Le grandi strutture monumentali dell’Inghilterra neolitica continuano a esercitare un fascino particolare. In parte per la loro imponenza e in parte per il velo di mistero che ancora le avvolge. Tra queste, Durrington Walls rappresenta una delle scoperte archeologiche più importanti degli ultimi decenni, pur rimanendo spesso in ombra rispetto al vicino e più celebre Stonehenge. Eppure, quando ci si chiede qual è il significato di Durrington Walls, si entra in un universo complesso, fatto di ritualità, organizzazione sociale e rapporti profondi con il paesaggio sacro della piana di Salisbury.
Qual è il significato di Durrington Walls?
L’interesse verso questo sito non deriva soltanto dalla sua dimensione o dalla sua antichità, ma dal fatto che esso permette di leggere in modo nuovo la civiltà neolitica britannica. Le recenti scoperte, tra cui quelle rese note negli ultimi anni grazie a tecnologie geofisiche avanzate, hanno mostrato che Durrington Walls non era un sito isolato, bensì un nodo centrale di un sistema rituale che comprendeva anche Stonehenge. È quindi un luogo capace di svelarci aspetti essenziali della vita e del pensiero delle comunità che lo costruirono.
Che cos’è Durrington Walls

Per comprendere veramente qual è il significato di Durrington Walls, è necessario partire da una definizione chiara del sito. Situato a poche centinaia di metri da Stonehenge, Durrington Walls è uno dei più grandi henge del Regno Unito. Un’enorme struttura circolare delimitata da un fossato e da un terrapieno, estesa per quasi mezzo chilometro di diametro. La sua imponenza lo rende uno dei massimi esempi di architettura monumentale del tardo Neolitico in Europa.
Il carattere peculiare di Durrington Walls risiede anche nella sua funzione abitativa. Questo sito neolitico sembra aver ospitato un grande insediamento stagionale, probabilmente abitato da centinaia, forse migliaia di persone durante specifici momenti dell’anno. Le tracce di capanne, focolari e oggetti quotidiani, recuperati durante gli scavi del 2004 e 2006, suggeriscono un uso intensivo dello spazio e un’attività comunitaria molto vivace.
Si ritiene che il sito sia stato abitato per un periodo di circa cinque secoli, a partire dal 2800 a.C. Dal 2010 al 2014, gli scavi hanno rivelato un henge (il recinto) di 500 metri di diametro, costruito in gran parte con pali di legno. Le prove suggeriscono che questo complesso fosse un monumento complementare a Stonehenge. Oggi, ciò che resta visibile di Durrington Walls è essenzialmente il profilo del grande recinto cerimoniale: una serie di rilievi e avvallamenti che corrispondono al margine interno dell’antico terrapieno e al bordo esterno del fossato.
La storia di Durrington Walls

La storia del sito è affascinante non solo per la sua antichità, ma anche per il modo in cui si è trasformato nel tempo. Le prime tracce di attività risalgono al tardo Neolitico e inizio dell’età del bronzo. Intorno al 2600 a.C. venne edificato un grande cerchio di pali lignei, oggi conosciuto come Cerchio Meridionale, orientato verso il sorgere del sole durante il solstizio d’inverno. A questo elemento monumentale si affiancava un viale lastricato, tracciato secondo l’allineamento del tramonto al solstizio d’estate e diretto verso il fiume Avon. È probabile che, dopo la realizzazione del cerchio e del viale, attorno al sito abbia iniziato a formarsi un insediamento stabile o stagionale. Gli scavi hanno infatti messo in luce sette pavimenti di abitazioni neolitiche sul lato orientale dell’antica scarpata, alcuni dei quali si trovavano addirittura sotto la futura riva dell’henge, segno che il villaggio dovette precedere la costruzione del grande recinto.
Circa due secoli dopo la costruzione del Cerchio meridionale, vennero aggiunti due ulteriori anelli concentrici e fu realizzato il monumentale recinto henge. Fu scavato un fossato profondo circa cinque metri e mezzo. Le evidenze archeologiche suggeriscono che l’henge sia stato costruito in un’unica grande impresa, piuttosto che attraverso fasi successive. Non è chiaro quando il sito perse la sua funzione originaria. Sappiamo però che, in epoca dell’età del ferro, Durrington Walls fu nuovamente occupato. All’interno del recinto vennero creati un insediamento, un sistema di campi e un ampio fossato di drenaggio.
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Il significato di Durrington Walls
Quando ci si interroga su qual è il significato di Durrington Walls, emergono diverse interpretazioni, spesso complementari. Per gli studiosi, il sito rappresenta un luogo centrale per la comprensione della vita comunitaria nel Neolitico. Qui si celebravano riti legati al cibo, alla socialità e alla memoria, probabilmente in un rapporto simbolico con la natura e con gli antenati.
Una teoria particolarmente influente sostiene che Durrington Walls fosse simbolicamente connesso alla vita, mentre Stonehenge rappresentasse la morte. Questa dualità, basata sulla presenza di abitazioni presso Durrington e di sepolture nell’area di Stonehenge, suggerisce un sistema rituale sofisticato, in cui la comunità si spostava da un luogo all’altro in determinati momenti dell’anno, seguendo un percorso simbolico di trasformazione. Questa teoria è stata però duramente contestata.
La differenza tra Durrington Walls e Stonehenge

