Arroccata su una collina che domina la valle del Tevere, Todi è una delle città storiche più affascinanti dell’Umbria. Il suo centro conserva piazze medievali, palazzi comunali, chiese monumentali e testimonianze di un passato che affonda le radici nell’epoca umbra e romana.
Cosa vedere a Todi? Il punto di partenza è Piazza del Popolo, cuore della città medievale, sulla quale si affacciano il Duomo e gli antichi palazzi del potere civile. Da qui si possono raggiungere la Chiesa di San Fortunato, il Parco della Rocca e le antiche porte cittadine, mentre poco fuori dalle mura sorge il monumentale Tempio di Santa Maria della Consolazione.
Ma Todi non custodisce soltanto monumenti visibili: sotto il centro storico si estende anche un articolato sistema di cisterne e cunicoli che racconta l’ingegnosità dei suoi antichi abitanti.
In questa guida scoprirai i principali luoghi da visitare a Todi, la loro storia e le informazioni utili per organizzare un itinerario alla scoperta della città.
Todi in un giorno: itinerario a piedi tra i monumenti

Visitare Todi in un giorno permette di scoprire i principali monumenti della città, passeggiare tra vicoli medievali e piazze storiche e ammirare gli splendidi panorami sulla valle del Tevere. Il centro storico, raccolto sulla sommità di una collina, si presta a essere esplorato a piedi, anche se la presenza di salite, scalinate e strade in pendenza richiede scarpe comode.
Per organizzare la visita, il punto di partenza ideale è Piazza del Popolo, cuore monumentale della città. Qui si concentrano alcuni degli edifici più rappresentativi della Todi medievale: il Palazzo dei Priori, il Palazzo del Capitano, il Palazzo del Popolo e il Duomo della Santissima Annunziata.
Dopo aver ammirato la piazza e visitato la cattedrale, si può approfondire la storia più antica della città scoprendo le Cisterne Romane, situate proprio sotto Piazza del Popolo. La visita agli ambienti sotterranei è un’interessante occasione per conoscere il sistema di raccolta e conservazione dell’acqua realizzato in epoca romana. È consigliabile verificarne preventivamente le modalità di accesso.
L’itinerario prosegue verso la Chiesa di San Fortunato, uno dei più importanti edifici gotici di Todi, che custodisce nella cripta la tomba del poeta religioso Jacopone da Todi. Da qui si può raggiungere il vicino Parco della Rocca, situato nella parte più alta della città, dove si conservano testimonianze delle antiche fortificazioni e si aprono suggestivi scorci sul paesaggio umbro.
Passeggiando per il centro storico, vale la pena osservare anche i resti delle antiche mura di Todi e le porte cittadine, testimonianze delle diverse fasi di espansione dell’abitato, dalle origini umbre e romane fino al Medioevo.
L’ultima tappa consigliata è il Tempio di Santa Maria della Consolazione, situato poco fuori dalla cinta muraria. Con la sua grande cupola e l’armoniosa architettura rinascimentale, rappresenta uno dei monumenti più riconoscibili della città e offre un interessante contrasto con gli edifici medievali del centro.
Per una visita completa è consigliabile dedicare a Todi almeno mezza giornata, meglio ancora una giornata intera, soprattutto se si desidera entrare nelle chiese, visitare i musei e scoprire gli ambienti sotterranei senza fretta.
Chi ha più tempo a disposizione può aggiungere una visita al Museo Civico, ospitato negli antichi palazzi comunali di Piazza del Popolo, oppure approfondire il patrimonio artistico cittadino attraverso il Museo Lapidario e gli altri spazi museali.
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Come arrivare a Todi e dove parcheggiare
Todi è facilmente raggiungibile in auto attraverso la superstrada E45, che collega la città alle principali località dell’Umbria. Chi proviene dall’autostrada A1 può utilizzare le uscite di Valdichiana, arrivando da nord, oppure Orte, arrivando da sud.
Per visitare il centro storico è consigliabile lasciare l’auto nei parcheggi esterni alle mura. Il Parcheggio di Porta Orvietana, in Viale di Montesanto, è a pagamento ed è collegato alla parte alta della città tramite ascensori gratuiti, una soluzione comoda per evitare le salite più impegnative.
Un’alternativa è il Parcheggio della Consolazione, gratuito e situato nei pressi del Tempio di Santa Maria della Consolazione. Da qui è possibile raggiungere il centro storico a piedi, percorrendo un tratto in salita.
Chi arriva in treno può scendere alla stazione di Todi Ponte Rio e utilizzare il servizio Todi Link, che collega la stazione a Porta Orvietana in circa 15 minuti. Da qui si prosegue verso il centro con gli ascensori o a piedi. Per gli orari aggiornati è possibile consultare il servizio ufficiale di Busitalia.
Cosa vedere a Todi

