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Cose da vedere a Borgotaro e la sua storia

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Facebook Borgo Val di Taro

Borgotaro (Borgo Val di Taro) è un borgo storico dell’Appennino parmense, situato nell’Alta Valle del Taro, al confine tra Emilia-Romagna, Toscana e Liguria. È una destinazione storico-turistica nota per il Fungo di Borgotaro IGP, per le sue architetture medievali e per il ruolo strategico che ha avuto nei collegamenti tra Pianura Padana e Tirreno fin dall’età romana. Se ti stai chiedendo cosa vedere a Borgotaro, perché è importante e quando visitarlo, questa guida risponde in modo completo.

Dove si trova Borgotaro e perché la sua posizione è strategica

Borgotaro si trova nell’Alta Val Taro, in provincia di Parma, a circa 60 km dal capoluogo, lungo l’asse naturale che collega la Pianura Padana al Mar Tirreno attraverso i valichi appenninici. Questa posizione geografica ha determinato la sua importanza militare, commerciale e religiosa fin dall’antichità.​

La valle del Taro rappresentava infatti una direttrice strategica tra:

  • Emilia romana
  • Lunigiana
  • Liguria interna
  • Toscana settentrionale

Per questo motivo Roma vi fondò il presidio di Turris, e nel Medioevo il borgo fu conteso dalle principali famiglie feudali dell’Appennino.

La località è attraversata dal fiume Taro e si estende in una conca circondata da monti. Meta prediletta per gli amanti della natura e del turismo lento, Borgotaro offre numerosi itinerari naturalistici nei dintorni, ideali per escursioni a piedi, in bici o a cavallo. L’aria pura, le bellezze paesaggistiche e la tranquillità del territorio rendono questo luogo perfetto per chi desidera rigenerarsi in una cornice incontaminata, dove cultura e ambiente si fondono in armonia.

Storia di Borgotaro: dalle origini preistoriche al Ducato di Parma

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La storia di Borgotaro è strettamente legata al controllo delle vie appenniniche. Ogni fase storica – dalla preistoria al Novecento – riflette la funzione strategica della valle del Taro come corridoio naturale tra nord e centro Italia.

I primi insediamenti nell’area risalgono alla preistoria, testimoniando l’antichità e la continuità della presenza umana in questa porzione dell’Appennino. Prima della conquista romana, la zona fu abitata dai Liguri Velleiati, una popolazione indomita e fortemente legata ai rilievi appenninici. La posizione strategica del luogo, incastonata tra valichi naturali e percorsi montani, non sfuggì all’interesse di Roma, che vi stabilì un presidio militare, dando vita a un insediamento chiamato Turris. Questo nucleo, sorto come avamposto di controllo e difesa, rappresentò il primo embrione del futuro borgo. Successivamente, il territorio entrò a far parte del regno del sovrano gallico Odoacre I.

L’Alto Medioevo

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Con il declino dell’Impero Romano, il territorio subì le ondate di invasione delle popolazioni barbariche. Tra il V e il VI secolo, l’area fu probabilmente coinvolta nelle migrazioni e nelle guerre che portarono alla formazione del regno longobardo. Durante questi secoli, la continuità insediativa fu garantita da villaggi sparsi, controllati da piccoli signori locali o da autorità ecclesiastiche.

A partire dal X secolo, con il consolidarsi del sistema feudale, il territorio di Borgotaro entrò nell’orbita dei grandi feudi vescovili e nobiliari dell’Appennino. Il borgo cominciò a prendere forma come entità organizzata, con strutture difensive, chiese e un’economia basata su agricoltura e scambi locali.

Il Basso Medioevo

Nel XIII e XIV secolo, Borgotaro si sviluppò come centro strategico e commerciale grazie alla sua posizione lungo le rotte appenniniche. Il borgo entrò a far parte dei possedimenti della potente famiglia Landi, conti di Bardi. Il dominio dei Landi consolidò Borgotaro come centro amministrativo e militare dell’Appennino parmense, inserendolo nel sistema feudale del Sacro Romano Impero.

Età Moderna: il Ducato di Parma e Piacenza

Durante il Ducato di Parma e Piacenza, Borgotaro entrò stabilmente nel sistema politico farnesiano, assumendo un ruolo di borgo amministrativo periferico ma strategico. Questo cambiamento politico segnò l’inizio di una fase di relativa stabilità e sviluppo economico.

