Nel territorio di Bacoli, nei Capi Flegrei, si nasconde uno dei capolavori più impressionanti dell’ingegneria idraulica dell’antica Roma: la Piscina Mirabilis. Costruita in epoca imperiale, è spesso definita la “cattedrale dell’acqua” per le sue dimensioni monumentali e per la suggestiva successione di pilastri che ricorda l’architettura di una basilica.
Dove si trova la Piscina Mirabilis e perché fu così importante

La Piscina Mirabilis si trova nel territorio del comune di Bacoli, nella parte occidentale della città metropolitana di Napoli, all’interno dell’area vulcanica dei Campi Flegrei. Il monumento sotterraneo è situato sul promontorio che domina l’antico porto di Porto di Miseno, un punto strategico della costa tirrenica che in età romana ospitava una delle più importanti basi navali dell’Impero. La cisterna è scavata parzialmente nel banco di tufo e nascosta sotto il livello del terreno, all’interno di un’area oggi urbanizzata ma che in epoca antica faceva parte del grande complesso militare e logistico collegato alla flotta imperiale.
L’importanza della Piscina Mirabilis era strettamente legata alla presenza della Classis Misenensis, la principale flotta militare dell’Impero romano nel Mediterraneo occidentale. Costituita durante il principato di Augusto, questa potente armata navale aveva il compito di controllare le rotte marittime, proteggere le coste e garantire la sicurezza dei traffici commerciali. Per sostenere una base militare di tale portata era necessario disporre di enormi quantità di acqua dolce, indispensabile non solo per gli equipaggi delle navi ma anche per i soldati, gli artigiani e la popolazione che viveva nell’area portuale.
Proprio per soddisfare questa esigenza fu realizzata la Piscina Mirabilis, una gigantesca cisterna progettata per raccogliere e conservare l’acqua proveniente dall’Acquedotto del Serino, un’opera idraulica che trasportava l’acqua dalle sorgenti dell’entroterra fino ai centri costieri della Campania. Grazie alla sua enorme capacità di ben 12.600 m3, la cisterna rappresentava una riserva strategica che garantiva l’approvvigionamento idrico continuo della base navale di Miseno. Questo sistema dimostra l’elevato livello di organizzazione e di ingegneria raggiunto dai Romani, capaci di progettare infrastrutture complesse in grado di sostenere le esigenze militari e urbane di un impero vastissimo.
La storia della Piscina Mirabilis e il contesto della sua costruzione

La Piscina Mirabilis fu costruita tra la fine del I secolo a.C. e l’inizio del I secolo d.C., nel periodo in cui l’Impero romano stava consolidando il proprio controllo sul Mediterraneo. In quegli anni l’imperatore Augusto riorganizzò profondamente la struttura militare dello Stato, creando una potente rete di basi navali destinate a garantire la sicurezza delle rotte marittime e la stabilità delle province. Tra queste, il porto di Porto di Miseno, situato nei Campi Flegrei, divenne la sede della Classis Misenensis, la più importante flotta militare dell’Impero romano nel Mediterraneo occidentale.
La presenza di una grande base navale comportava esigenze logistiche enormi. Migliaia di marinai, soldati, tecnici e funzionari vivevano e lavoravano stabilmente nell’area di Bacoli e del vicino golfo di Napoli. Oltre al fabbisogno quotidiano della popolazione militare e civile, le navi necessitavano di scorte d’acqua per le lunghe navigazioni. In un territorio come quello flegreo, caratterizzato da terreni vulcanici e da una limitata disponibilità di sorgenti locali, era quindi indispensabile realizzare un sistema di approvvigionamento idrico efficiente e affidabile.
Per risolvere questo problema i Romani costruirono un articolato sistema di acquedotti e serbatoi. L’acqua veniva trasportata dalle sorgenti dell’entroterra campano attraverso l’Acquedotto del Serino, una delle più imponenti opere idrauliche dell’Italia romana. La Piscina Mirabilis rappresentava il punto finale di questo sistema: una gigantesca cisterna destinata a immagazzinare e distribuire l’acqua necessaria alla flotta e agli insediamenti circostanti. Si tratta della seconda più imponente cisterna conosciuta realizzata in epoca romana, superata per dimensioni soltanto dalla monumentale Cisterna Basilica, costruita nel cuore dell’antica Costantinopoli.
Le caratteristiche architettoniche della Piscina Mirabilis