Il centro storico di Todi custodisce un patrimonio artistico e architettonico che testimonia le diverse epoche della città. Passeggiando tra vicoli medievali, piazze e antichi edifici, si incontrano monumenti che raccontano la storia di Todi, dalle origini umbre e romane fino al Rinascimento.
Di seguito scopriamo i principali monumenti di Todi, con approfondimenti sulla loro storia, sull’architettura e sulle opere d’arte che conservano.
Per chi desidera conoscere più da vicino la storia e le curiosità della città, è possibile partecipare a un tour guidato del centro storico di Todi, alla scoperta dei suoi monumenti e degli angoli più caratteristici.
Piazza del Popolo: il cuore medievale di Todi

Piazza del Popolo è il cuore storico e monumentale di Todi. Su questa piazza affacciano il Duomo della Santissima Annunziata e i palazzi che testimoniano l’importanza politica ed economica raggiunta dalla città tra il XIII e il XIV secolo.
Il Palazzo dei Priori è un imponente edificio di origine gotica, ampliato tra il 1334 e il 1347. La facciata presenta eleganti finestre rinascimentali realizzate nel 1513, mentre nella parte superiore spicca una grande aquila in bronzo del 1339, simbolo della città. Accanto all’edificio si innalza una torre costruita nella seconda metà del Trecento. All’interno si trova la Sala delle Udienze, decorata con affreschi del XIV secolo.
Il Palazzo del Capitano, costruito nel 1293, rappresenta uno degli esempi più significativi dell’architettura gotica cittadina. La facciata in pietra chiara è caratterizzata da eleganti trifore gotiche, mentre una monumentale scalinata esterna conduce agli ambienti storici dell’edificio, tra cui la Sala del Capitano, dove si conservano testimonianze pittoriche medievali.
Accanto sorge il Palazzo del Popolo, uno dei più antichi edifici pubblici medievali dell’Umbria. Ampliato nel 1213 e successivamente sopraelevato, presenta una facciata scandita da un porticato inferiore e da ampie finestre ad arco. Insieme al Palazzo del Capitano, ospita gli spazi del Municipio e del Museo Civico di Todi, che custodisce reperti archeologici e opere legate alla storia della città.
Cosa osservare durante la visita: prima di proseguire verso il Duomo, vale la pena soffermarsi sulle facciate dei tre palazzi comunali. Le trifore gotiche del Palazzo del Capitano, l’aquila del Palazzo dei Priori e il porticato del Palazzo del Popolo permettono di riconoscere alcuni degli elementi architettonici più caratteristici della piazza.
Duomo di Todi: la Cattedrale della Santissima Annunziata

