Grotta dei Falsari, il rifugio del tempo sospeso tra mare e leggende

Grotta dei Falsari

La Grotta dei Falsari è una cavità naturale costiera aperta nella falesia calcarea di Capo Noli, lungo la Riviera di Ponente (Liguria), tra Noli e Varigotti (provincia di Savona). È nota anche come Antro dei Falsari e Grotta dei Briganti: tre nomi che rimandano alla stessa entità e alle sue storie locali legate a rifugi, contrabbando e controllo della costa.

Grotta dei Falsari: dove si trova e cosa si vede dal promontorio di Capo Noli

grotta dei falsari storia
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La Grotta dei Falsari si trova sul promontorio di Capo Noli, lungo la costa ligure di Ponente, in un tratto compreso tra i centri storici di Noli e Varigotti. La cavità si apre in alto sulla falesia, affacciata sul Mar Ligure: per questo non è una “grotta balneabile” ma un belvedere naturale raggiungibile a piedi.

Cosa si vede arrivando in grotta:

  • la linea di costa tra Noli e Varigotti
  • le falesie calcaree e le pareti a picco sul mare
  • scorci panoramici sulla Riviera di Ponente

La sua posizione elevata e l’ampia apertura verso il mare la rendono un punto di osservazione naturale di grande fascino, oltre che un luogo di interesse geologico e storico.

Storia della Grotta dei Falsari: erosione marina, uso umano e tracce

Antro dei Falsari
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La Grotta dei Falsari si è formata per erosione marina su rocce calcaree: quando il livello del mare e le condizioni geologiche erano differenti, l’azione delle onde ha scavato una cavità poi rimasta sospesa sulla falesia per l’innalzamento relativo della costa e l’evoluzione del promontorio. La grotta presenta una apertura semicircolare di circa 25 metri di diametro, che si affaccia direttamente sul mare.

La storia della frequentazione umana della grotta è legata alla sua funzione di riparo strategico in un tratto di costa difficile da controllare via terra. Il contesto geografico, caratterizzato da una costa impervia e nascosta, si prestava inoltre come punto d’approdo per i Saraceni, che da qui partivano verso i borghi costieri e l’entroterra, saccheggiandoli prima di far ritorno alle proprie imbarcazioni. Le tradizioni locali la descrivono come un luogo usato per nascondere merci e come punto di appoggio per attività clandestine, motivo per cui il toponimo “Falsari” è entrato nell’immaginario popolare.

Nel 1496, durante il conflitto tra Noli e Genova, la grotta fu utilizzata come rifugio per le truppe nolensi. Nel Settecento servì come magazzino per le merci che arrivavano e partivano dal porto di Noli. Nello specchio d’acqua antistante la grotta sono stati rinvenuti reperti risalenti alla prima battaglia vittoriosa dell’ammiraglio Nelson contro i francesi nel 1795. Tra i ritrovamenti figurano cannoni in bronzo e rari fucili militari.

Perché si chiama Grotta dei Falsari: origine del nome e leggende locali

Grotta dei falsari: perché si chiama così
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La denominazione Grotta dei Falsari deriva dalla tradizione orale che identifica questa cavità come rifugio difficile da raggiungere, utile per nascondere persone e merci. Conosciuta anche con i nomi di Antro dei Falsari o Grotta dei Briganti, deve le sue denominazioni alla funzione che ha rivestito nel corso dei secoli come rifugio strategico per attività illecite. Questa cavità naturale fu utilizzata da bande di contrabbandieri, in particolare falsari di monete, che vi trovavano un riparo sicuro e difficilmente accessibile.

Secondo una leggenda, tra le rocce si nasconderebbe un tesoro inestimabile lasciato dai falsari. Inoltre, si narra che la grotta sia stata utilizzata in passato come luogo di culto pagano, e che ancora oggi sia possibile vedere delle incisioni e dei simboli sulla roccia, testimonianze di antiche pratiche religiose.

