Considerato il riconoscimento più prestigioso al mondo, il Premio Nobel è stato spesso al centro di polemiche, decisioni controverse e casi che ancora oggi dividono storici, scienziati e opinione pubblica.
La nascita del Premio Nobel
La storia del Premio Nobel ebbe inizio nel 1895, quando l’inventore e industriale svedese Alfred Nobel redasse il proprio testamento destinando gran parte del suo immenso patrimonio all’istituzione di una serie di premi annuali. L’obiettivo era quello di ricompensare le persone che avessero contribuito in modo significativo al progresso dell’umanità.
Alla sua morte vennero istituiti cinque riconoscimenti dedicati alla fisica, alla chimica, alla medicina o fisiologia, alla letteratura e alla pace. Nel 1969 si aggiunse il Premio per le Scienze Economiche, istituito dalla Banca Centrale di Svezia in memoria di Alfred Nobel.
Nel corso di oltre un secolo di storia, il Nobel è diventato il simbolo dell’eccellenza scientifica, culturale e umanitaria. Tuttavia, non tutte le assegnazioni sono state accolte favorevolmente. Alcuni premiati hanno suscitato forti polemiche, mentre altre controversie hanno riguardato esclusioni ritenute ingiuste o decisioni considerate discutibili.
Fritz Haber: il genio che nutrì il mondo e contribuì alla guerra chimica

Tra i casi più controversi della storia del Nobel figura quello del chimico tedesco Fritz Haber (1868-1934), premiato con il Nobel per la Chimica nel 1919 per aver sviluppato il processo Haber-Bosch. Grazie a questa innovazione divenne possibile produrre ammoniaca su larga scala, un passaggio fondamentale per la realizzazione dei fertilizzanti moderni. La scoperta contribuì ad aumentare enormemente la produttività agricola mondiale e viene ancora oggi considerata una delle innovazioni che hanno permesso di sostenere la crescita della popolazione globale.
La controversia nasce però da un altro aspetto della sua attività. Durante la Prima guerra mondiale, Haber svolse un ruolo determinante nello sviluppo delle armi chimiche tedesche e fu tra i principali sostenitori dell’utilizzo del cloro come gas da combattimento. Per molti osservatori risultò quindi difficile accettare che una persona associata alla nascita della guerra chimica potesse ricevere uno dei più prestigiosi riconoscimenti scientifici del mondo.
Harald zur Hausen e i sospetti sul conflitto d’interessi

Nel 2008 il medico e ricercatore tedesco Harald zur Hausen (1936-2023) ricevette il Nobel per la Medicina per aver dimostrato il legame tra il papillomavirus umano (HPV) e il tumore del collo dell’utero. La sua scoperta ebbe un impatto enorme sulla prevenzione oncologica e aprì la strada allo sviluppo dei vaccini contro l’HPV. Poco dopo l’assegnazione del premio, però, emersero polemiche riguardanti possibili conflitti d’interesse.
Alcuni osservatori notarono che AstraZeneca, una delle principali aziende farmaceutiche coinvolte nella commercializzazione di prodotti collegati a questo settore medico, figurava tra gli sponsor di alcune attività collegate al Nobel. Sebbene non siano mai emerse prove di irregolarità nell’assegnazione del premio, il caso alimentò un dibattito sulla necessità di mantenere una netta separazione tra ricerca scientifica, premi internazionali e interessi industriali.
Adolf Hitler e il Nobel che non avrebbe mai dovuto esistere

Nel 1939 il nome di Adolf Hitler (1889-1945) comparve tra le candidature al Premio Nobel per la Pace. La notizia provocò immediatamente indignazione internazionale. In realtà la candidatura non era stata presentata seriamente. Un parlamentare svedese la propose come provocazione politica e satira nei confronti di altre candidature considerate discutibili. Tuttavia lo scherzo venne interpretato come autentico e generò un’ondata di proteste tale da costringere il proponente a ritirarla.
Il dittatore nazista fu coinvolto in un’altra vicenda legata al Nobel qualche anno prima. Nel 1935 il Premio Nobel per la Pace venne assegnato al giornalista tedesco Carl von Ossietzky, noto oppositore del regime nazista e critico di Hitler. La decisione irritò profondamente il Führer, che vietò ai cittadini tedeschi di accettare in futuro qualsiasi Premio Nobel. Per sostituirlo istituì addirittura un premio nazionale tedesco destinato ad artisti e scienziati del Reich.
Barack Obama e il Nobel assegnato troppo presto

