Cose da vedere a Collodi e la sua storia

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Collodi è una frazione storica del comune di Pescia, famosa per il legame con Pinocchio e con il suo autore Carlo Lorenzini, che scelse “Carlo Collodi” come pseudonimo. Oggi Collodi è un luogo storico-turistico dove, nello stesso itinerario, puoi visitare un borgo medievale, una grande residenza aristocratica e un parco culturale dedicato alla letteratura per l’infanzia.

Collodi in breve: informazioni pratiche per organizzare la visita

Dove si trova: Collodi è nel comune di Pescia (PT), tra Lucca e Pistoia.

Quanto tempo serve: 2–3 ore per Collodi Castello + un’attrazione; 1 giornata per Villa Garzoni + Parco di Pinocchio; 2 giorni se aggiungi sentieri e musei nei dintorni.

Quando visitare: primavera e inizio autunno per giardino storico e camminate; estate se vuoi eventi e parchi pienamente operativi.

Per chi è adatto: famiglie (Pinocchio), appassionati di storia e borghi, amanti dei giardini storici e dell’arte.

Dove si trova Collodi e perché la posizione è importante

Collodi è una frazione di Pescia in provincia di Pistoia, in un’area collinare tra la Valdinievole e l’asse storico che collega Lucca e Pistoia. Il borgo si sviluppa in verticale lungo il pendio, con vicoli, scalinate e case in pietra che conservano la forma dell’insediamento medievale.

Perché la posizione è importante: Collodi nasce come punto di controllo sulle vie collinari e oggi si visita facilmente come tappa tra città d’arte e borghi della Toscana settentrionale.

Storia di Collodi: dalle origini al borgo medievale

Le origini del territorio di Collodi risalgono alla Preistoria quando l’area risultava abitata da popolazioni che sfruttavano le risorse naturali del contesto collinare per la caccia e la raccolta. Tracce di insediamenti preistorici sono state rinvenute nelle vicinanze di Collodi, suggerendo che la zona fosse frequentata già in epoche antichissime. La conformazione morfologica del territorio, caratterizzata da rilievi collinari e corsi d’acqua, costituiva un ambiente favorevole allo stanziamento di piccoli gruppi umani, i quali svilupparono rudimentali forme di organizzazione sociale e pratiche di sussistenza.

Sebbene le testimonianze materiali siano scarse, le indagini archeologiche hanno permesso di ricostruire un quadro della vita quotidiana nel territorio prima dell’avvento delle popolazioni etrusche e romane. Durante i periodi etrusco e romano, il territorio di Collodi ricoprì un ruolo strategico all’interno del tessuto viario e commerciale della Toscana antica.

Età antica: Etruschi e Romani nel territorio di Pescia

Gli Etruschi sfruttarono le risorse naturali e le vie di comunicazione collinari di Collodi per favorire il commercio e il controllo del territorio. Testimonianze archeologiche indicano la presenza di insediamenti etruschi nelle aree circostanti Collodi, con reperti che attestano l’esistenza di piccoli nuclei abitati e strutture di difesa. Successivamente, con la conquista romana, il territorio fu integrato nella rete infrastrutturale dell’Impero romano, beneficiando della costruzione di strade e della diffusione di nuove tecniche agricole.

Collodi divenne parte di un sistema economico e amministrativo più ampio, contribuendo alla diffusione della cultura romana nella regione. Le tracce di questo passato sono ancora visibili in alcune strutture e toponimi locali, che rimandano a un periodo di significativa trasformazione socio-culturale.

Alto Medioevo: Collodi Castello e la funzione difensiva

collodi attrazioni
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La nascita del borgo di Collodi risale al periodo altomedievale, quando si consolidò come insediamento fortificato: la forma verticale del borgo, la presenza della Rocca e l’impianto di vicoli e scalinate rimandano a una funzione di difesa e controllo delle vallate. La prima attestazione documentaria nel XII secolo segnala un centro già organizzato e riconoscibile. L’insediamento era allora chiamato Collodi Castello. La sua posizione elevata lo rendeva un punto di riferimento per la popolazione locale in cerca di protezione durante le frequenti incursioni barbariche e le lotte tra le varie signorie toscane.