Affacciato su Piazza del Popolo, il Duomo di Todi, dedicato alla Santissima Annunziata, è il principale edificio religioso della città e uno dei monumenti più importanti del centro storico. Situata in posizione sopraelevata rispetto alla piazza, la cattedrale rappresenta un significativo esempio di architettura romanica e gotica in Umbria.
Le sue origini risalgono probabilmente all’XI-XII secolo, quando venne costruita sui resti di un precedente edificio di epoca romana. Nel corso dei secoli subì numerosi interventi che ne modificarono l’aspetto.
La facciata, realizzata nel XIII secolo, è impreziosita da un grande rosone cinquecentesco. Al centro si apre un portale con un portone ligneo seicentesco, che conserva alcuni pannelli scolpiti del precedente ingresso rinascimentale. Sul lato destro si innalza il campanile medievale.
L’interno del Duomo di Todi è suddiviso in quattro navate. Colonne con capitelli corinzi sostengono ampie arcate a tutto sesto, mentre le coperture lignee a vista conferiscono all’ambiente un aspetto solenne.
Tra le opere artistiche più importanti spicca il Giudizio Universale di Ferraù Fenzoni, un imponente affresco realizzato nel 1596 sulla parete interna della facciata. Nella zona dell’altare maggiore si conservano un Crocifisso dipinto su tavola del XIII secolo e un prezioso coro ligneo cinquecentesco.
Di particolare interesse è anche la Cappella Cesi, voluta dal vescovo Angelo Cesi e decorata alla fine del Cinquecento con affreschi dello stesso Fenzoni.
Infine, la cripta del Duomo custodisce antiche sculture e una Madonna lignea con Bambino, oltre agli spazi dedicati al Tesoro della Cattedrale, che raccolgono testimonianze del patrimonio artistico e religioso cittadino.
Cosa osservare durante la visita: prima di entrare, soffermati sul rosone della facciata e sul portale ligneo. All’interno, una delle opere da non perdere è il monumentale Giudizio Universale di Ferraù Fenzoni, sulla controfacciata. Meritano attenzione anche il coro ligneo e le decorazioni della Cappella Cesi.
Todi sotterranea: le cisterne romane e i cunicoli nascosti sotto la città

Non tutti sanno che sotto le strade, le piazze e gli antichi palazzi di Todi si estende una seconda città. È la Todi sotterranea, un affascinante complesso di ambienti scavati dall’uomo nel corso dei secoli, che custodisce alcune delle testimonianze più importanti dell’ingegneria idraulica antica in Umbria.
Questo straordinario patrimonio comprende oltre tre chilometri di cunicoli e gallerie, decine di cisterne di epoca preromana, romana e medievale e centinaia di pozzi. Le strutture vennero realizzate principalmente per raccogliere e distribuire l’acqua, ma anche per drenare il terreno e contribuire alla stabilità del colle sul quale sorge la città.
Tra gli ambienti più interessanti si trovano le Cisterne Romane di Todi, situate sotto Piazza del Popolo e realizzate nella seconda metà del I secolo a.C., quando la città era ormai entrata nell’orbita romana.
Il complesso è formato da due grandi cisterne parallele, ciascuna suddivisa in dodici ambienti comunicanti, coperti da imponenti volte a botte. Le strutture raggiungono una lunghezza di circa 48 metri e potevano contenere, ciascuna, fino a 2.500 metri cubi d’acqua.
Ma il patrimonio sotterraneo di Todi non si limita alle cisterne. Tra gli altri ambienti di interesse storico si trovano le gallerie della Fabbrica della Piana e la Neviera della Valle, testimonianze delle diverse funzioni attribuite al sottosuolo cittadino nel corso dei secoli.
Come visitare le Cisterne Romane di Todi: l’accesso alle cisterne visitabili si trova in via del Monte, a pochi passi da Piazza del Popolo. Il percorso permette di esplorare una parte dell’antico sistema idrico romano; la cisterna orientale, invece, non è aperta alle normali visite turistiche.
Per biglietti, orari e visite guidate, il riferimento è l’Ufficio Informazioni Turistiche di Todi, in Piazza del Popolo 29/30 (tel. 075 895 6227). È consigliabile verificare l’apertura prima della visita, perché l’accesso ai sotterranei può essere temporaneamente sospeso.
Chiesa di San Fortunato: il capolavoro gotico che custodisce la tomba di Jacopone