Una delle domande più frequenti è quale sia la vera differenza tra Durrington Walls e Stonehenge, due siti tanto vicini quanto diversi. Mentre Stonehenge è caratterizzato da monumentali triliti e cerchi di pietre disposti secondo una precisa logica astronomica, Durrington Walls è un henge privo di megaliti, centrato più sulla collettività che sulla monumentalità litica.
Dal punto di vista funzionale, Stonehenge era probabilmente un luogo cerimoniale destinato a riti legati agli antenati o ai solstizi, mentre Durrington Walls aveva una dimensione più quotidiana e comunitaria, data anche la presenza del villaggio. Ciò non significa che mancasse un significato sacro, ma questo si esprimeva in forme diverse. Le evidenze archeologiche mostrano che il villaggio di Durrington poteva ospitare intere comunità durante feste o celebrazioni stagionali, forse per commemorare passaggi rituali che culminavano poi presso Stonehenge. Se ci si chiede qual è il significato di Durrington Walls rispetto a Stonehenge, la risposta potrebbe essere che esso rappresenta la parte “viva” del sistema rituale, mentre Stonehenge era la sua controparte “ancestrale”.
Misteri e leggende intorno a Durrington Walls
Come ogni grande sito preistorico, anche Durrington Walls è circondato da miti, ipotesi e suggestioni. La prima grande domanda riguarda l’identità delle persone che lo abitarono: erano comunità locali o gruppi arrivati da lontano? Gli studi osteologici suggeriscono provenienze anche molto distanti, indicando che questo luogo era un centro di convergenza interregionale.
Un altro mistero riguarda la natura esatta dei rituali praticati. Le tracce di grandi banchetti, con ossa animali bruciate e resti ceramici, fanno pensare a festività stagionali, forse collegate ai solstizi. I reperti suggeriscono un’atmosfera di celebrazione collettiva, ma resta incerto se questi riti avessero significati funerari, propiziatori o cosmologici.
Infine, molte leggende moderne collegano Durrington Walls a teorie alternative che attribuiscono significati astronomici complessi all’intera piana, ipotesi spesso affascinanti ma difficili da verificare.
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Nuove scoperte sull’enorme anello di fosse di Durrington Walls

A fornire nuovi elementi su Durrington Walls è oggi un gruppo di ricerca coordinato dalle università di Bradford e di St Andrews, che, riprendendo e approfondendo indagini avviate alcuni anni fa, ha confermato l’esistenza di un impressionante sistema di circa venti grandi fosse. Ciascuna misura all’incirca dieci metri di diametro e cinque metri di profondità. Tutte insieme disegnano un anello con un’estensione superiore ai due chilometri. I risultati dello studio sono stati presentati sulla rivista Internet Archaeology Journal.
L’ipotesi dell’esistenza di questo gigantesco circuito di fosse era emersa per la prima volta nel 2020 ed era stata accolta da alcuni specialisti come la possibile più grande struttura preistorica mai identificata in Gran Bretagna. Non mancavano però voci scettiche. Diversi studiosi sospettavano che le cavità avessero un’origine naturale e non fossero il frutto dell’intervento di comunità neolitiche di oltre quattromila anni fa. Il nuovo lavoro, basato su una combinazione innovativa di tecniche geofisiche e geochimiche, fornisce ora dati più accurati sia sulla datazione sia sul contesto ambientale, e dimostra in modo convincente che le fosse furono effettivamente scavate dall’uomo.
Le analisi indicano che la realizzazione dell’anello va collocata nel tardo Neolitico. Come sottolinea il co-autore Tim Kinnaird, ora si hanno prove decisive del fatto che l’opera fu compiuta da persone che vivevano nell’area in un arco di tempo molto breve. Una sincronia tanto precisa, osserva il ricercatore, sarebbe stata possibile solo grazie a un’azione collettiva attentamente coordinata. Il motivo esatto di un’impresa di tale portata resta ancora ignoto. Vincent Gaffney ipotizza che l’anello di fosse possa essere legato a credenze sul mondo sotterraneo, forse inteso come dimensione sacra rispetto allo spazio abitato.
Durrington Walls mappa






