‘esplorazione ha però avuto anche conseguenze tragiche, con la morte di alcuni subacquei. Diversi chilometri del sistema sono ancora inesplorati.
Vale do Javari, nel cuore dell‘Amazzonia

Nell‘estremo occidente del Brasile si estende il Vale do Javari, un‘immensa regione amazzonica ricoperta quasi interamente dalla foresta. È soprattutto conosciuta per l‘elevato numero di popolazioni indigene isolate, alcune delle quali hanno avuto contatti minimi o nulli con la società esterna.
Proprio per proteggerle, l‘accesso al territorio è fortemente controllato. La sua posizione remota non lo mette tuttavia completamente al riparo dalle attività illegali: nel corso degli anni sono state segnalate incursioni legate alla pesca, alla caccia, all‘estrazione e ad altri traffici clandestini.
Il Vale do Javari rappresenta quindi un caso particolare: non è una regione priva di esseri umani, ma un territorio nel quale si cerca di limitare l‘avanzata del mondo industrializzato per tutelare comunità che hanno mantenuto uno stile di vita indipendente.
Tsingy de Bemaraha, la foresta di pietra del Madagascar

In Madagascar si trova un paesaggio che sembra formato da migliaia di lame di pietra. È lo Tsingy de Bemaraha, un enorme complesso carsico modellato dall‘erosione del calcare, che rende difficile persino camminare.
L‘acqua ha scavato la roccia per tempi lunghissimi creando pinnacoli appuntiti, profonde fenditure, canyon e cavità sotterranee. Muoversi in questo ambiente può essere estremamente complicato: non a caso il termine tsingy viene comunemente associato all‘idea di un luogo dove non si può camminare a piedi nudi.
L‘isolamento naturale ha favorito anche lo sviluppo di ecosistemi particolari. Piante e animali hanno dovuto adattarsi a un ambiente frammentato, nel quale persino spostarsi da un punto all‘altro può diventare difficile.
Devon Island, l‘isola che ricorda Marte

Nel territorio canadese del Nunavut si trova Devon Island, considerata la più grande isola disabitata del pianeta. Il paesaggio è dominato da rocce, ghiaccio e vaste distese quasi prive di vegetazione, mentre durante l‘inverno le temperature possono scendere a livelli estremi.
Una delle sue caratteristiche più importanti è il cratere Haughton, formatosi decine di milioni di anni fa in seguito all‘impatto di un grande corpo celeste.
Le condizioni ambientali e la somiglianza di alcune zone con la superficie marziana hanno trasformato Devon Island in un vero laboratorio naturale per la ricerca spaziale, utilizzato per sperimentare tecnologie e studiare le difficoltà che potrebbero incontrare gli astronauti durante future missioni planetarie.
La Repubblica di Sakha e le immense distese della Siberia

La Repubblica di Sakha, o Yakutia, occupa oltre tre milioni di chilometri quadrati nella Siberia nordorientale. È un territorio enorme, attraversato da fiumi, foreste boreali e tundra, ma abitato da una popolazione estremamente ridotta rispetto alle sue dimensioni.
Qui si trovano alcuni dei luoghi abitati più freddi della Terra. Durante l‘inverno, in alcune aree, le temperature possono scendere ben al di sotto dei -50 °C.
Ciò non significa che la Yakutia sia disabitata: le popolazioni locali hanno sviluppato nel corso dei secoli strategie adatte a condizioni climatiche durissime. Rimangono però vastissime zone inbitate e difficili da raggiungere, soprattutto nelle regioni più settentrionali.
Star Mountains, montagne tra piogge e foreste

Le Star Mountains sorgono in una delle regioni più remote della Nuova Guinea. Alte montagne, foreste, precipitazioni abbondantissime e difficoltà logistiche hanno ostacolato per molto tempo l‘esplorazione sistematica di quest‘area.
Alcune cime superano i 4.000 metri di altitudine e le condizioni meteorologiche possono cambiare rapidamente. Alla fine degli anni Cinquanta, le spedizioni organizzate per esplorare la catena montuosa dovettero affrontare notevoli difficoltà.
A rendere particolare questa parte del mondo è anche la straordinaria diversità culturale e linguistica della Nuova Guinea, sviluppatasi in parte proprio grazie all‘isolamento geografico di molte comunità.
Son Doong, la grotta gigantesca del Vietnam

Nascosta sotto le montagne del Vietnam centrale, Son Doong è considerata la più grande grotta conosciuta al mondo per volume. Le sue dimensioni sono talmente grandi che alcuni ambienti sotterranei raggiungono proporzioni difficili da immaginare osservandoli dall‘esterno.
L‘azione dell‘acqua ha scavato progressivamente il calcare, creando enormi gallerie, fiumi sotterranei e spettacolari formazioni rocciose. In alcuni punti la volta è crollata e la luce proveniente dall‘esterno ha consentito alla vegetazione di svilupparsi all‘interno, formando piccoli ambienti simili a foreste sotterranee.
Son Doong è stata esplorata soltanto in tempi relativamente recenti e le ricerche sul sistema di cavità della regione continuano.