Medioevo e poteri locali: Garzoni, conflitti e controllo territoriale

Nel Medioevo la storia di Collodi si intreccia profondamente con le vicende della nobile famiglia Garzoni, le cui origini risalgono al periodo delle aspre contese tra Guelfi e Ghibellini. I Garzoni, schierati con la fazione ghibellina, si trovarono a fronteggiare la potente città di Firenze, saldamente controllata dai Guelfi. Durante questo periodo di conflitti, Collodi divenne un avamposto strategico nelle lotte tra le diverse fazioni, partecipando attivamente agli scontri che segnarono la storia della Toscana.

Tra le battaglie più significative che coinvolsero Collodi vi furono quella di Montecatini del 1315 e la battaglia di Altopascio del 1325, entrambe combattute contro le truppe fiorentine. Nonostante la determinazione dei Garzoni, le sorti del borgo furono segnate dall’egemonia fiorentina, culminando nel fallito tentativo di riconquistare Pescia, caduta sotto il controllo guelfo. Parallelamente, Collodi fu coinvolto anche nelle ostilità tra Pisa e Firenze, un conflitto che destabilizzò ulteriormente l’assetto territoriale della regione.

Rinascimento ed età moderna: Villa Garzoni e la trasformazione in residenza

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Con il consolidamento del potere fiorentino e la definitiva sconfitta dei Ghibellini, la famiglia Garzoni si ritirò progressivamente dalla scena politica e avviò la costruzione della celebre Villa Garzoni, destinata a diventare il simbolo del prestigio e dell’influenza della famiglia nel corso dei secoli successivi. La costruzione e l’evoluzione di Villa Garzoni e del suo giardino storico raccontano il passaggio da rocca a residenza, da presidio militare a luogo di villeggiatura e status.

Durante il Rinascimento, Collodi visse una fase di relativa stabilità, beneficiando della rinascita culturale e artistica che interessò l’intera Toscana. La famiglia Garzoni, ormai dedita alla vita cortese e al mecenatismo, contribuì allo sviluppo architettonico del borgo, arricchendolo con edifici di pregio e opere d’arte.

Tra Ottocento e Novecento: Carlo Collodi, turismo culturale e identità

Con l’avvento del XVIII secolo, Collodi mantenne il suo carattere di borgo agricolo e feudale, ma iniziò progressivamente a risentire delle trasformazioni politiche e sociali che segnarono la Toscana. Fu in questo contesto che Carlo Lorenzini, in arte Carlo Collodi, figlio di una domestica della Villa Garzoni, trovò ispirazione per il suo celebre racconto, Le avventure di Pinocchio, contribuendo a proiettare il nome di Collodi oltre i confini regionali. L’opera, pubblicata nel 1883, avrebbe consacrato il borgo come patria simbolica del celebre burattino.

Visitare Collodi: cosa vedere e come organizzare l’itinerario

collodi cosa vedere
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Collodi si visita bene a piedi perché le principali attrazioni sono ravvicinate e collegate da percorsi chiari. La visita è particolarmente efficace se la imposti come itinerario storico-turistico, alternando borgo, villa e parco.

Itinerario consigliato a piedi

Itinerario breve (2–3 ore): Collodi Castello → Chiesa di San Bartolomeo → affacci panoramici → discesa verso Villa Garzoni (esterni) o Parco di Pinocchio.
Itinerario completo (1 giorno): mattina Collodi Castello + chiesa → pranzo → pomeriggio Villa Garzoni e giardino + Casa delle Farfalle → chiusura al Parco di Pinocchio.

Scegliere un percorso “a tappe” evita la visita spezzata e rende Collodi più memorabile.

Collodi Castello e la Rocca: il borgo medievale

Collodi Castello è il nucleo storico del borgo, riconoscibile per la struttura compatta, le case in pietra e il tracciato di scale e vicoli. La Rocca e i resti delle fortificazioni raccontano la funzione difensiva originaria e offrono punti panoramici sul paesaggio collinare.

Cosa vedere: vicoli medievali, resti difensivi, scorci panoramici, porte e strutture in pietra.
Consiglio pratico: scarpe comode: la visita è breve ma in pendenza.

Villa Garzoni: residenza storica e architettura

Villa Garzoni
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Villa Garzoni è una residenza storica associata alla famiglia Garzoni e rappresenta uno dei poli principali di visita. La villa e soprattutto il giardino storico funzionano come attrazione paesaggistica e culturale: qui la visita è meno “borgo” e più “storia dell’abitare e del rappresentare”.

