Nel cuore dell’alta Val Brembana, tra antiche vie commerciali, edifici storici e panorami montani di grande fascino, Averara custodisce un patrimonio culturale sorprendente. Questo piccolo borgo bergamasco, attraversato per secoli da mercanti e viaggiatori diretti verso il Nord Europa, conserva ancora oggi testimonianze del suo passato medievale, tra portici affrescati, chiese ricche d’arte, antiche torri difensive e suggestivi itinerari naturalistici.
Dove si trova Averara
Averara è un piccolo comune della provincia di Bergamo situato nella parte settentrionale della Lombardia, all’interno della Val Averara, una valle laterale dell’alta Val Brembana. Il paese sorge a circa 800 metri di altitudine ed è attraversato dal torrente Mora, corso d’acqua che contribuisce a modellare il paesaggio della vallata.
Circondato da boschi, pascoli e montagne delle Orobie Bergamasche, il territorio comunale comprende numerose contrade disseminate sui versanti e conserva ancora oggi l’aspetto autentico dei borghi alpini lombardi. La posizione geografica, relativamente isolata ma strategica dal punto di vista storico, ha permesso ad Averara di mantenere intatto gran parte del proprio patrimonio architettonico e ambientale.
La storia di Averara

Le origini di Averara si perdono nel tempo e sono legate agli antichi popolamenti che interessarono le vallate alpine dopo la caduta dell’Impero Romano. Secondo numerosi studiosi, i primi nuclei abitati stabili potrebbero essersi formati tra il VI e il VII secolo, quando gruppi di popolazione cercarono rifugio nelle zone montane per sfuggire alle invasioni e alle instabilità che caratterizzarono l’Alto Medioevo.
La prima testimonianza documentaria certa risale però al 917. In un atto di quell’anno compare infatti il nome di un abitante proveniente da “Abrara“, antica denominazione del borgo. Tra il Medioevo e l’età moderna Averara visse il suo periodo di massimo splendore grazie alla posizione lungo la Via Mercatorum, l’antico percorso commerciale che collegava Bergamo con la Valtellina, i Grigioni e le regioni dell’Europa centrale. Mercanti, artigiani e trasportatori attraversavano quotidianamente il borgo, contribuendo alla crescita economica della comunità.
Essendo situato in una zona di confine tra la Repubblica di Venezia e i territori alpini settentrionali, il paese era dotato di strutture di controllo e di difesa che garantivano la sicurezza dei traffici commerciali. Proprio in questo periodo furono costruite torri e presidi destinati alla sorveglianza della valle.
L’importanza strategica di Averara iniziò a diminuire alla fine del Cinquecento con la realizzazione della Via Priula, la nuova strada voluta dalla Repubblica di Venezia per migliorare i collegamenti con il Passo San Marco. Il nuovo tracciato spostò progressivamente il traffico commerciale verso altre località della valle, avviando una lenta fase di declino economico.
Cosa vedere ad Averara

Visitare Averara significa immergersi in un autentico borgo storico alpino, dove ogni edificio racconta una parte della lunga storia della valle. Il centro abitato conserva numerose testimonianze dell’epoca in cui il paese rappresentava una tappa fondamentale lungo le antiche vie commerciali delle Orobie.
La via porticata

Tra le attrazioni più rappresentative di Averara spicca senza dubbio la celebre via porticata, considerata uno degli elementi architettonici più caratteristici dell’intera Val Brembana. Questo suggestivo percorso coperto attraversa il centro storico e costituisce una preziosa testimonianza dell’importanza commerciale che il borgo rivestì tra il Medioevo e l’età moderna.
Quando Averara era una tappa fondamentale lungo la Via Mercatorum, mercanti, viaggiatori e trasportatori provenienti da Bergamo, dalla Valtellina e dai territori svizzeri attraversavano quotidianamente queste strade. I portici offrivano riparo dalle intemperie e rappresentavano un luogo ideale per gli scambi commerciali e gli incontri tra persone provenienti da regioni diverse.
Passeggiando sotto le antiche arcate è ancora possibile osservare affreschi, decorazioni e stemmi risalenti tra il XV e il XVI secolo. Alcune pitture conservano simboli religiosi e figure allegoriche che testimoniano il ruolo culturale e spirituale svolto dal borgo nei secoli passati. Ne abbiamo un altro famoso esempio nel vicino borgo di Cornello dei Tasso.