Come arrivare alla Grotta dei Falsari: sentiero, tempi, difficoltà e consigli pratici

Come arrivare alla Grotta dei Falsari percorso
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  • Percorso consigliato: Sentiero del Pellegrino con deviazione per la grotta.
  • Difficoltà: escursionistica; la discesa finale alla grotta è il tratto più tecnico.
  • Tempo medio: 2–3 ore complessive (anello + soste + deviazione).
  • Cosa portare: scarpe da trekking, acqua (non ci sono fonti), cappello in estate.
  • Quando evitare: dopo piogge (tratto ripido più scivoloso), nelle ore più calde estive.

Percorso da Noli (percorso più usato)

Da Noli, parcheggia nell’area di Via IV Novembre (zona Chiesa di San Francesco d’Assisi) e segui le indicazioni per Passeggiata Dantesca / Sentiero del Pellegrino. Il tracciato attraversa macchia mediterranea e conduce ai ruderi di Santa Margherita, punto utile per orientarsi. Al bivio segnalato, prendi la deviazione per la Grotta dei Falsari: la discesa è ripida e può essere scivolosa; le corde fisse aiutano il passaggio ma non sostituiscono scarpe adeguate.

Percorso da Varigotti (più panoramico)

Da Varigotti, raggiungi l’inizio del Sentiero del Pellegrino da Via Strada Vecchia. Dopo una salita iniziale più decisa, il percorso procede a mezza costa con affacci sul mare. Anche qui trovi la deviazione per la grotta, con una discesa finale simile a quella dal lato di Noli.

Sentiero del Pellegrino: cosa vedere e perché vale la pena

Sentiero del Pellegrino
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Il Sentiero del Pellegrino è un itinerario escursionistico panoramico che collega Noli e Varigotti passando per le falesie di Capo Noli. Il tracciato (spesso percorso in forma di anello con rientro tramite mezzi pubblici) è lungo circa 6,3 km, con dislivello di circa 350 metri e tempo medio di percorrenza di 2 ore e mezza senza soste prolungate. È considerato di difficoltà escursionistica (E). Il sentiero è immerso nella macchia mediterranea.

Cosa vedere lungo il Sentiero del Pellegrino: tappe storiche e panorami

Lungo il Sentiero del Pellegrino, oltre alla Grotta dei Falsari, incontri tre punti chiave che completano l’esperienza storico-turistica:

  • Chiesa di San Lorenzo (Punta Crena): un’abbazia benedettina risalente al XIII secolo, situata in posizione panoramica sulla Baia dei Saraceni.​
  • Mausoleo Cerisola: installazione artistica realizzata da Giuseppe Cerisola in memoria delle persone salvate durante i suoi viaggi in mare.​
  • Torre delle Streghe: una torre eretta nel 1582 per segnare il confine tra Noli e Varigotti.

Chiesa di San Lorenzo: cosa sapere e perché fermarsi

Chiesa di San Lorenzo
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La Chiesa di San Lorenzo si trova a mezza costa sul promontorio di Punta Crena tra Noli e Varigotti, in un punto panoramico che domina la Baia dei Saraceni, nel comune di Finale Ligure. É ciò che resta di un antico insediamento monastico benedettino, le cui origini risalgono all’epoca tardo imperiale o bizantina, come attestato dai ritrovamenti di tombe nell’area circostante.La prima menzione documentata della chiesa risale al 1213, ma già nel 1127 essa è citata in una concessione del vescovo di Albenga ai monaci benedettini di Lerino.

L’edificio presenta una navata unica con parete rivolta verso il mare, di epoca più recente, caratterizzata da due porte in stile gotico. La volta a crociera in mattoni della sacrestia risale al XIV secolo. La parete a monte è presumibilmente antecedente all’anno Mille. Numerosi reperti di epoca imperiale e dell’Alto Medioevo, tra cui un sarcofago del III o IV secolo, rinvenuti nell’area dell’antica chiesa, sono attualmente conservati presso il Museo Archeologico del Finale.

