Castello di Celsa: un gioiello rinascimentale nella campagna toscana

castello di celsa

Il Castello di Celsa è una dimora storica fortificata trasformata in villa nobiliare, situata nel comune di Sovicille (provincia di Siena), nel paesaggio boschivo della Montagnola Senese. Nato come presidio difensivo della Repubblica di Siena tra XIII e XIV secolo, il complesso è diventato nel tempo una residenza di rappresentanza, riconoscibile per l’impianto cinquecentesco, la cappella circolare progettata da Baldassarre Peruzzi e un raro sistema di giardino all’italiana e parco storico con peschiere scenografiche.

Storia del Castello di Celsa: dalla Repubblica di Siena alla villa rinascimentale

Il Castello di Celsa fu edificato alla fine del Duecento dalla Repubblica di Siena come struttura difensiva sulla Montagnola Senese, un’area strategica per il controllo delle vie interne e delle risorse boschive. Di quella fase fortificata resta oggi soprattutto la torre angolare sud, elemento che permette di collegare l’attuale villa alla sua origine militare. Nel XVI secolo, Mino Celsi commissionò all’architetto Baldassarre Peruzzi la trasformazione del castello in una villa signorile. Il Peruzzi progettò una cappella circolare e sistemò i muri di terrazzamento ornati con nicchie parallele al viale d’accesso, conferendo alla struttura un aspetto più aperto e luminoso.

La Guerra di Siena e il 1554: danni, cambi di potere e sospetti medicei

Durante la Guerra di Siena nel 1554, il complesso subisce danni nel contesto delle operazioni militari che coinvolgono truppe imperiali e alleate dei Medici. Dopo la caduta di Siena, il proprietario del castello fu oggetto di sospetti da parte delle autorità medicee poiché affiliato a un ristretto circolo di ispirazione protestante, che operava in segretezza, ponendosi contro i Medici. Questo gruppo di intellettuali e pensatori eterodossi si riuniva attorno ai Sozzini, promotori di idee riformiste e critiche verso la dottrina cattolica dominante.

castello di celsa storia
Wikimedia Commons

Proprietà tra Seicento e Novecento: de Vecchi, Chigi e Aldobrandini

Nel XVII secolo la proprietà passò alla famiglia de Vecchi, che avviò un progetto di ampliamento dei giardini in stile barocco. Nel 1802 i Chigi acquisirono il castello e apportarono modifiche in stile neogotico, mantenendo intatta la facciata principale.

Un ulteriore intervento di restauro sulla dimora e sul giardino fu intrapreso dai principi Aldobrandini, che divennero proprietari del complesso di Celsa all’inizio del Novecento. A loro si deve il recupero e la valorizzazione dell’impianto originario, con particolare attenzione alla conservazione degli elementi storici e paesaggistici.

I giardini del Castello di Celsa: giardino all’italiana, peschiere e bosco storico

Il giardino all’italiana del Castello di Celsa fu progettato nel XVI secolo e ampliato nel XVII secolo. Il giardino all’italiana di Celsa è impostato su un disegno geometrico in cui le siepi di bosso definiscono aiuole e percorsi. Elemento distintivo sono le aiuole bordate che riproducono lo stemma della famiglia Aldobrandini, composto da una stella e da un rastrello. Le conche di agrumi e i vasi decorativi completano la scena secondo la tradizione del giardino aristocratico toscano.

Le peschiere: belvedere, sculture e progetto barocco incompiuto

La grande peschiera semicircolare sul fondo del giardino funziona come belvedere: la balaustra e la posizione rialzata accompagnano lo sguardo sulla vallata e, nelle giornate limpide, verso il Monte Amiata. Più oltre, un secondo invaso e gli elementi architettonici con nicchie e rilievi (divinità marine, draghi e figure mitologiche) rimandano a un progetto barocco più ampio, rimasto in parte incompiuto ma ancora leggibile nella struttura del parco.

Il parterre simbolico: bosso, agrumi e stemma Aldobrandini

All’inizio del Novecento il castello divenne proprietà dei principi Aldobrandini che intrapresero importanti lavori di restauro. Luisa Aldobrandini, in particolare, si dedicò al recupero del giardino e del parco, delineando nuovamente i parterre in bosso e sistemando le piante di limoni nei vasi settecenteschi. Anche il bosco con la peschiera fu collegato alla villa tramite una siepe di cipressi, creando un percorso armonioso tra le diverse aree del complesso.

Attualmente, il Castello di Celsa è di proprietà di Livia Pediconi Aldobrandini, che ha proseguito l’opera di restauro e valorizzazione della dimora storica. Grazie a questi interventi, il castello ha mantenuto intatto il suo fascino e la sua importanza storica, diventando una delle residenze nobiliari più rappresentative della Toscana.