Chiesa parrocchiale di San Giacomo Apostolo
Tra gli edifici religiosi del territorio di Averara merita una visita la chiesa parrocchiale di San Giacomo Apostolo. Le sue origini sono molto antiche. Le prime testimonianze documentarie risalgono al Quattrocento e confermano l’esistenza di un edificio religioso già pienamente inserito nella vita della comunità locale. Nel corso dei secoli la struttura subì ampliamenti e trasformazioni che portarono all’aspetto attuale, caratterizzato da eleganti forme barocche e da un imponente campanile che domina il panorama del borgo.

L’interno custodisce numerose opere d’arte di notevole valore. Tra queste spiccano dipinti realizzati da artisti attivi tra il Cinquecento e il Seicento, tra cui Giovan Battista Guarinoni d’Averara, Carlo Ceresa e Marziale Carpinoni. Particolarmente significativa è la pala raffigurante la Vergine in trono con le sante Apollonia, Anastasia, Caterina e Lucia. Di grande interesse è anche l’organo storico costruito dalla celebre famiglia Serassi, una delle più prestigiose dinastie di organari italiani.
Sotto il portico della chiesa si conserva la cosiddetta Torre della Sapienza, un affresco realizzato nel 1446 che rappresenta una delle testimonianze più interessanti dell’arte didattica medievale. L’opera aveva la funzione di trasmettere ai fedeli insegnamenti morali e principi della dottrina cristiana attraverso immagini facilmente comprensibili, in un’epoca in cui gran parte della popolazione non sapeva leggere né scrivere. Sebbene alcune parti del dipinto siano oggi deteriorate, è ancora possibile riconoscere la struttura della torre composta da diversi “mattoni”, ciascuno associato a un insegnamento. La particolarità dell’affresco risiede nel suo impianto mnemonico, ideato per facilitare la memorizzazione dei precetti religiosi e morali da parte degli osservatori.

Altre chiese del territorio
Oltre alla parrocchiale, il territorio comunale conserva altri edifici religiosi. Tra questi spicca la chiesetta di San Pantaleone, situata nella località di Redivo. Risalente al XV secolo, rappresenta uno degli edifici più suggestivi dell’area grazie al suo caratteristico campanile romanico dotato di eleganti bifore.
Merita una visita anche la chiesa della Madonna della Neve, situata nella frazione di Valmoresca. L’edificio si inserisce armoniosamente nel paesaggio montano e conserva il fascino delle antiche cappelle rurali che per secoli hanno rappresentato importanti punti di riferimento per le comunità alpine.
Casa Bottagisi

Nella frazione di Redivo si trova uno degli edifici civili più interessanti dell’intera valle: Casa Bottagisi. Questo affascinante fabbricato quattrocentesco costituisce una delle testimonianze architettoniche meglio conservate del passato commerciale di Averara. La sua origine è ancora oggi oggetto di studio. Per lungo tempo si è ipotizzato che l’edificio avesse svolto funzioni doganali legate ai traffici della Via Mercatorum, anche se non esistono documenti capaci di confermare con assoluta certezza questa interpretazione.
Ciò che rende particolarmente interessante Casa Bottagisi è la sua architettura. L’edificio presenta una scenografica facciata sviluppata su più livelli, caratterizzata da una raffinata successione di scale esterne simmetriche che collegano i diversi corpi della costruzione.
Osservando la struttura si possono inoltre riconoscere diverse fasi costruttive che testimoniano gli ampliamenti e le modifiche avvenuti nel corso dei secoli. Archi in pietra, loggiati, elementi neogotici e decorazioni geometriche raccontano la prosperità economica raggiunta dal borgo durante il periodo di massimo sviluppo dei commerci alpini.
Resti delle antiche torri: torre della Corna e torre della Costa

L’importanza strategica di Averara come terra di confine emerge anche attraverso i resti delle antiche strutture difensive che un tempo controllavano gli accessi alla valle. Tra queste si ricordano la torre della Costa e torre della Corna. Una sorgeva lungo l’antica Via Mercatorum, nelle vicinanze del fortilizio presente nella contrada Castello, mentre l’altra occupava la sommità di uno sperone roccioso da cui era possibile controllare sia la vallata sia il percorso che conduceva verso i centri vicini.
La loro costruzione viene generalmente collocata tra il XIII e il XIV secolo, in un periodo caratterizzato dalle accese contrapposizioni tra guelfi e ghibellini, conflitti che coinvolsero anche le vallate bergamasche. Le torri continuarono a essere utilizzate per diversi secoli, mantenendo il loro ruolo strategico almeno fino al XVIII secolo. Una testimonianza significativa è offerta da un dipinto del Seicento conservato nella chiesa parrocchiale di Averara, nel quale la torre della Costa appare ancora perfettamente integra: l’edificio è raffigurato con un tetto a spioventi, una porta d’accesso sul lato occidentale e alcune finestre distribuite sui livelli superiori. Questa rappresentazione costituisce una preziosa fonte storica per comprendere l’aspetto originario della struttura prima del suo progressivo deterioramento.
Il castello di Averara

