Le chiese in legno medievali note come “stavkirke” rappresentano uno dei più affascinanti capitoli dell’architettura sacra europea. Sono edifici costruiti interamente di legno, risalenti in gran parte all’epoca compresa tra il XII e il XIII secolo, che costituiscono un’eredità unica della cristianizzazione e della cultura materiale dei popoli nordici. Oggi solo una piccola parte di esse sopravvive, ma l’importanza storica e artistica resta straordinaria perché sono considerate le chiese in legno più antiche d’Europa.
Origine e diffusione delle chiese in legno più antiche d’Europa
Le stavkirke nacquero nel Medioevo come una delle principali forme di edifici religiosi, ma la loro diffusione più significativa si ebbe soprattutto in Norvegia, dove questa tipologia raggiunse uno sviluppo straordinario. Si stima che nel periodo medievale in Norvegia vennero costruite oltre mille, forse addirittura circa duemila di queste chiese, disseminate in valli interne, foreste, villaggi di pescatori e intorno ai fiordi. Oggi ne sono rimaste solo 28 esempi storici, concentrati principalmente in Norvegia, ma tracce e testimonianze di costruzioni simili si ritrovano anche in altri paesi del Nord Europa.
Il termine con cui le si identifica, stavkirke, deriva proprio dalla parola norvegese per “pali” o “assi portanti”, elemento che definisce la tecnica costruttiva alla base di queste strutture. In un’epoca in cui la maggior parte delle chiese in Europa veniva realizzata in pietra, queste chiese di legno rappresentano una risposta locale, nata dalla disponibilità di risorse forestali e dalla padronanza delle tecniche di lavorazione del legno tipiche dei popoli scandinavi. Esse vanno interpretate non soltanto come luoghi di culto, ma anche come simboli della transizione religiosa e culturale nei paesi nordici. Il cristianesimo si era appena infatti radicato in regioni da tempo legate alle tradizioni vichinghe e all’antica religione norrena.
La tecnica costruttiva delle stavkirke

La peculiarità tecnica di queste chiese risiede nel modo in cui erano costruite. A differenza di altri edifici in legno medievali, in cui si usavano tronchi sovrapposti, le stavkirke si basano su una struttura portante di pali verticali saldamente fissati su una base di travi orizzontali. Queste colonne principali, chiamate nei testi norreni “stafr” (pali), formano la scheletro dell’edificio. Alle pareti, grandi assi di legno venivano inserite per creare superfici continue e solide.
Il legno utilizzato non era un materiale casuale. Si prediligevano specie come il pino silvestre, note per la loro durabilità, resistenza alla decomposizione e adattabilità alle condizioni climatiche norvegesi. La complessità delle tecniche impiegate testimonia una maestria elevate nella lavorazione del legno, con giunti finemente calibrati, sistemi di ancoraggio tra pali e travi, e l’uso di chiodi di legno per mantenere tutto in posizione.
Molte di esse presentavano elaborate decorazioni, soprattutto sulle facciate, portali e coperture, con intagli raffiguranti motivi sia cristiani sia di derivazione precristiana. All’interno, le stavkirke potevano conservare elementi simbolici. I pali verticali stessi, oltre a svolgere una funzione strutturale, venivano interpretati come simboli dei quattro vangeli, sostenendo idealmente l’intero edificio spirituale.
Evoluzione e declino

Nonostante la loro importanza e diffusione iniziale, le chiese in legno medievali del Nord europa conobbero un graduale declino già a partire dal XIV secolo. Diversi fattori contribuirono alla loro riduzione numerica nel tempo. Uno dei principali fu la peste nera, che colpì duramente le popolazioni nordiche e modificò profondamente l’organizzazione sociale e religiosa. Parallelamente, la riforma protestante e le mutate esigenze liturgiche portarono alla costruzione di nuovi edifici in pietra o in altri materiali, più adatti a congregazioni in crescita o a nuovi centri urbani.
Nel corso dei secoli successivi, molte di queste chiese furono abbandonate, demolite o sostituite da altre strutture. Incendi, tempeste, valanghe e semplice degrado naturale col legno contribuirono ulteriormente alla loro scomparsa. In alcune aree, interi villaggi furono spopolati o spostarono la loro focalizzazione religiosa altrove, rendendo obsolete le precedenti chiese di legno.
La riscoperta delle chiese in legno più antiche d’Europa