La popolazione crebbe e si diversificò, con l’emergere di classi artigiane e mercantili. Dopo l’estinzione dei Farnese, il ducato passò ai Borbone di Parma, che continuarono a governare fino all’unificazione italiana. Dopo il periodo napoleonico, il Ducato fu assegnato a Maria Luigia d’Austria.

L’Ottocento e il Novecento

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Nel corso dell’Ottocento, Borgotaro fu coinvolto nei fermenti risorgimentali che attraversarono tutta l’Italia. Il borgo partecipò con entusiasmo alla causa dell’unità nazionale. Dopo l’annessione al Regno d’Italia nel 1860, iniziò una fase di modernizzazione economica e infrastrutturale, con la costruzione di nuove strade e la realizzazione della linea ferroviaria Pontremolese, che congiungeva il paese con la Pianura Padana e il mar Tirreno.

Durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, molti giovani del borgo furono chiamati alle armi, e la comunità conobbe lutti e privazioni. In particolare, durante la Resistenza, il territorio fu teatro di attività partigiane contro l’occupazione nazista, e diversi cittadini si distinsero per atti di coraggio.

Nel dopoguerra, l’economia locale visse una fase di difficoltà che spinse molti abitanti all’emigrazione, soprattutto verso l’America e il nord Europa. Tuttavia, a partire dagli anni Sessanta, grazie al turismo naturalistico e alla valorizzazione dei prodotti locali, in particolare il celebre fungo porcino di Borgotaro IGP, il paese iniziò una lenta ma costante ripresa.

Cose da vedere a Borgotaro: itinerario storico nel centro e nei dintorni

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Se ti chiedi cosa vedere a Borgotaro in un giorno, il centro storico concentra le principali emergenze monumentali medievali e moderne, facilmente visitabili a piedi in 3-4 ore.

Itinerario consigliato per visitare Borgotaro in 1 o 2 giorni

Giorno 1 – Centro storico

  • Chiesa di Sant’Antonino
  • Area dell’antico castello
  • Palazzo del Pretorio e Biblioteca Manara
  • Museo del Fungo Porcino
  • Arco Bertucci

Giorno 2 – Natura e Appennino

  • Oasi WWF dei Ghirardi
  • Monte Molinatico
  • Tratto della Via degli Abati

Chiesa di Sant’Antonino

Chiesa di Sant'Antonino
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La Chiesa di Sant’Antonino Martire è situata in piazza XI Febbraio, adiacente ai resti del castello medievale, e risale al 1226. Rappresenta un significativo esempio di architettura che combina elementi barocchi e neoclassici. All’inizio del Seicento furono avviati lavori di riqualificazione e la chiesa assunse lo stile barocco. Negli anni Venti del Novecento la facciata fu riedificata in stile neoclassico.

All’interno, la navata è coperta da una volta a botte e le cappelle laterali sono arricchite da ancone barocche. Il presbiterio ospita un altare maggiore in marmo bianco di Carrara di fine Ottocento e un coro ligneo intagliato risalente al 1667. Le cappelle laterali ospitano diverse opere d’arte seicentesche e le spoglie di sant’Antonino martire.

Chiesa di San Domenico

Chiesa di San Domenico
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Costruita tra il 1449 e il 1498 in stile gotico, la chiesa di San Domenico era parte di un complesso conventuale domenicano. Verso la fine del Seicento fu trasformata in stile barocco, con l’aggiunta di stucchi, fregi e un nuovo pulpito. Tra il 1939 e il 1942, la chiesa fu restaurata per ripristinare le sue originarie caratteristiche gotiche, rimuovendo molte delle aggiunte barocche.

L’interno è caratterizzato da volte a crociera e colonne in pietra con capitelli ionici. Il presbiterio ospita un altare moderno in pietra e una serie di dipinti del XVII e XVIII secolo raffiguranti santi domenicani. Una cappella conserva un affresco del XVI secolo raffigurante la Madonna col Bambino e una pietra tombale del 1623.​

Chiesa di San Rocco

Chiesa di San Rocco
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La Chiesa di San Rocco ha una storia ricca e articolata.​ All’inizio del Cinquecento, papa Giulio II autorizzò la costruzione di un convento per gli eremitani di Sant’Agostino e una chiesa. Durante l’epidemia di peste del 1630, fu eretto un altare dedicato a San Rocco, a cui la chiesa fu probabilmente intitolata in quell’occasione. Nella prima metà del XVIII secolo, l’edificio fu ricostruito in stile barocco. Dopo la soppressione del convento e della chiesa per ordine napoleonico, l’edificio subì vari utilizzi, tra cui lazzaretto e stalla. La chiesa fu riaperta al culto negli anni Venti del Novecento.