La villa è un perfetto esempio di architettura barocca del XVII secolo. Costruita sulle vestigia di un antico castello medievale, la villa fu commissionata dalla nobile famiglia Garzoni nel 1366, che intendeva celebrare il proprio prestigio attraverso un’opera grandiosa e scenografica. Tuttavia, l’aspetto odierno del complesso iniziò a delinearsi dal 1633. La struttura, caratterizzata da eleganti facciate decorate e interni sontuosamente affrescati, domina il paesaggio circostante.

Gli interni: cosa aspettarsi dalla visita

Gli interni di Villa Garzoni sono organizzati per restituire l’idea di dimora aristocratica e di percorso scenografico. La visita, quando disponibile, privilegia sale e ambienti rappresentativi, con attenzione a decorazioni e arredi. Due maestose rampe a gradoni, progettate per esaltare l’effetto scenografico, conducono al giardino, posto lateralmente alla villa e concepito come estensione naturale del complesso. Il complesso è una delle cose da vedere a Collodi anche se l’interno della villa è visitabile solo al primo piano, al quale si accede attraverso un’imponente scala in pietra ornata da affreschi illusionistici che amplificano la percezione dello spazio. Al termine dello scalone si apre una lunga galleria decorata con stucchi e dipinti, dalla quale si accede alle varie stanze.

Tra queste, spiccano la camera da letto detta “della damigella“, arredata con un letto a baldacchino e drappi in seta, la biblioteca in stile Impero. E ancora la camera rossa o di Napoleone e la sala da pranzo, arricchita da mobili del Settecento francese e da dipinti del Correggio. Il salone da ballo e altre sale minori completano il percorso di visita, offrendo un’immersione nel lusso e nella raffinatezza aristocratica del periodo. Oltre il portico e il cortile d’ingresso, sorge la Palazzina d’estate, un edificio dal caratteristico colore rosso vivo, attribuito al celebre architetto Filippo Juvarra. E’ considerata una delle più significative espressioni del barocco toscano.

Il giardino storico: perché è uno dei punti forti di Collodi

giardino villa garzoni
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Il giardino storico di Villa Garzoni è progettato come percorso di terrazze, scalinate, fontane e apparati ornamentali, con un impianto che comunica ordine, prospettiva e teatralità. Qui la visita è anche lettura del paesaggio: ogni elemento è progettato secondo i dettami del giardino all’italiana di epoca manierista e barocca, con terrazze digradanti, statue ornamentali, fontane e giochi d’acqua, per creare un percorso simbolico che esprime il trionfo dell’ordine sull’elemento naturale, celebrando il potere e la raffinatezza della famiglia Garzoni.

Cosa vedere: parterre geometrico, statue e fontane, scalinate scenografiche, teatro di verzura, giochi d’acqua.

Il parterre del giardino di Villa Garzoni presenta siepi di bosso disposte in forme geometriche, due vasche circolari con ninfee e getti d’acqua, statue di Diana e Apollo e aiuole che ospitano le insegne araldiche della famiglia Garzoni. Una monumentale scalinata tripartita, decorata con mosaici di ciottoli e nicchie contenenti statue in terracotta, porta al ninfeo, con statue di Nettuno e Tritoni e giochi d’acqua. Segue il teatro di verzura, interamente ricavato da siepi di bosso sagomate, arricchito da statue delle Muse.

L’asse centrale prosegue attraverso una cascata a gradini che culmina con la statua della Fama, da cui sgorga un getto d’acqua che alimenta una vasca semicircolare. Il giardino si estende poi in un’area boschiva, attraversata da percorsi che conducono a un boschetto di bambù, un labirinto sormontato da una galleria ad archi vegetali e un edificio destinato ai bagni, un tempo utilizzato come eremo religioso.

Casa delle Farfalle: esperienza educativa nel giardino di Villa Garzoni

casa delle farfalle
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La Casa delle Farfalle è una serra climatizzata con farfalle tropicali e percorsi educativi. È una visita breve ma ad alto coinvolgimento, utile per famiglie e scuole, e rafforza la dimensione naturalistica del complesso di Villa Garzoni. Qui i visitatori possono immergersi in un ambiente tropicale ricreato per ospitare centinaia di farfalle provenienti da diverse parti del mondo. All’interno della serra climatizzata, che riproduce le condizioni di un habitat esotico, le farfalle volano liberamente tra piante rigogliose, fiori variopinti e piccoli corsi d’acqua, offrendo uno spettacolo suggestivo e coinvolgente.