Tra i premi più discussi degli ultimi decenni vi è certamente quello assegnato a Barack Obama nel 2009. L’allora presidente degli Stati Uniti era in carica da appena nove mesi quando ricevette il Nobel per la Pace. Il comitato motivò la scelta citando il suo impegno nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli.
Le critiche non tardarono ad arrivare. Molti ritenevano che Obama non avesse ancora avuto il tempo di ottenere risultati concreti tali da giustificare un riconoscimento di quella portata. Alcuni commentatori sostennero che il premio fosse stato assegnato più per le aspettative generate dalla sua elezione che per risultati effettivamente raggiunti. Anche negli anni successivi il Nobel di Obama è rimasto uno dei più dibattuti della storia recente.
Mahatma Gandhi: l’esclusione che ancora oggi sorprende

Se alcuni Nobel sono stati contestati perché assegnati, altri sono diventati celebri per non essere mai stati conferiti. Il caso più noto è probabilmente quello di Mahatma Gandhi. Leader della lotta non violenta per l’indipendenza dell’India, Gandhi influenzò profondamente i movimenti per i diritti civili del XX secolo e viene considerato una delle figure simbolo della pace mondiale.
Nonostante fosse stato candidato più volte, non ricevette mai il Premio Nobel per la Pace. Questa esclusione continua ancora oggi a essere considerata da molti storici una delle più grandi occasioni mancate nella storia del riconoscimento. Alcuni studiosi ritengono che all’epoca il comitato fosse fortemente influenzato da una visione eurocentrica che non comprese pienamente la portata storica del movimento guidato da Gandhi.
Yasser Arafat e il Nobel più divisivo del Medio Oriente

Nel 1994 il Premio Nobel per la Pace fu assegnato congiuntamente a Yasser Arafat, Yitzhak Rabin e Shimon Peres per il loro contributo agli Accordi di Oslo, considerati un importante tentativo di avviare un processo di pace tra israeliani e palestinesi.
La scelta suscitò forti divisioni. Se da un lato Arafat veniva premiato per il suo ruolo nei negoziati diplomatici, dall’altro molti critici ricordavano il suo passato alla guida di organizzazioni coinvolte in azioni armate e attentati. Alcuni membri della stessa commissione Nobel manifestarono apertamente il proprio dissenso, rendendo questa assegnazione una delle più controverse nella storia del premio.
Le donne dimenticate dal Nobel

Un’altra critica ricorrente riguarda la scarsa presenza femminile tra i premiati. Per gran parte del XX secolo le donne hanno rappresentato una minoranza assoluta tra i vincitori. Sebbene figure straordinarie come Marie Curie siano riuscite a entrare nella storia — unica donna ad aver ricevuto due Premi Nobel in discipline scientifiche diverse — numerose ricercatrici hanno visto il proprio contributo sottovalutato o ignorato.
Uno degli esempi più citati è quello dell’astrofisica Jocelyn Bell Burnell. Nel 1967 fu lei a individuare per prima le pulsar, uno dei più importanti fenomeni astronomici del secolo. Tuttavia, quando nel 1974 il Nobel per la Fisica venne assegnato per quella scoperta, il riconoscimento andò al suo supervisore Antony Hewish e a Martin Ryle, mentre il suo nome fu escluso. Il caso è ancora oggi utilizzato come simbolo delle difficoltà incontrate dalle donne nel mondo accademico e scientifico.
Alfred Nobel: il fondatore segnato dalle polemiche

Paradossalmente, anche il creatore del premio fu protagonista di una controversia che contribuì probabilmente alla nascita stessa del Nobel. Alfred Nobel (1833-1896) costruì la propria fortuna grazie alle invenzioni nel settore degli esplosivi, tra cui la dinamite. Sebbene le sue innovazioni avessero importanti applicazioni industriali, vennero utilizzate anche in ambito militare.
Nel 1888 un giornale francese pubblicò per errore il necrologio di Alfred Nobel invece di quello del fratello. L’articolo lo definiva “il mercante di morte“, accusandolo di essersi arricchito inventando strumenti sempre più efficaci per uccidere.
Molti storici ritengono che questa vicenda abbia profondamente colpito Nobel, spingendolo a riflettere sull’eredità che avrebbe lasciato al mondo. La decisione di finanziare premi destinati a celebrare il progresso scientifico, culturale e umanitario potrebbe essere nata proprio dal desiderio di essere ricordato non per le armi, ma per il contributo al miglioramento dell’umanità.