Nonostante queste perdite, alcune stavkirke sono sopravvissute fino ai giorni nostri, soprattutto in Norvegia, dove 28 esemplari storici sono ancora visibili. Oggi sono considerate le chiese in legno più antiche d’Europa e alcune hanno acquisito un rilievo internazionale, come la chiesa di Urnes, inserita nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO proprio perché esempio eccezionale di architettura in legno medievale.
La riscoperta di queste costruzioni non è avvenuta in tempi recenti. Già nel XIX secolo studiosi e appassionati di storia notarono il valore artistico e culturale di queste strutture, realizzando disegni, studi e testi che contribuirono alla loro valorizzazione nella cultura architettonica europea. Oggi le stavkirke sono attrazioni che attirano visitatori da tutto il mondo.
Stavkirke di Urnes

Tra le chiese in legno più antiche d’Europa c’è la stavkirke di Urnes, risalente al XII secolo e situata a Luster, nella Norvegia centrale. Questo edificio è il più antico delle 28 stavkirke attualmente esistenti in Norvegia. Essendo un mirabile esempio di l’architettura scandinava in legno della fine dell’epoca vichinga, dal 1979 è parte del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. La stavkirke di Urnes risale all’anno 1130 e si trova ancora nella sua posizione originale. Scavi archeologici hanno svelato che essa si innalza sul sito di due chiese precendenti. La prima risale al periodo di transizione al cristianesimo, cioè all’inizio dell’XI secolo, la seconda alla metà dello stesso secolo.
Le decorazioni esterne della chiesa rappresentano il passaggio dal mondo vichingo e pagano al cristianesimo. In particolare, alcuni pannelli decorati a intreccio provengono da una chiesa precedente dell’XI secolo e vennero riutilizzati nella nuova costruzione. L’elemento più celebre è il portale nord, dove compare un complesso intreccio di animali che si avvinghiano e si inseguono. È un esempio straordinario del cosiddetto stile “urnese”, considerato tra le ultime manifestazioni dell’ornamento animale tipico dell’arte vichinga. All’interno, la chiesa appare ancora più ricca di dettagli rispetto all’esterno.
Stavkirke di Borgund

Anche la stavkirke di Borgund compare tra le chiese in legno più antiche d’Europa. Si trova nel comune di Lærdal, sempre in Norvegia ed è la meglio preservata delle 28 stavkirke del Paese. Risale alla fine del XII secolo: le analisi hanno dimostrato che il legno utilizzato venne tagliato nell’inverno del 1180. Intitolata a sant’Andrea, rimase in funzione fino al 1868. In quell’anno, accanto all’edificio antico, venne costruita una nuova chiesa a Borgund: da quel momento la struttura medievale fu destinata a finalità turistiche e museali.
Con il passaggio a questa nuova funzione, gran parte degli arredi interni venne eliminata o trasferita altrove. Oggi l’interno appare volutamente essenziale. Tra gli elementi ancora presenti si trovano un fonte battesimale in pietra ollare, un altare con pala del XVII secolo, un leggio del Cinquecento e una credenza del XVI secolo destinata a custodire i vasi liturgici. Dopo la Riforma protestante, infatti, comparvero all’interno arredi più tipici delle chiese dell’epoca.
Stavkirke di Heddal

Più tarda, perché risalente ai primi del XIII secolo, la stavkirke di Heddal è la più grande di tutte le chiese in legno conservate ancora oggi. Analisi scientifiche sul legno utilizzato indicano che alcuni materiali risalgono addirittura all’epoca vichinga, suggerendo che pezzi più antichi furono incorporati nell’edificio attuale. Fin dalle origini, la chiesa di Heddal venne concepita come edificio di culto cristiano e, ancora oggi continua a svolgere questa funzione.
Alla chiesa sono legate anche antiche leggenda popolari, come quella secondo cui la costruzione dell’edificio avvenne in tre giorni grazie all’assistenza di una figura misteriosa, forse un troll, che poi si rifugiò in una montagna vicina perché infastidito dal suono delle campane. All’interno sono conservati pochi arredi originali, ma alcuni oggetti sono custoditi in musei norvegesi. Ad esempio, una panca risalente al XIV secolo è oggi conservata presso il Norsk Folkemuseum e nell’edificio è presente una copia. Un lampadario ad anello e un antependium del 1250 fanno parte delle collezioni dell’Università di Oslo.
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