A pochi passi da Piazza del Popolo sorge la Chiesa di San Fortunato, dedicata al santo patrono di Todi. L’edificio domina un’ampia scalinata che conduce al piazzale antistante, dal quale si può ammirare la sua imponente facciata.
Le origini della chiesa risalgono al 1192, quando venne costruito un primo edificio in stile romanico. Nel 1292 il Comune di Todi decise di ricostruirlo secondo i nuovi canoni dell’architettura gotica. I lavori, tuttavia, non furono mai portati completamente a termine, come dimostra la parte superiore della facciata, rimasta incompiuta.
L’esterno è caratterizzato da una grande facciata a capanna, la cui parte inferiore è rivestita in pietra bianca e scandita da elementi verticali che ne accentuano lo slancio. Particolarmente interessante è il portale centrale gotico, decorato con un ricco apparato scultoreo. Tra colonnine tortili, motivi vegetali e figure simboliche compaiono santi, profeti e personaggi mitologici.
L’interno della Chiesa di San Fortunato presenta tre ampie navate e tredici cappelle laterali, arricchite nel corso dei secoli da dipinti, affreschi, sculture e decorazioni. Tra le opere più significative si distingue la Madonna con Bambino e Angeli, affresco realizzato nel 1432 da Masolino da Panicale, conservato nella quarta cappella della navata destra.
Meritano attenzione anche la Cappella dell’Assunta, decorata nel Seicento da Andrea Polinori, e la Cappella Gregoriana, dove un monumentale altare barocco nero e oro custodisce l’Incoronazione della Vergine, dipinta dallo stesso artista nel 1618. Nella cripta è custodita la tomba di Jacopone da Todi, il celebre poeta religioso del Duecento, insieme alle spoglie di San Cassiano e di altri santi patroni.
Cosa vedere durante la visita: soffermati sul portale gotico della facciata, ricco di sculture e simboli, e cerca nella navata destra l’affresco di Masolino da Panicale. Non perdere inoltre la cripta con la tomba di Jacopone da Todi.
La chiesa è nota anche per il suo campanile panoramico, dal quale si può ammirare Todi dall’alto. La salita è un’esperienza interessante per chi desidera osservare il centro storico e il paesaggio circostante da una prospettiva diversa. Prima della visita, è opportuno verificare se il campanile sia aperto al pubblico e quali siano le modalità di accesso.
Parco della Rocca di Todi: antiche fortificazioni e panorami sull’Umbria

Situato nella parte più alta del centro storico, il Parco della Rocca è uno degli spazi verdi più suggestivi della città. Con i suoi 411 metri sul livello del mare, occupa il punto più elevato dell’abitato e offre un luogo tranquillo dove passeggiare, rilassarsi e ammirare il paesaggio delle colline umbre. Si trova a pochi passi dalla Chiesa di San Fortunato.
Il nome del parco deriva dall’antica fortezza fatta costruire nel 1373 per volontà di papa Gregorio XI, con l’obiettivo di rafforzare il controllo pontificio sulla città. La rocca ebbe però una storia relativamente breve. Dopo aver rappresentato per oltre un secolo un importante presidio militare, nel 1503 venne demolita e, dell’originario complesso fortificato, sono giunti fino a noi solo un torrione circolare, il Mastio, tratti delle antiche fortificazioni e il carcere di San Cassiano.
Cosa vedere nel Parco della Rocca: oltre al panorama sulle colline circostanti, vale la pena cercare i resti delle fortificazioni e il Mastio, testimonianza dell’antica funzione difensiva di quest’area. La vicinanza alla Chiesa di San Fortunato permette di inserire facilmente il parco nella stessa passeggiata.
Le mura di Todi: tre cinte difensive e antiche porte medievali

Tra le testimonianze più importanti della storia di Todi si trovano le antiche mura cittadine, un articolato sistema difensivo sviluppatosi nel corso dei secoli per proteggere l’abitato. La città conserva tracce di tre cinte murarie, risalenti a epoche differenti, che raccontano l’espansione del centro urbano dalle origini umbre e romane fino al Medioevo.
La cinta più antica risale al periodo umbro-romano e ne rimangono alcuni tratti, soprattutto nei pressi di Porta Marzia. La cerchia esterna, completata nel 1244, è quella meglio conservata e rappresenta una delle testimonianze più significative della Todi medievale. Si sviluppa per circa quattro chilometri e comprende porte fortificate, bastioni e contrafforti, costruiti per controllare gli accessi alla città e proteggerla dagli attacchi.
Le principali porte prendevano il nome dalle località verso cui conducevano le strade. Tra quelle ancora esistenti si distinguono Porta Perugina, Porta Romana e Porta Amerina, conosciuta anche come Porta Fratta. Questi accessi appartengono alla cinta muraria medievale e conducevano rispettivamente verso Perugia, Roma e Amelia.
Nel centro storico si possono inoltre ammirare Porta Marzia, Porta Aurea e Porta Libera, testimonianze delle fortificazioni più antiche della città. Particolarmente interessante è anche Porta Catena, detta Porta Sant’Antonio, il cui nome deriva dalle catene utilizzate in passato per sbarrare l’accesso e rafforzare il sistema difensivo.
Tempio di Santa Maria della Consolazione: il capolavoro rinascimentale di Todi