Cosa vedere al Castello di Celsa: architettura, percorso e punti chiave

Cose da vedere al Castello di Celsa
Wikimedia Commons

Se visiti il Castello di Celsa, i punti chiave da osservare sono:

  • Torre medievale superstite: traccia dell’origine difensiva senese
  • Cortile triangolare: cuore dell’impianto cinquecentesco
  • Rampa e terrazzamento d’ingresso: snodo scenografico tra villa e giardino
  • Giardino all’italiana: parterre in bosso con disegno simbolico
  • Peschiere e belvedere: elemento paesaggistico e barocco
  • Bosco di lecci e casino di piacere: percorso storico nel verde
  • Cappella circolare del Peruzzi: capolavoro rinascimentale “di misura e proporzione”

Nonostante i numerosi interventi e rimaneggiamenti susseguitisi nel corso dei secoli, il complesso architettonico del Castello di Celsa conserva in larga parte il suo impianto e il suo carattere cinquecentesco.

La torre medievale e l’impianto cinquecentesco

Dell’originaria struttura medievale resta oggi visibile soltanto la torre angolare sud, unica testimonianza sopravvissuta dell’antico castello fortificato.

L’attuale villa si sviluppa attorno a un elegante cortile triangolare dalle proporzioni classiche. Sul lato rivolto a valle, il cortile è delimitato da un muro aperto da tre portali chiusi da elaborate cancellate in ferro battuto, attraverso le quali si accede a una scenografica rampa che conduce al largo terrazzamento di ingresso, snodo funzionale e visivo tra le diverse parti dell’insieme monumentale.

Il cortile triangolare e la rampa scenografica

L’accesso alla villa avviene tramite un lungo viale alberato che sfocia nel terrazzamento principale, dominato dalla presenza della cappella circolare progettata da Peruzzi, realizzata secondo moduli classici. Sul lato opposto del terrazzamento si apre la vista sul giardino all’italiana, collocato su un piano più basso e raggiungibile attraverso una cancellata incorniciata da colonne sormontate da grandi vasi decorativi.

Questo spazio verde, caratterizzato da un elaborato disegno geometrico e da un ricco apparato architettonico, costituisce uno dei migliori esempi di giardino formale rinascimentale ancora esistenti in Toscana. Il parterre è delimitato da due edifici simmetrici, un magazzino e una piccola limonaia, che durante l’inverno ospitano le piante più delicate.

Il percorso

villa celsa parco
Wikimedia Commons

Oltre il giardino all’italiana, il percorso prosegue lungo un terrazzamento delimitato da siepi di cipresso che introduce a una radura in stile paesaggistico, il cui impianto richiama le suggestioni del giardino inglese. Superato questo spazio, si giunge a un secondo grande invaso semicircolare, anch’esso chiamato peschiera. Questo tratto costituisce l’unico elemento superstite del grandioso progetto di giardino barocco, rimasto incompiuto. La peschiera si distingue per la presenza di volute architettoniche che ospitano nicchie con rilievi scultorei raffiguranti divinità marine e figure mitologiche come draghi.

Il bosco di lecci e i viali radiali: paesaggio, percorsi e casino di piacere

L’area boschiva retrostante la peschiera è strutturata in un disegno regolare, con viali radiali che si dipartono dalla vasca e si congiungono tramite due percorsi concentrici. All’interno di questo bosco di lecci si trova un piccolo casino di piacere dalla pianta cilindrica, affrescato all’interno, che rappresenta un raro esempio di architettura da giardino destinata alla sosta e alla contemplazione.

A corredo del percorso, si incontrano due nicchie monumentali: una, posta in asse con uno dei viali laterali, contiene un bassorilievo in marmo raffigurante la Natività, incorniciato da pietra spugnosa. L’altra, collocata al termine del viale centrale, custodisce una lastra con iscrizione, di cui resta incerta la datazione.

La cappella circolare del Peruzzi: significato e caratteristiche

cappella di baldassarre peruzzi
Wikimedia Commons

La cappella circolare del Castello di Celsa è un edificio di culto privato progettato nel XVI secolo da Baldassarre Peruzzi, architetto centrale per il Rinascimento senese. Rappresenta una delle testimonianze più significative dell’architettura rinascimentale toscana. La scelta della pianta centrale non è solo estetica: nel linguaggio architettonico rinascimentale richiama equilibrio, armonia e un’idea di perfezione formale. La struttura, realizzata in pietra locale, presenta una facciata sobria con un portale d’ingresso sormontato da un timpano semicircolare e una copertura a cupola che conferisce all’edificio un aspetto elegante e raccolto.​ All’interno la cappella conserva elementi decorativi originali, tra cui affreschi e stucchi che testimoniano l’abilità degli artigiani dell’epoca e l’attenzione della committenza per i dettagli artistici.

