L’area megalitica di Aosta rappresenta uno dei complessi archeologici preistorici più rilevanti dell’intero arco alpino. Costituisce una testimonianza di straordinario valore per la ricostruzione delle prime forme di insediamento umano e di organizzazione rituale nelle Alpi occidentali. Il sito, emerso nel corso di scavi sistematici avviati nella seconda metà del Novecento, documenta una frequentazione prolungata dell’area a partire dal Neolitico, con strutture, allineamenti litici e testimonianze materiali che riflettono pratiche simboliche e cultuali complesse. La rilevanza dell’area megalitica di Aosta non risiede soltanto nella quantità e nella varietà dei reperti rinvenuti, ma anche nella continuità di utilizzo del luogo nel corso dei millenni, che ne fa un punto di riferimento fondamentale per lo studio delle società preistoriche alpine che abitarono la regione molto prima della fondazione della città romana di Augusta Praetoria.
Dove si trova l’area megalitica di Aosta

Il complesso archeologico oggi noto come MegaMuseo o area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans costituisce uno dei più importanti siti preistorici musealizzati d’Europa. Si trova ad Aosta, nel quartiere occidentale di Saint-Martin-de-Corléans, e rappresenta un caso esemplare di integrazione tra scavo archeologico e valorizzazione museale all’interno del tessuto urbano contemporaneo.
La scoperta del sito avvenne nel 1969 in modo del tutto fortuito, nel corso di lavori edilizi destinati alla costruzione di edifici residenziali. Gli scavi portarono alla luce un’estesa area archeologica collocata a circa sei metri al di sotto dell’attuale livello della città, rivelando una stratificazione eccezionalmente ricca. L’area indagata si estende per circa 10.000 metri quadrati e documenta una frequentazione continua che copre un arco temporale di oltre sei millenni.
La storia del sito

L’espressione “area megalitica” venne impiegata per la prima volta da Franco Mezzena, archeologo responsabile della scoperta del complesso di Saint-Martin-de-Corléans. La definizione nasceva dall’esigenza di qualificare un contesto archeologico che presentava evidenti analogie con il sito svizzero di Sion–Petit-Chasseur e che si distingueva per la presenza concentrata di strutture monumentali megalitiche differenti per forma, funzione e cronologia.
Il sito di Saint-Martin-de-Corléans si configura fin dalle fasi più antiche come uno spazio sacro, interessato da una frequentazione lunga e stratificata. Le prime attestazioni risalgono al Neolitico recente e proseguono senza interruzioni significative nell’Eneolitico, attraversando poi l’età del Bronzo, l’età del Ferro, il periodo romano, il Medioevo e giungendo fino all’età contemporanea. Questa continuità rende l’area uno dei rari esempi alpini di utilizzo rituale e simbolico protratto per millenni.
Nella sua fase originaria, il sito appare come un santuario all’aperto, destinato a pratiche cultuali reiterate e legate soprattutto alla sfera agricola e alla dimensione dei viventi. A tale interpretazione rimandano elementi archeologici quali i solchi regolari di aratura rituale, i pozzi cilindrici scavati nel terreno, gli allineamenti orientati di pali lignei — oggi leggibili attraverso i fori di infissione — e le stele antropomorfe. Solo negli ultimi secoli del III millennio a.C. l’area assume una funzione prevalentemente funeraria, trasformandosi in una necropoli di particolare prestigio, con tombe monumentali di diversa tipologia, alcune delle quali realizzate riutilizzando le stele più antiche.
Le fasi successive
Con l’inizio dell’età del Bronzo, intorno al 2200 a.C., e per motivazioni non ancora del tutto chiarite, il sito perde progressivamente la sua centralità cultuale, pur conservando l’uso funerario. In una fase successiva, durante il Bronzo finale, l’area viene destinata prevalentemente ad attività agricole, funzione che manterrà per oltre un millennio, segnando un cambiamento significativo nel rapporto tra comunità umane e spazio sacro. La persistenza di pratiche rituali e funerarie nel corso del tempo ha indotto gli studiosi a ipotizzare l’esistenza, nelle immediate vicinanze, di un importante centro abitato, probabilmente collocato a nord-ovest dell’area megalitica di Aosta.
Accanto alle ricostruzioni scientifiche, esiste anche una tradizione erudita di carattere leggendario, secondo la quale l’area sarebbe stata utilizzata come luogo di sepoltura rituale della mitica città di Cordela, fondata da Cordelo o Cordelus, considerato il leggendario capostipite dei Salassi. Questa città, secondo la leggenda, si sarebbe trovata in posizione più elevata rispetto al sito di Saint-Martin-de-Corléans. Tali ipotesi, tuttavia, non trovano riscontro nelle fonti storiche o archeologiche attualmente disponibili.
La scoperta e la chiesa di Saint-Martin-de-Corléans

L’area megalitica di Aosta sorge nella parte occidentale della città, in prossimità della chiesa medievale di Saint-Martin-de-Corléans, dedicata a san Martino di Tours e documentata per la prima volta nel 1176. Proprio in quest’area, nel giugno del 1969, durante lavori di sbancamento per la costruzione di edifici residenziali, venne intercettata la sommità di una stele decorata. Il riconoscimento immediato dell’importanza del reperto da parte degli archeologi della Soprintendenza regionale, Franco Mezzena e Rosanna Mollo Mezzena, determinò la sospensione dei lavori e l’avvio delle procedure di tutela. sistematiche campagne di scavo hanno consentito di ricostruire in modo sempre più dettagliato la complessa storia di uno dei più importanti complessi megalitici dell’arco alpino.
Il museo

Oggi l’area megalitica di Aosta è conosciuta ufficialmente come MegaMuseo – Museo Archeologico Contemporaneo. L’edificio si sviluppa su quattro livelli e occupa una superficie complessiva di circa 9.820 metri quadrati. Il cuore archeologico del museo si trova a una profondità di circa sei metri rispetto all’attuale piano stradale. Il percorso museale documenta oltre 6.000 anni di storia umana. Tra gli elementi più importanti spiccano le tombe dolmeniche e a cista, tipiche sepolture megalitiche della tarda preistoria, che offrono uno sguardo diretto sulle pratiche funerarie delle comunità neolitiche e eneolitiche. Il sito conserva inoltre stele antropomorfe, grandi pietre rettangolari incise con figure umane stilizzate, che costituiscono un raro esempio di arte simbolica preistorica nella regione alpina.
Notevole è anche la presenza di allineamenti di fori di pali lignei, che documentano antiche strutture lignee con probable funzione rituale o cerimoniale, insieme a pozzi rituali e tracce di arature sacre nel terreno, indicanti l’esistenza di culti legati alla fertilità e alla vita agraria delle prime comunità insediate nell’area. Nel complesso, l’area megalitica di Aosta offre una sequenza stratigrafica unica in Europa per comprendere l’evoluzione delle pratiche sacre, funerarie e insediative dal Neolitico fino alle età successive, esposta in un parco archeologico coperto di grande impatto visivo e scientifico.
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Informazioni pratiche
Il MegaMuseo si trova in Corso Saint-Martin-de Corléans 258
Apertura
- Ottobre – Marzo: 10.00 – 18.00
- Aprile – Settembre: 9.00 – 19.00
- Chiuso il lunedì. Chiuso 25 dicembre. Aperto 1°gennaio 2026: 13.00 – 18.00
Mappa area megalitica di Aosta