Poco fuori dalle mura medievali di Todi sorge il Tempio di Santa Maria della Consolazione, uno dei più importanti esempi di architettura rinascimentale in Umbria. Facilmente riconoscibile per la sua imponente cupola, la chiesa si distingue dagli edifici del centro storico per l’eleganza delle proporzioni e l’armonia delle forme geometriche.
La costruzione iniziò nel 1508 e si concluse nel 1607, dopo quasi un secolo di lavori. Secondo la tradizione, la sua origine è legata a un’immagine della Madonna custodita in una piccola edicola, alla quale venivano attribuite guarigioni miracolose. La crescente devozione dei fedeli spinse la comunità cittadina a realizzare un grande santuario destinato ad accogliere i pellegrini. Al progetto e alla costruzione parteciparono importanti architetti del Rinascimento, tra cui Cola da Caprarola, Antonio da Sangallo, Baldassarre Peruzzi e Jacopo Barozzi, detto il Vignola. L’ideazione dell’edificio è stata tradizionalmente collegata anche a Donato Bramante, sebbene la sua effettiva paternità progettuale non sia documentata con certezza.
L’elemento più caratteristico dell’edificio è la grande cupola centrale, che raggiunge un’altezza complessiva di circa 50 metri. L’interno del Tempio di Santa Maria della Consolazione è caratterizzato dalla luminosità e dalla simmetria degli spazi. La cupola domina l’ambiente centrale, mentre le aperture distribuite a diverse altezze permettono alla luce naturale di valorizzare le forme architettoniche.
Per la visita: il tempio si trova all’esterno della cinta muraria, quindi va considerato come una tappa distinta rispetto ai monumenti di Piazza del Popolo. Merita di essere osservato anche dall’esterno, per apprezzarne la pianta centrale, le proporzioni e la grande cupola.
I musei di Todi
Oltre alle chiese monumentali e ai palazzi medievali, Todi conserva un interessante patrimonio museale che permette di approfondire la storia della città, dalle origini antiche fino all’arte contemporanea.
Museo Civico di Todi: un viaggio tra archeologia, arte e storia della città

Affacciato su Piazza del Popolo, il Museo Civico di Todi occupa i piani superiori del Palazzo del Popolo e del Palazzo del Capitano e raccoglie reperti archeologici, opere d’arte e oggetti che raccontano l’evoluzione della città dalle origini fino all’età moderna.
Tra i reperti più significativi figurano una lastra marmorea del X-XI secolo raffigurante San Fortunato, Cristo Redentore e San Cassiano, un modello ligneo del Tempio di Santa Maria della Consolazione, datato 1571, e una sella appartenuta ad Anita Garibaldi. La sezione archeologica documenta la storia dell’antica Tuder attraverso una ricca raccolta di ceramiche, oggetti di uso quotidiano, ornamenti e manufatti in bronzo.
Tra le opere più rappresentative spicca una copia del celebre Marte di Todi, statua bronzea risalente al V secolo a.C., rinvenuta nel 1835 nei pressi del convento di Montesanto. L’originale, considerato uno dei capolavori della scultura bronzea antica dell’Italia centrale, è oggi conservato nei Musei Vaticani a Roma. Di grande interesse è anche la sezione numismatica, che custodisce una collezione di circa 1.475 monete, delle quali 130 riconducibili alla zecca di Todi.
Il percorso museale comprende inoltre una sezione dedicata ai tessuti, con paramenti sacri e manufatti di epoche e provenienze differenti, e una raccolta di ceramiche databili tra l’VIII e il XVIII secolo. Uno degli ambienti più importanti è la Pinacoteca Comunale, che conserva dipinti di artisti attivi tra il Rinascimento e il Seicento. Tra le opere di maggiore rilievo si trova l’Incoronazione della Vergine di Giovanni di Pietro, detto lo Spagna, pittore legato alla scuola del Perugino.
Come visitare il Museo Civico di Todi: il museo si trova in Piazza del Popolo 29/30, all’ultimo piano dei palazzi comunali. Si può raggiungere attraverso la scalinata interna oppure utilizzando l’ascensore.
Secondo gli orari pubblicati dal Comune, il museo è aperto lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10:30 alle 13:00 e sabato, domenica e festivi dalle 10:30 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 17:00; il martedì è indicato come giorno di chiusura.
Per informazioni su biglietti, visite guidate ed eventuali variazioni degli orari è possibile rivolgersi all’Ufficio Informazioni Turistiche di Todi, in Piazza del Popolo 29/30, al numero 075 895 6227.
Gli altri musei di Todi: dal Museo Lapidario alla Casa Dipinta