L’obiettivo di questo spazio non è solo quello di stupire con la bellezza delle farfalle, ma anche di sensibilizzare i visitatori sull’importanza della biodiversità e sulla conservazione degli ecosistemi naturali. La Casa delle Farfalle è stata una delle prime case delle farfalle realizzate in Italia ed è presente dal 2007.

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Parco di Pinocchio: parco culturale tra arte e letteratura

Parco di Pinocchio

Wikimedia CommonsIl Parco di Pinocchio è un parco tematico-culturale che traduce la narrazione di Pinocchio in percorso fisico tra installazioni, opere e spazi simbolici. Inaugurato nel 1956, il parco si distingue per il suo carattere artistico e letterario, combinando elementi architettonici, sculture e percorsi tematici ispirati alle avventure di Pinocchio. Progettato dai celebri architetti e scultori Venturino Venturi, Emilio Greco e Pietro Porcinai, il parco è concepito come un viaggio simbolico che conduce i visitatori attraverso le tappe principali del racconto, con installazioni artistiche che evocano episodi iconici come il Paese dei Balocchi, il Campo dei Miracoli e la Balena.

Tra le opere più significative vi sono la statua del Burattino e del Grillo Parlante, i mosaici illustrativi e il grande labirinto vegetale che riproduce il percorso iniziatico di Pinocchio. Il parco è stato concepito come luogo di intrattenimento, ma anche come spazio educativo, offrendo percorsi didattici e laboratori creativi per bambini e famiglie.

Chiesa di San Bartolomeo: arte sacra e memoria della comunità

Chiesa di San Bartolomeo
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La Chiesa di San Bartolomeo è uno dei riferimenti storici del borgo di Collodi. Le sue origini risalgono al XII secolo, epoca in cui fu edificata come pieve romanica. Nel corso dei secoli, la chiesa ha subito numerose modifiche e restauri, che ne hanno arricchito l’aspetto architettonico e decorativo.

L’interno della chiesa di San Bartolomeo conserva una tavola cinquecentesca raffigurante la Madonna in trono con santi, attribuita alla scuola di Raffaello, e una scultura lignea della Vergine col Bambino risalente al XV secolo. Si trova inoltre una statua lignea di San Bartolomeo, attribuita alla bottega di Jacopo della Quercia. Particolarmente venerato è un Crocifisso seicentesco di Santi Guglielmi, che veniva portato in processione fino alla località di Veneri come ringraziamento per lo scampato pericolo dalla peste del 1631.

Cappella Scaglietti-Arcangeli: Giovanni Michelucci e l’architettura contemporanea

Cappella Scaglietti-Arcangeli
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La Cappella Scaglietti-Arcangeli, situata nel cimitero di Collodi, rappresenta un significativo esempio di architettura funeraria moderna in Toscana. Progettata dall’architetto Giovanni Michelucci nei primi anni Settanta su commissione della famiglia Scaglietti-Arcangeli, la cappella fu completata nel 1982. Tuttavia, a causa di divergenze con la committenza, l’architetto delegò la fase costruttiva all’architetto Bruno Sacchi e si distaccò dal progetto, lamentando successivamente alterazioni rispetto al disegno originale.

La Cappella Scaglietti-Arcangeli si inserisce armoniosamente nel paesaggio collinare di Collodi, offrendo una vista panoramica sul borgo e sulla monumentale Villa Garzoni. La sua presenza introduce una nota di modernità nel contesto del cimitero, caratterizzato da strutture classicheggianti e portici colombari.

Museo del Bonsai: collezione e visita a Ponte all’Abate

Il Museo del Bonsai si trova in Via Lucchese 159, nella località di Ponte all’Abate. Fondato nel 1992, il museo ospita una vasta collezione di bonsai provenienti da tutto il mondo, frutto della passione e dell’impegno di Costantino Franchi. La collezione è suddivisa in tre sezioni: una dedicata a piante orientali ed europee, una terrazza con esemplari di conifere come pino a cinque aghi, pino d’Aleppo, ginepro, abete, cipresso e tasso, e un’area riservata a specie subtropicali.