La facciata è barocca. All’interno, la navata è coperta da una volta a botte decorata e il transetto è sormontato da una cupola affrescata. Tra le opere d’arte abbiamo le 14 Stazioni della Via Crucis dipinte da Gaspare Traversi nel XVIII secolo e una statua lignea policroma di San Rocco risalente alla prima metà del XVIII secolo

Il castello di Borgotaro

castello di Borgotaro
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Il castello di Borgotaro è un’antica fortificazione medievale di cui oggi rimangono solo pochi resti, tra cui la torre inglobata in un edificio scolastico. Le origini del castello risalgono all’XI secolo. Il castello passò sotto il controllo di diverse famiglie nobiliari, tra cui i Malaspina, i Pallavicino, i Fieschi e i Landi, che si contesero la signoria su Borgotaro.

Durante il XV secolo, il castello fu al centro di ulteriori contese. Nel 1429, le truppe di Filippo Maria Visconti, guidate da Niccolò Piccinino, conquistarono il maniero, che fu poi assegnato al condottiero stesso. Successivamente, il castello tornò ai Fieschi, ma nel 1467 fu occupato dalle truppe di Galeazzo Maria Sforza e concesso a Francesco Platoni. Nel 1488, i Fieschi rientrarono in possesso del castello e ne affidarono la ricostruzione al maestro Martino da Lugano.

Con il passare del tempo, il castello di Borgotaro perse le sue funzioni difensive e fu adibito a sede carceraria e poi a palazzo comunale. Nel 1926, la porzione orientale del castello fu abbattuta per consentire la realizzazione della nuova strada di circonvallazione del centro storico. Nel 1936, il Comune avviò la demolizione del resto del maniero, con l’intento di edificare sulle sue macerie la casa del Fascio di Borgotaro. I lavori furono tuttavia interrotti dallo scoppio della Seconda guerra mondiale. Negli anni Cinquanta fu deciso di costruire una scuola sull’area occupata dai resti della fortezza. 

I palazzi storici di Borgotaro

Palazzo Boveri
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Palazzo Boveri è un edificio edificato nel XVII secolo, impreziosito nel 1714 da stucchi in stile barocco in previsione del soggiorno della duchessa Elisabetta Farnese, in viaggio verso la Spagna per raggiungere il marito, re Filippo V di Borbone. Gli interni ospitano affreschi e sculture coeve, testimonianza del fasto decorativo del tempo.

Costruito verso la fine del XVII secolo nei pressi dell’antica porta d’accesso al borgo, il Palazzo Bertucci fu frequentemente visitato dal duca Ferdinando di Borbone e dalla consorte Maria Amalia d’Asburgo-Lorena nella seconda metà del XVIII secolo. Gli ambienti interni sono impreziositi da affreschi di soggetto mitologico, realizzati nei primi anni del Settecento.

Palazzo Tardiani e Palazzo del Pretorio

Palazzo del Pretorio
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Palazzo Tardiani è un edificio risalente alla fine del XVI secolo e costruito in stile tardo-rinascimentale. Fu in seguito adibito a ospedale cittadino, sotto la gestione della confraternita dei Disciplinati. Dopo la chiusura dell’ospedale nel 1948 e la cessione dell’immobile, il palazzo cadde in parte in abbandono. Acquistato negli ultimi anni del Novecento dalla Comunità Montana Valli del Taro e del Ceno, è stato restaurato per divenire sede della stessa istituzione.

Palazzo del Pretorio fu costruito in stile neoclassico per ospitare la sede municipale di Borgo Val di Taro. Custodisce nel suo porticato una serie di lapidi commemorative in marmo. Al suo interno si trova inoltre la Biblioteca Manara, fondata nel 1826, che conserva incunaboli e numerosi volumi dei secoli XVI, XVII e XVIII.

Arco Bertucci

Arco Bertucci
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L’Arco Bertucci è un significativo esempio di architettura monumentale settecentesca. Edificato nel XVIII secolo, fungeva da portale d’ingresso al vasto podere di proprietà della nobile famiglia Bertucci, che all’epoca si trovava al di fuori delle mura cittadine.