Il Museo Lapidario di Todi, ospitato presso il Polo Museale delle Lucrezie, custodisce una delle raccolte di materiali lapidei più antiche dell’Umbria, composta da reperti di epoca romana, medievale e moderna. Il Museo del Tesoro del Duomo valorizza invece il patrimonio storico e religioso della cattedrale, mentre il Museo della Civiltà Contadina è dedicato alla memoria della vita quotidiana e delle tradizioni del mondo rurale.
Agli appassionati di scultura è dedicata la Gipsoteca Enrico Quattrini, che conserva opere e testimonianze dell’attività dello scultore tuderte.
Un’esperienza completamente diversa è quella offerta dalla Casa Dipinta di Todi, conosciuta anche come Casa Dipinta O’Doherty. Questo originale spazio artistico è legato al pittore irlandese Brian O’Doherty, che ha trasformato gli ambienti di un’abitazione del centro storico in un’opera d’arte.
Come visitare gli altri musei di Todi: il Museo Lapidario si trova nel Complesso delle Lucrezie, in via del Vescovado 12. Il portale turistico nazionale indica l’apertura il sabato e la domenica, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:00.
La Casa Dipinta di Brian O’Doherty rientra tra gli spazi culturali del circuito museale cittadino. Per conoscerne i giorni di apertura e le modalità di accesso è possibile contattare l’Ufficio Informazioni Turistiche di Todi, al numero 075 895 6227.
La Gipsoteca Enrico Quattrini offre invece l’ingresso gratuito. Secondo il calendario comunicato dall’ente gestore, è visitabile giovedì dalle 15:00 alle 17:00, venerdì dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 17:00, sabato dalle 15:00 alle 17:00 e domenica dalle 9:00 alle 12:00.
Per il Museo del Tesoro del Duomo e il Museo della Civiltà Contadina, è opportuno chiedere conferma dell’effettiva apertura all’ufficio turistico prima di programmare la visita.
Storia di Todi: dalle origini umbre all’epoca romana

Le origini di Todi risalgono all’VIII-VII secolo a.C., quando gli Umbri fondarono un insediamento su una collina che domina la valle del Tevere, al confine con il territorio degli Etruschi. L’antico nome della città, Tutere, viene tradizionalmente interpretato come «città di confine».
Secondo una leggenda, Todi avrebbe dovuto sorgere ai piedi del colle, ma un’aquila rubò la tovaglia dei fondatori e la lasciò cadere sulla sommità della collina. Interpretando l’episodio come un segno divino, gli abitanti decisero di costruire la città proprio in quel luogo.
Tra il V e il IV secolo a.C. Todi conobbe un importante sviluppo sotto l’influenza etrusca, mentre nel III secolo a.C. iniziò il processo di romanizzazione. Divenuta successivamente colonia romana con il nome di Colonia Julia Fida Tuder, si arricchì di edifici pubblici, ville e di un anfiteatro, soprattutto durante l’età augustea.
Todi nel Medioevo e nel Rinascimento

Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, Todi attraversò le vicende delle invasioni barbariche e della guerra gotica, entrando poi nell’orbita bizantina. Nel 1067 divenne un comune autonomo, inaugurando una fase di crescita economica e territoriale che raggiunse il suo apice nel XIII secolo. Nel 1244, per proteggere i nuovi quartieri sorti fuori dal nucleo più antico, venne costruita una cinta muraria lunga circa quattro chilometri, con porte e bastioni ancora oggi visibili.
Il Medioevo rappresentò uno dei periodi più importanti della storia cittadina. Proprio a Todi nacque Jacopone da Todi, poeta religioso del Duecento, celebre per le sue laudi. Nei secoli successivi la città passò sotto diverse signorie, tra cui quelle dei Malatesta e di Francesco Sforza, prima di entrare stabilmente nello Stato Pontificio.
Durante il Rinascimento, soprattutto grazie all’intervento del vescovo Angelo Cesi, alcune strade furono ampliate e numerosi edifici abbelliti. Nonostante le trasformazioni, Todi ha conservato gran parte del suo aspetto medievale.
Cosa mangiare a Todi: piatti e prodotti tipici

