Seqenenra Ta’o II, il faraone morto in battaglia e il mistero della sua mummia

Seqenenra Ta'o II

Seqenenra Ta’o II, detto “il Coraggioso”, fu un faraone della XVII dinastia egizia che governò sull’Alto Egitto durante il Secondo Periodo Intermedio, noto per aver iniziato la lotta contro gli hyksos. Morendo lasciò la missione al figlio, Ahmose I, che completò l’espulsione e unificò l’Egitto, dando inizio al Nuovo Regno. La sua mummia mostra segni di morte violenta. Forse  fu ucciso in battaglia dai suoi nemici o venne sacrificato dopo essere stato fatto prigioniero.

Per gli antichi egizi le mummie erano sacre. Gli abitanti del paese del Nilo, infatti, credevano che la loro integrità avrebbe garantito la vita nell’oltretomba. Ma il corpo di Seqenenra Ta’o II non arrivò intatto nell’aldilà. Rinvenuto nel 1881, le analisi rivelarono una profonda ferita al cranio, lampante indizio di morte violenta. Uno studio recente condotto dai ricercatori dell’Università del Cairo fa luce sulle circostanze misteriose della morte del grande sovrano egizio della XVII dinastia.

Il contesto storico

Secondo periodo Intermedio arrivo degli hyksos

Il dominio di Seqenenra Ta’o II rimanda a uno dei periodi più complessi della storia dell’antico Egitto, il cosiddetto Secondo periodo Intermedio. L’evento più significativo fu l’arrivo in Egitto degli hyksos, popolo di origine asiatica. Approfittando della debolezza politica dei faraoni della XIII dinastia, gli hyksos conquistarono il Basso Egitto, per poi espandersi gradualmente al resto del Paese e creare una loro dinastia (la XV) intorno al 1585 a.C.

Intanto a Tebe, capitale dell’Alto Egitto, rimaneva la dinastia “legittima”, stretta tra gli asiatici che detenevano il nord e il Kush, un piccolo regno indipendente. L’arrivo degli hyksos non fu una vera e propria invasione, quanto una progressiva infiltrazione in un Egitto in cui, in quel momento storico, convivevano entità politiche ed etniche. La loro occupazione non fu del tutto negativa. Gli hyksos lasciarono in eredità agli egizi importanti progressi tecnologici, soprattutto in campo bellico.

L’inizio della guerra

Deir-el-Ballas
Deir-el-Ballas

Dopo un periodo di coesistenza relativamente pacifica tra i due popoli, gli egizi intrapresero un progetto di riconquista dei territori a nord di Tebe. Le motivazioni dell’offensiva tebana contro gli occupanti asiatici non sono chiare, ma sembra evidente che si volesse ristabilire il dominio politico ed economico degli egizi su tutto il Paese. Alcuni studiosi ipotizzano che il dominio degli hyksos possa essere stata indebolito della famosa eruzione di Thera (Santorini), avvenuta intorno al 1628 a.C. Essa interessò tutta l’area mediterranea, mettendo in grave crisi le relazioni commerciali.

Qui entra in gioco Seqenenra Ta’o II che svolse un ruolo chiave nella reazione tebana contro gli hyksos. Il papiro Sallier, redatto tre secoli dopo lo svolgersi di questi eventi, ci racconta di un conflitto tra Seqenenra Ta’o II e Apopi, potente re hyksos a cui tutto l’Egitto era tenuto a versare tributi. Si narra che Apopi si lamentò con Seqenenra Ta’o II per il rumore dagli ippopotami di Tebe che non lo facevano dormire la notte. Questa storia non ci è giunta nei particolari ma è probabile che si riferisca all’inizio della guerra tra egiziani ed hyksos.

I dati archeologici hanno confermato che sotto Seqenenra Ta’o II la situazione tra i due popoli divenne particolarmente tesa. A Deir-el-Ballas, a nord dell’antica Tebe, i resti di un palazzo risalente al regno di Seqenenra Ta’o II o dei suoi successori ci mostra come questo fosse un luogo difensivo strategico durante gli scontri. Infatti, l’edificio fu abbandonato dopo la sconfitta e l’espulsione degli hyksos dall’Egitto.

La morte di Seqenenra Ta’o II

La battaglia che costò la vita al faraone Seqenenra Ta’o II si svolge proprio nell’ambito della guerra contro gli asiatici, nel 1555 a.C. circa. La partecipazione in prima persona di un sovrano a una battaglia non era una rarità nell’antico Egitto, anzi. I faraoni rivestivano in preciso ruolo in guerra e il coraggio mostrato era una caratteristica rappresentata nel nome stesso del sovrano. Infatti, il nome Seqenenra significa “colui che Ra ha reso coraggioso“. Non abbiamo notizie particolareggiate su questa battaglia in cui Seqenenra Ta’o II perse la vita. Si presume che si svolse in qualche località tra la fortezza egizia di Deir-el-Ballas e la capitale degli hyksos Avaris. Sappiano però che gli egizi subirono una sconfitta e che il loro re vi trovò la morte.