E’ tra le cose da vedere a Collodi anche perché il museo fa parte del Centro Bonsai Franchi, dove è possibile acquistare bonsai, prebonsai, vasi cinesi e giapponesi, attrezzi specializzati, libri e piante da giardino giapponesi. L’ingresso è libero, tutti i giorni, esclusi i festivi, dalle 8:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 19:00.

Via della Fiaba: sentiero tra Pescia e Collodi

Sentieri escursioni: la Via della Fiaba
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La Via della Fiaba è un sentiero ad anello di 7 km che collega Pescia a Collodi Castello. Il percorso è di media difficoltà e si snoda tra falsopiano e leggere salite, offrendo panorami sulla piana di Lucca e sulla costa. Si parte da Pescia, dalla zona di via Sismondi, e si sale verso le colline di Monte a Pescia, poi per Tignano di Sopra, Fonte di Viamaggio, Cella di Sopra. Si arriva a Collodi Castello, e si prosegue attraverso la Via della Fiaba, scendendo verso la Villa Garzoni e il Parco di Pinocchio.

Durata indicativa: circa 3 ore a passo tranquillo.

Quando visitare Collodi: stagione migliore e consigli pratici

Quando andare:

  • Primavera: periodo ideale per Villa Garzoni e giardino storico, luce migliore e temperature miti.
  • Estate: adatta a Parco di Pinocchio e visite serali/attività, ma con maggiore affluenza.
  • Autunno: ottimo compromesso per borgo e camminate (Via della Fiaba).
  • Inverno: visita più breve, consigliata soprattutto per borgo e chiesa.

Quanto tempo serve per visitare Collodi: durate per 2 ore, 1 giorno e 2 giorni

  • 2 ore: Collodi Castello + Chiesa di San Bartolomeo + scorci panoramici.
  • Mezza giornata: borgo + una tra Villa Garzoni/Parco di Pinocchio.
  • 1 giorno: Collodi Castello + Villa Garzoni e giardino + Casa delle Farfalle + Parco di Pinocchio.
  • 2 giorni: aggiungi Via della Fiaba, Cappella Michelucci e tappe a Pescia.

Informazioni utili: ufficio turistico e come arrivare (auto, treno, autobus)

Il Punto Informazioni Turistiche di Collodi è situato in Piazza Carlo Collodi 1. Telefono: +39 0572 429660. Email: puntoinfocollodi@comune.pescia.pt.it

Collodi come arrivare

In auto: Collodi si raggiunge facilmente dall’A11; una volta usciti, si prosegue verso Pescia e poi verso Collodi seguendo la segnaletica per Parco di Pinocchio/Villa Garzoni.
In treno: la stazione di riferimento è Pescia (linea Firenze–Lucca–Viareggio); da qui si prosegue con taxi o autobus.
In autobus: collegamenti locali da Pescia verso Collodi (orari stagionali).

Se vuoi evitare stress di parcheggio nei weekend estivi, valuta treno fino a Pescia + ultimo tratto con mezzi locali.

Collodi meteo – Pescia


Meteo Pescia

Collodi mappa

Collodi mappa

FAQ su Collodi

Collodi dove si trova?

Collodi è una frazione del comune di Pescia (provincia di Pistoia, Toscana), tra Lucca e Pistoia.

Cosa vedere a Collodi in un giorno?

In un giorno puoi vedere Collodi Castello, Villa Garzoni e giardino, Casa delle Farfalle e Parco di Pinocchio.

Quanto tempo serve per visitare Collodi?

Servono 2–3 ore per il borgo e una tappa; 1 giorno per vedere le principali attrazioni; 2 giorni se aggiungi sentieri e visite nei dintorni.

Collodi è adatta ai bambini?

Sì: il Parco di Pinocchio e la Casa delle Farfalle rendono Collodi una meta molto adatta alle famiglie.

Quando è meglio visitare Collodi?

Primavera e inizio autunno sono i periodi migliori per clima e per la resa del giardino storico; estate per piena operatività delle attrazioni.


Collodi si distingue nel panorama dei borghi toscani perché unisce patrimonio storico e memoria letteraria in un’area compatta. È una tappa adatta sia a una gita breve sia a una giornata completa, soprattutto se la colleghi a Pescia e ad altri luoghi della storia della Toscana settentrionale.

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