La cucina tradizionale di Todi conserva ricette legate alla vita contadina, alla cacciagione e alle festività. Tra le specialità da conoscere c’è soprattutto la palomba alla ghiotta, chiamata anche palomba alla todina: il colombaccio viene cotto lentamente allo spiedo o al forno e accompagnato da una salsa intensa, preparata con i succhi di cottura, le interiora, vino rosso, erbe aromatiche e altri ingredienti che variano secondo le ricette familiari.
Un’altra preparazione caratteristica è il pan caciato o nociato, un piccolo pane rotondo arricchito con noci, formaggio, pepe e, in alcune versioni, uvetta. Tra le ricette locali merita una menzione anche il pasticcio di Jacopone, un grande involucro di pasta ripieno di carne, verdure e ricotta, servito a fette con salsa di pomodoro. Il nome richiama Jacopone da Todi, il celebre poeta religioso medievale legato alla città.
Per concludere, i maccheroni dolci sono una delle preparazioni più particolari della zona di Todi e Orvieto: pasta condita con un composto dolce a base di noci, nocciole, pangrattato, cacao o cioccolato e spezie. Si preparano soprattutto in occasione di Ognissanti e della vigilia di Natale.
Tra i vini del territorio spicca infine il Grechetto di Todi DOC, un bianco che accompagna la tradizione gastronomica locale.
Eventi e tradizioni di Todi

Tra gli appuntamenti più caratteristici di Todi spicca la Disfida di San Fortunato, una rievocazione storica che si svolge ogni anno nel mese di ottobre, in occasione delle celebrazioni dedicate al patrono della città, festeggiato il 14 ottobre. Per alcuni giorni il centro storico si anima con cortei in costume, gare di tiro con l’arco, sbandieratori, tamburini e spettacoli ispirati alla vita medievale.
Uno dei momenti più attesi è il Palio dell’Aquila, durante il quale si sfidano gli arcieri dei sei rioni cittadini. La manifestazione valorizza anche gli antichi mestieri artigiani, con dimostrazioni dedicate alla lavorazione della lana, della carta, della pergamena e dei metalli. In Piazza del Popolo si svolge inoltre la mostra-mercato Tipico Todi, dedicata all’artigianato, alla gastronomia e ai prodotti del territorio.
Tra fine agosto e i primi giorni di settembre si tiene invece il Todi Festival, manifestazione culturale dedicata al teatro, alla musica e alle arti contemporanee, che propone spettacoli e incontri in alcuni dei luoghi più rappresentativi della città.
Cosa vedere nei dintorni di Todi: borghi e luoghi insoliti da scoprire

Dopo aver visitato il centro storico di Todi, chi ha a disposizione qualche giorno in più può approfittarne per esplorare altre località dell’Umbria, tra borghi medievali, paesaggi collinari e luoghi fuori dal comune. A circa 46 km da Todi, raggiungibile in 50 minuti d’auto, si trova La Scarzuola, uno dei complessi architettonici più sorprendenti dell’Umbria.
Per chi desidera ampliare l’itinerario verso il Lago Trasimeno, un’altra meta interessante è Panicale, uno dei borghi più caratteristici della zona, con il suo centro storico medievale, le piazzette e gli splendidi panorami sulle colline umbre.
Ufficio informazioni turistiche di Todi
Per informazioni su monumenti, musei, visite guidate ed eventi è possibile rivolgersi all’Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica (IAT), situato nel centro storico.
- Indirizzo: Piazza del Popolo 29/30, 06059 Todi (PG).
- Telefono: +39 075 8956227.
- Email: iat.todi@coopculture.it.
L’ufficio fornisce informazioni turistiche e svolge anche attività di biglietteria per i siti del circuito museale cittadino.
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Meteo Todi
Mappa di Todi e del centro storico
La mappa di Todi permette di individuare i principali monumenti, le piazze e le vie del centro storico, aiutando a orientarsi durante la visita e a organizzare un itinerario a piedi tra i luoghi di maggiore interesse.