Nella località Castello, su una posizione rialzata che domina il paese e la vallata circostante, sorgono le testimonianze dell’antico castello medievale di Averara. La sua costruzione viene generalmente fatta risalire al XIII secolo, quando il borgo rivestiva un ruolo strategico lungo le vie di collegamento che attraversavano l’alta Val Brembana. Nel corso del tempo l’edificio subì diverse trasformazioni e, già nelle fasi successive della sua storia, assunse caratteristiche meno strettamente militari, come dimostra la presenza di logge e porticati incompatibili con una funzione esclusivamente difensiva.
Il castello è stato progressivamente inglobato in edifici residenziali sorti nei secoli successivi. Questa evoluzione ha trasformato l’antica fortificazione in un complesso abitativo, pur conservando alcuni elementi che ne ricordano le origini medievali.
Secondo una tradizione locale, il castello sarebbe stato collegato alla vicina Torre della Costa tramite passaggi sotterranei. Si tratta tuttavia di un’ipotesi affascinante che non ha trovato conferme nelle fonti storiche o nelle indagini archeologiche finora condotte. Una delle più interessanti testimonianze dell’aspetto originario del complesso è conservata all’interno della chiesa parrocchiale di San Giacomo Apostolo. In un dipinto del XVII secolo compare infatti il profilo del castello, offrendo una preziosa rappresentazione storica dell’antica fortificazione e permettendo di immaginare come apparisse il borgo nei secoli passati.
Averara e i pittori Baschenis: la grande scuola dell’affresco
I Baschenis furono una celebre dinastia di pittori frescanti attiva tra il XV e il XVI secolo, originaria della vicina località di Colla, oggi frazione di Santa Brigida. Per oltre un secolo e mezzo la famiglia tramandò il mestiere di padre in figlio, realizzando affreschi e decorazioni sacre in numerose chiese della Bergamasca, della Valtellina e soprattutto del Trentino. Averara conserva ancora oggi alcune testimonianze del legame con questi artisti.
L’importanza della famiglia è tale che oggi esiste un vero e proprio percorso culturale denominato “Le Terre dei Baschenis“, che collega numerosi luoghi della Val Brembana e della Valle Averara dove sono conservate opere attribuite ai vari membri della dinastia. Averara rappresenta una delle tappe principali di questo itinerario grazie alla presenza della Torre della Sapienza, della via porticata e degli affreschi conservati presso la chiesa di San Giacomo Apostolo.
Escursioni più belle nei dintorni

Tra i percorsi più suggestivi vi è l’anello che conduce alla Selva Castanile. Il sentiero attraversa antichi castagneti che per secoli hanno rappresentato una risorsa fondamentale per l’economia locale e permette di raggiungere uno dei punti panoramici più interessanti del territorio. Lungo il cammino si incontrano inoltre alcune delle contrade storiche che raccontano la vita rurale della valle. Per chi desidera affrontare un’escursione più impegnativa, il sentiero che sale verso la Cà San Marco rappresenta una delle mete classiche della zona. L’itinerario percorre la Val Mora, costeggia il lago artificiale di Valmora e raggiunge l’area del Passo San Marco, regalando splendidi panorami sulle montagne dell’alta Val Brembana.
Per gli escursionisti più allenati, una delle destinazioni più suggestive è rappresentata dai Laghetti di Ponteranica. Questi piccoli specchi d’acqua alpini si trovano in un ambiente di alta montagna particolarmente scenografico, circondato da pascoli, creste rocciose e ampi panorami sulle Orobie occidentali. Il percorso è considerato tra i più belli dell’intera area dei Piani dell’Avaro. La salita al Monte Avaro è una delle escursioni classiche della zona. La vetta, che supera i duemila metri di quota, regala una vista molto ampia sulle montagne della Val Brembana e sulla Valtellina. L’itinerario è relativamente accessibile e può essere affrontato partendo dai vicini Piani dell’Avaro.
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Uffici di informazioni turistiche Averara
Per ottenere informazioni su itinerari, attrazioni, eventi, strutture ricettive ed escursioni dell’alta Val Brembana, i punti di riferimento più vicini sono gli Info Point di Altobrembo. Il principale si trova presso l’Antica Segheria Pianetti di Olmo al Brembo, a pochi chilometri da Averara, e svolge attività di accoglienza e promozione turistica per l’intero comprensorio dell’Alta Valle Brembana.
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