Di notevole impatto visivo, l’arco presenta una decorazione a bugnato, un obelisco e pinnacoli in pietra sull’architrave, elementi che ne sottolineano il carattere monumentale. Oggi, l’arco si trova incastonato tra edifici novecenteschi, a lato di piazza Farnese, e rappresenta una delle testimonianze storiche più emblematiche del centro storico di Borgotaro.​

Riserva naturale e Oasi WWF dei Ghirardi

Riserva naturale e Oasi WWF dei Ghirardi
Riserva naturale e Oasi WWF dei Ghirardi

La Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF dei Ghirardi è un’area protetta situata nei comuni di Borgotaro e Albareto, che si estende su una superficie di 370 ettari. Rappresenta un importante esempio di conservazione della biodiversità nell’Appennino settentrionale con 15 km di sentieri escursionistici.

Originariamente l’area dei Ghirardi era una riserva di caccia privata appartenente alla famiglia Marchini-Camia. Fu trasformata in un’oasi faunistica con una varietà di habitat, tra cui boschi, prati, calanchi e torrenti. Questa diversità ambientale favorisce la presenza di numerose specie vegetali e animali. Tra la flora, si contano oltre 30 specie di orchidee, gigli, genziane e crochi. La fauna comprende cervi, caprioli, cinghiali, lupi, oltre a numerose specie di uccelli rapaci e passeriformi. ​

Fungo di Borgotaro IGP: perché è uno dei porcini più importanti d’Italia

fungo di Borgo val di taro
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Che cos’è il Fungo di Borgotaro IGP?
È un marchio europeo che tutela quattro specie di porcini spontanei raccolti esclusivamente nei boschi di Borgo Val di Taro, Albareto e Pontremoli.

Il Fungo di Borgotaro IGP è un’eccellenza di questo borgo e gode dell’Indicazione Geografica Protetta, in quanto rinomato per la sua qualità e il sapore distintivo. La sua area di produzione comprende i comuni di Borgo Val di Taro e Albareto in provincia di Parma, e Pontremoli in provincia di Massa Carrara.Il Fungo di Borgotaro IGP si riferisce a quattro specie di funghi porcini che crescono spontaneamente nei boschi dell’area designata: il porcino comune, il porcino moro, quello estivo e il porcino nero.

La prima testimonianza documentata della commercializzazione del fungo di Borgotaro risale al XVII secolo. La raccolta avviene in modo sostenibile, seguendo pratiche tradizionali. Ogni anno si tiene la Fiera del Fungo di Borgotaro IGP, un evento che attira visitatori da tutta Italia e dall’estero. Durante la fiera, le vie del borgo si animano con stand gastronomici, mercatini, show cooking, degustazioni e spettacoli musicali.

I musei di Borgotaro

museo del fungo porcino
La Repubblica

Il Museo del Fungo Porcino celebra il famoso fungo locale, riconosciuto con l’Indicazione Geografica Protetta (IGP). Offre un percorso espositivo che esplora la storia, le caratteristiche, le tecniche di raccolta e conservazione del fungo, nonché il suo ruolo nella cultura e nella gastronomia locale.

Ospitato nello stesso edificio del Museo del Fungo Porcino, il Museo delle Mura tratta la storia difensiva di Borgotaro. Attraverso reperti, documenti e ricostruzioni, il museo illustra l’evoluzione delle fortificazioni cittadine e il ruolo strategico del borgo nel contesto dell’Appennino parmense.

Escursioni a Borgotaro

Escursioni a Borgotaro
La Repubblica Parma
  • Monte Molinatico e Lago Martino. Un percorso ad anello di circa 7 km con un dislivello di 300 metri, adatto a escursionisti di livello intermedio. L’itinerario attraversa faggete e offre panorami sull’Appennino tosco-emiliano. Il punto di partenza è lo Chalet del Molinatico, facilmente raggiungibile in auto.
  • Marmitte dei Giganti di San Cristoforo. Un’escursione di circa 4 km (andata e ritorno) con dislivello minimo, adatta a famiglie con bambini dai 6 anni in su. Il sentiero conduce a una cascata che ha scavato una piscina naturale nella roccia.
  • Via degli Abati. Un antico cammino che collega Pavia a Pontremoli, passando per Borgotaro. Il tratto tra Borgo Val di Taro e Pontremoli è particolarmente apprezzato per la sua bellezza paesaggistica e il valore storico.
  • Monte Penna. Una delle escursioni più popolari nella zona, con sentieri ben segnalati che offrono viste sulla valle e sulle cime circostanti.

Cicloturismo

Passo Brattello
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Borgotaro è una meta ideale per gli appassionati di cicloturismo. La zona offre una varietà di itinerari adatti a diversi livelli di esperienza, che permettono di esplorare paesaggi naturali e borghi storici.