Mausoleo Cerisola: un memoriale sul sentiero

Mausoleo Cerisola
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Il Mausoleo Cerisola è una installazione commemorativa situata lungo il Sentiero del Pellegrino, riconoscibile per le piastrelle colorate e simboli marittimi. É legato alla figura di Giuseppe “Peppin” Cerisola, soprannominato “Carnera” per la sua imponente corporatura. ​

Giuseppe Cerisola, originario di Varigotti, visse per trent’anni in Australia, dove fu prigioniero degli inglesi durante la Seconda Guerra Mondiale e successivamente lavorò come agricoltore. Rientrato in Italia negli anni Settanta, si stabilì nuovamente nel suo paese natale. Nel 1976, salvò un uomo dall’annegamento, evento che lo spinse a creare il mausoleo come omaggio alla vita marina e alle sue esperienze personali.

​La torre delle streghe: perché esiste e cosa racconta

​La torre delle streghe
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La Torre delle Streghe è una struttura difensiva costruita nel 1582 sul promontorio del Malpasso. La sua funzione era segnare e difendere un confine, in un’area storicamente contesa tra comunità costiere e poteri politici locali. Il soprannome “delle Streghe” è di origine popolare e fu attribuito successivamente dai nolesi come forma di scherno nei confronti delle donne di Varigotti. Nonostante le proteste degli abitanti di Varigotti e le richieste di demolizione, la torre non fu mai abbattuta e rimane tuttora un simbolo storico.

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Uffici di informazioni turistiche Grotta dei Falsari

Gli uffici di informazione turistica nelle vicinanze per ottenere mappe, consigli su percorsi escursionistici e dettagli su eventi locali sono:​

Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica di Noli

Indirizzo: Piazza Milite Ignoto, 6. Telefono: +39 019 7499591. Email: iat@comune.noli.sv.it. Orari di apertura: si consiglia di contattare direttamente l’ufficio per informazioni aggiornate sugli orari di apertura.

Ufficio Informazioni Turistiche di Varigotti

Indirizzo: Via Aurelia, 79. Telefono: +39 019 6890600 / +39 019 681019. Email: iat.varigotti@visitfinaleligure.it. Orari di apertura:

  • Dal 15 settembre al 30 settembre: venerdì, sabato e domenica dalle 9:30 alle 12:30
  • Dal 1 ottobre al 30 ottobre: sabato dalle 9:30 alle 12:30
  • Periodo invernale: chiuso

Meteo Noli


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Grotta dei Falsari mappa

Grotta dei Falsari mappa
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FAQ sulla Grotta dei Falsari e sul Sentiero del Pellegrino

Dove si trova la Grotta dei Falsari?

La Grotta dei Falsari si trova a Capo Noli, tra Noli e Varigotti, sulla Riviera di Ponente in Liguria (provincia di Savona).

Come si raggiunge la Grotta dei Falsari?

Si raggiunge a piedi dal Sentiero del Pellegrino con una deviazione segnalata. L’ultimo tratto è una discesa ripida: servono scarpe adeguate e attenzione.

Quanto tempo serve per visitare la Grotta dei Falsari?

In media servono 2–3 ore per percorso e soste, includendo il tratto panoramico e la deviazione verso la grotta.

Qual è la difficoltà dell’escursione?

Il Sentiero del Pellegrino è di difficoltà escursionistica; la parte più impegnativa è la discesa finale alla grotta, che può essere scivolosa.

Quando è meglio andare?

I periodi migliori sono primavera e autunno. In estate conviene partire al mattino presto e portare acqua, perché non ci sono punti di rifornimento.

Perché si chiama Grotta dei Falsari?

Il nome deriva da tradizioni locali che descrivono la grotta come rifugio appartato associato a traffici clandestini e leggende su falsari e contrabbandieri.


La Grotta dei Falsari è una meta ideale per chi cerca un’esperienza che unisca paesaggio costiero, escursione panoramica e memoria storica locale. La sua posizione a Capo Noli la rende un punto privilegiato per leggere il territorio: la grotta è legata al Sentiero del Pellegrino, e il sentiero collega luoghi che raccontano funzioni diverse della costa nel tempo, tra spiritualità (San Lorenzo), confini e difesa (Torre delle Streghe) e memoria contemporanea (Mausoleo Cerisola).

Per questo, la Grotta dei Falsari rientra a pieno titolo tra i luoghi della storia che mette in relazione natura, comunità e racconti storici del Ponente ligure.

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