I dati emersi dall’analisi della mummia di Seqenenra Ta’o II fanno propendere per questa ipotesi. Gli studi hanno dimostrato non solo che il faraone morì di morte violenta, ma anche che furono gli hyksos a provocarla. Sono infatti presenti sul corpo cinque ferite cuasate da strumenti differenti. L’analisi di diverse armi in bronzo referibili agli hyksos e rinvenute tra le rovine di Avaris rivela che le ferite presenti sul corpo mummificato di Seqenenra Ta’o II sono compatibili con questo tipo di panoplia. Gli hyksos erano esperti nella fabbricazione di strumenti in metallo, come ci dicono gli stampi per l’elaborazione di armi metalliche trovati nella loro capitale, oltre a magnifici pugnali, asce e oreficerie rinvenuti nelle loro tombe.

Le ipotesi circa la mummia del faraone

cinque ferite sulla mummia di Seqenenra Ta'o II

Il gran numero di ferite riscontrate sulla mummia del faraone potrebbe essere causato dai colpi di armi differenti inferti da più soldati oppure all’attacco della stessa persona da posizioni diverse. Sulla base dei dati alcuni studiosi hanno ipotizzato che Seqenenra Ta’o II fosse stato ferito a morte durante la battaglia. Altri invece, che si sono concentrati sulla lesione presente nella fronte del cranio, ritengono che la sua morte sia stata determinata da un violento colpo di ascia o di spada che gli trapassò il cranio. L’analisi delle ossa ha svelato che la ferita fu inferta da una posizione elevata, forse mentre Seqenenra Ta’o II era in ginocchio.

Inoltre, dalle radiografie è emerso che il faraone aveva le mani legate dietro la schiena. A partire da questo elemento si è sviluppata la teoria secondo cui gli avversari catturarono Seqenenra Ta’o II sul campo di battaglia o lo immobilizzarono per impedirgli la fuga o la reazione. In seguito gli hyksos avrebbero giustiziato il prigioniero, costringendolo a inginocchiarsi prima di colpirlo mortalmente alla testa. Più recentemente, alcuni ricercatori hanno ipotizzato che il faraone possa essere stato sacrificato secondo rituali propri del Vicino Oriente.

La peculiarità delle cinque ferite sulla mummia di Seqenenra Ta’o II è che si trovano tutte nella parte anteriore del cranio. Gli aggressori sembrano essersi accaniti sul volto, forse con l’intenzione di sfigurarlo al punto da rendere la mummia irriconoscibile. Ciò ricorda da vicino una specie di pratica di damnatio memoriae.

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Una sepoltura reale

Il dibattito è ancora aperto anche per quel che riguarda la modalità di mummificazione del corpo di Seqenenra Ta’o II. La tesi tradizionale sosteneva che, dopo la morte del faraone nello scontro, gli hyksos avessero restituito le sue spoglie agli egizi in segno di rispetto e che questi ultimi si fossero affrettati a mummificarlo, probabilmente sullo stesso campo di battaglia. Ma nuove ricerche hanno rivelato che gli imbalsamatori trattarono il corpo con un’accuratezza estrema, possibile solo nei più avanzati laboratori reali di mummificazione di Tebe. Ad esempio, gli imbalsamatori nascosero le lesioni sul cranio di Seqenenra Ta’o II tramite una speciale pasta cosmetica, difficilmente reperibile o fabbricabile in un contesto come quello del campo di battaglia.

D’altro canto, la mummia del faraone presenta un’inclinazione laterale insolita per le mummie faraoniche. Si ipotizza che la mummia assunse tale postura durante il viaggio verso Tebe e che gli imbalsamatori reali non furono in grado di ricollacorla nella posizione tradizionale supina con le braccia conserte sul petto. Il ogni caso, a Tebe il corpo senza vita di Seqenenra Ta’o II fu onorato secondo il protocollo funerario egizio.

La scoperta della mummia

mummia di Seqenenra Ta'o II

Non si conosce la posizione esatta della tomba di Seqenenra Ta’o II. Con ogni probabilità è situata nell’area di Dra Abu el-Naga, luogo di sepoltura dei sovrani della XVII dinastia. Così almeno ci dice un papiro egizio successivo che menziona una sorta di indagine sulle sepolture reali avvenuta all’epoca di Ramses IX. Nel documento si può leggere che la tomba di Seqenenra Ta’o II e la piramide di mattoni di fango che l’adornava erano intatte e protette dai frequenti saccheggi dell’epoca. Sappiamo che cinque secoli dopo la mummia di Seqenenra Ta’o II fu trasferita in una tomba collettiva nella necropoli reale di Tebe, il cosiddetto nascondiglio reale di Deir el-Bahari.

Nel 1881 il Servizio delle antichità Egiziane scoprì l’esistenza di questo sepolcro che conteneva diverse mummie reali e subito decise di trasferirle in un luogo al riparo dai razziatori seriali. Dopo aver rimosso la mummia di Seqenenra Ta’o II, gli studiosi la trasportarono via nave verso nord e successivamente la esposero al Museo egizio del Cairo. Nell’aprile del 2021 le autorità organizzarono il trasferimento della mummia del faraone guerriero, collocata su una sfarzosa carrozza cerimoniale, insieme ad altre ventuno mummie reali, verso il nuovo Museo nazionale della civiltà egizia.

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