Itinerari per ciclisti esperti

  • Passo dei Due Santi e Passo del Brattello. Un percorso ad anello di 74,9 km con un dislivello di 2.060 metri, ideale per ciclisti esperti in cerca di una sfida impegnativa.
  • Passo del Bocco – Passo Centocroci. Itinerario di 93,3 km con un dislivello di 1.770 metri, che attraversa paesaggi montani suggestivi.
  • Costa di Bedonia lato Tornolo – Lago del Bocco. Un giro ad anello di 77 km con un dislivello di 890 metri, che offre viste panoramiche sull’Appennino.
  • Tornolo Tarsogno – Passo Centocroci. Percorso di 53,7 km con un dislivello di 960 metri, adatto a ciclisti ben allenati.

Percorsi per mountain bike

Il Giro del Lago Buono è un percorso di circa 39 km che si snoda tra il Passo della Colla e il Passo Santa Donna, prevalentemente su sterrato immerso nella natura.​ Il Giro del Monte Pelpi è un itinerario di circa 35 km che conduce alla cima del Monte Pelpi a 1.479 metri, offrendo panorami spettacolari sulla Val di Taro.Entrambi i percorsi sono adatti a mountain biker esperti.

Percorsi adatti a tutti

La Ciclabile Ostia Parmense – Borgo Val di Taro è un percorso asfaltato adatto alle famiglie, che si snoda nel mezzo della Val Taro.La già citata Via degli Abati è un antico cammino che collega Pavia a Pontremoli, apprezzato per la sua bellezza paesaggistica e il valore storico.

Uffici di informazioni turistiche Borgotaro

L’Ufficio Informazioni Turistiche (UIT) di Borgotaro si trova in Piazza Manara, 7. Telefono/Fax: 0525 96796​

Orari di Apertura
Estivo
Lunedì – Sabato: 09:00 – 12:30 / 16:00 – 19:00

Invernale
Lunedì – Venerdì: 09:00 – 12:30 / 15:00 – 18:00
Sabato: 09:00 – 12:30

Presso l’ufficio è possibile ottenere informazioni su eventi, itinerari naturalistici e culturali​, musei e luoghi di interesse​, strutture ricettive e ristorative​, materiale informativo e mappe.

Borgotaro meteo


Meteo Borgo Val di Taro

Mappa Borgotaro

Mappa Borgotaro
Museo del Fungo Porcino
  1. Museo delle Mura – Museo del Fungo Porcino di Borgotaro
  2. Arco Bertucci
  3. Via Cesare Battisti – Palazzo Manara
  4. Via Cesare Battisti – La ruota
  5. Volta per Piazza XI Febbraio
  6. Palazzo Tardiani
  7. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonino
  8. Resti del Castello di Borgo Val di Taro
  9. Busto a Papa Giovanni XXIII
  10. Vicolo Toti – Piazza La Quara
  11. Municipio – Palazzo Pretorio o Palazzo Manara
  12. Via Corridoni 45 – Palazzo Imbriani
  13. Chiesa di San Domenico
  14. Via Cesare Battisti – Palazzo della Famiglia Picenardi
  15. Monumento a Elisabetta Farnese
  16. Giardini IV Novembre – Monumento ai Caduti
  17. Via Nazionale 8 – Palazzo Corsini
  18. Via Nazionale 21 – Palazzo Boveri
  19. Via Nazionale 72 – Palazzo Bertucci
  20. Porta Portello
  21. Chiesa di San Rocco

Domande frequenti su Borgotaro – FAQ

Dove si trova Borgotaro?
In provincia di Parma, nell’Alta Val Taro, al confine tra Emilia-Romagna, Toscana e Liguria.

Perché Borgotaro è famoso?
Per il Fungo di Borgotaro IGP, il centro storico medievale e la Riserva dei Ghirardi.

Quanto tempo serve per visitarlo?
1 giorno per il centro storico, 2-3 giorni includendo escursioni.

È adatto a famiglie?
Sì, grazie a percorsi naturalistici semplici e alla ciclabile della Val Taro.


Borgotaro non è soltanto un borgo dell’Appennino parmense, ma un crocevia storico tra nord e centro Italia. Dalla Turris romana alle contese feudali, dal Ducato di Parma alla Resistenza, il paese racconta secoli di storia stratificata in un contesto naturale di grande valore ambientale. Oggi rappresenta un equilibrio tra memoria storica, cultura gastronomica e turismo sostenibile.

Per questo motivo merita un posto di rilievo tra i luoghi della storia dell’Appennino italiano.