Come visitare il Castello di Celsa: visite guidate, durata e consigli pratici

castello di celsa come visitare
Wikimedia Commons

Il Castello di Celsa si visita soprattutto per i giardini e il parco storico, mentre gli interni non sono generalmente aperti al pubblico. L’accesso avviene tramite visita guidata su prenotazione, una modalità che permette di comprendere l’evoluzione storica del complesso e leggere il progetto del giardino come parte integrante della villa.

Serve prenotare: sì, per le visite guidate al parco e ai giardini

Durata media: 1,5–2,5 ore

Periodo consigliato: primavera e inizio autunno

A chi è adatto: a chi cerca dimore storiche, giardini all’italiana e paesaggio senese

Cosa portare: scarpe comode, acqua nei mesi caldi, protezione solare

Leggi ancheCose da vedere a Castelnuovo Berardenga, una delle “città del vino” del Chianti Classico

Soggiorni ed eventi: granaio e limonaia

villa celsa siena
Wikimedia Commons

Alcune parti del complesso sono disponibili per attività ricettive ed eventi privati. Il Granaio, recentemente restaurato, è stato riconvertito in uno spazio polifunzionale per cerimonie ed eventi, in particolare matrimoni. La Limonaia è stata adattata per l’ospitalità turistica e dispone di cinque camere spaziose, arredate con mobili d’epoca e affacciate su una piscina panoramica. Al primo piano della Limonaia si trovano un ampio salone e una cucina in stile rustico che può essere utilizzata anche per lo svolgimento di corsi che vertono sulla tradizione gastronomica toscana.

Leggi ancheCose da vedere a Montefioralle e la sua storia

Cosa vedere nei dintorni del Castello di Celsa: eremi, etruschi e natura

parco
Wikimedia Commons

Nei dintorni del Castello di Celsa puoi costruire un itinerario di mezza giornata o giornata intera nella Montagnola Senese, alternando luoghi di spiritualità, natura e archeologia. Il castello si trova nelle vicinanze di due significativi luoghi di raccoglimento religioso: l’Eremo di San Leonardo al Lago e l’Eremo di Lecceto, entrambi circondati da un paesaggio boschivo che ne esalta il carattere di isolamento e contemplazione.

Per gli amanti delle escursioni naturalistiche e dell’archeologia, una breve passeggiata nei boschi conduce alla Buca dei Salami, una suggestiva cavità carsica, e al tumulo etrusco di Mucellena, databile al VI secolo a.C., testimonianza della lunga continuità insediativa in questa zona della Toscana. Questi luoghi, ancora poco frequentati dal turismo di massa, permettono un contatto autentico con la natura e la storia più remota del territorio.

Leggi ancheCose da vedere a Collodi e la sua storia

Uffici di informazioni turistiche Sovicille

L’Associazione Turistica Pro Loco Sovicille APS si trova in via Roma 27 e offre supporto ai visitatori interessati a scoprire il patrimonio culturale, naturalistico e storico del territorio, inclusi luoghi di interesse come il Castello di Celsa, l’Eremo di Lecceto e l’Eremo di San Leonardo al Lago.

Telefono 0577 314503 – 0577 1523680

info@prolocosovicille.it

Meteo Sovicille


Meteo Sovicille

Castello di Celsa mappa

Castello di Celsa mappa

FAQ sul Castello di Celsa

Dove si trova il Castello di Celsa?

Il Castello di Celsa si trova nel comune di Sovicille, in provincia di Siena, nel paesaggio della Montagnola Senese in Toscana.

Perché il Castello di Celsa è importante?

È importante perché conserva la trasformazione da presidio medievale senese a villa rinascimentale e include un raro sistema di giardino all’italiana e parco storico con peschiere scenografiche.

Cosa vedere al Castello di Celsa?

I punti principali sono la torre medievale, il cortile triangolare, il giardino all’italiana, le peschiere-belvedere, il bosco di lecci e la cappella circolare di Baldassarre Peruzzi.

Quanto tempo serve per visitare il Castello di Celsa?

In genere servono 1,5–2,5 ore per una visita guidata esterna tra giardino e parco, a seconda del percorso e delle soste.

Quando visitare il Castello di Celsa?

I periodi migliori sono primavera e inizio autunno, quando il giardino è più leggibile, la luce valorizza i terrazzamenti e le temperature sono miti.

Come si visita il Castello di Celsa?

Di norma si accede tramite visite guidate su prenotazione agli spazi esterni (parco e giardini). Gli interni non sono generalmente visitabili.


Il Castello di Celsa è un luogo ideale per chi cerca un’esperienza storico-turistica tra Siena e la Montagnola Senese: racconta la Toscana delle repubbliche cittadine, la stagione rinascimentale delle ville e la cultura del giardino come architettura del paesaggio. La presenza della cappella circolare di Baldassarre Peruzzi, l’equilibrio tra parterre all’italiana e bosco storico, e la continuità delle grandi famiglie proprietarie rendono Celsa un caso emblematico di dimora nobiliare toscana.

Torna in alto