La Piscina Mirabilis rappresenta uno degli esempi più spettacolari di architettura idraulica romana giunti fino a noi. L’imponente cisterna sotterranea si distingue per le sue dimensioni monumentali e per una struttura interna che ricorda l’impianto di una grande basilica. L’ambiente principale è caratterizzato da una vasta sala rettangolare scandita da una fitta serie di pilastri che sostengono le volte a botte della copertura. Questa disposizione crea un suggestivo effetto prospettico che ha contribuito a farle attribuire il soprannome di “cattedrale dell’acqua”, una definizione che ben descrive la solennità e l’armonia dello spazio interno.
La cisterna misura circa settanta metri di lunghezza e oltre venticinque metri di larghezza, mentre l’altezza delle volte supera i quindici metri. All’interno si sviluppa una vera e propria “foresta” di pilastri disposti su più file regolari, progettati per sostenere il peso della struttura superiore e garantire la stabilità dell’edificio scavato nel tufo. Le pareti e le superfici interne erano rivestite con uno spesso strato di cocciopesto, un materiale impermeabile molto utilizzato dai Romani nelle opere idrauliche, capace di impedire infiltrazioni e preservare la qualità dell’acqua conservata.
La struttura e il funzionamento della grande cisterna romana
L’acqua giungeva all’interno della cisterna attraverso canali di alimentazione e veniva distribuita grazie a un sistema di condotti e aperture poste nella parte superiore della struttura. Sul soffitto erano inoltre presenti numerosi lucernari che consentivano l’ingresso della luce naturale e permettevano allo stesso tempo di ispezionare e pulire periodicamente la cisterna. La grande cisterna veniva svuotata e pulita periodicamente per garantire la qualità dell’acqua. Un ruolo importante era svolto dalla cosiddetta piscina limaria, una vasca profonda circa 1,10 metri scavata nel pavimento della navata centrale. Qui si depositavano i sedimenti e le impurità presenti nell’acqua, che potevano essere poi eliminati attraverso un’apertura di scarico collocata su uno dei lati.
L’acqua conservata nella cisterna veniva sollevata tramite aperture presenti nella volta lungo la navata centrale. Attraverso questi punti si utilizzavano rudimentali macchine idrauliche che permettevano di portare l’acqua sulla terrazza superiore della struttura. La copertura della cisterna era pavimentata in signino, un materiale impermeabile molto diffuso nell’edilizia romana, e da qui l’acqua veniva distribuita nei canali di approvvigionamento.
Il sistema di alimentazione funzionava invece in senso opposto: l’acqua arrivava nella cisterna attraverso un condotto situato nell’area occidentale dell’edificio, collegato alla rete degli acquedotti. Successivamente, tra la fine del I secolo e l’inizio del II secolo d.C., l’impianto idraulico fu ulteriormente ampliato. Lungo il lato nord-orientale della cisterna furono infatti costruiti dodici ambienti coperti da volte a botte, addossati alla struttura principale, probabilmente destinati a migliorare e potenziare il funzionamento del sistema di distribuzione dell’acqua.
Piscina Mirabilis: curiosità e leggende

Il nome Piscina Mirabilis non è di origine romana, ma fu attribuito molti secoli dopo. In latino significa letteralmente “vasca meravigliosa” o “cisterna straordinaria”, un’espressione che descrive bene lo stupore suscitato dalla struttura quando venne riscoperta e studiata in età moderna. Gli studiosi e i viaggiatori del Grand Tour rimanevano colpiti dalle dimensioni monumentali e dall’eleganza architettonica di questa gigantesca cisterna sotterranea. Il celebre architetto e ingegnere militare fiorentino Giuliano da Sangallo le dedicò un disegno per la sua importanza architettonica.
Dopo la fine dell’Impero romano e l’abbandono della base navale di Miseno, la struttura perse progressivamente la sua funzione originaria. Nel corso dei secoli alcune parti della cisterna furono utilizzate dagli abitanti locali come cantine e depositi agricoli. L’ambiente fresco e stabile della struttura sotterranea era infatti ideale per la conservazione di vino e prodotti alimentari.
Intorno alla Piscina Mirabilis sono nate nel tempo alcune leggende popolari e racconti suggestivi, legati sia alla natura misteriosa dei Campi Flegrei sia all’atmosfera quasi sacrale di questa enorme struttura sotterranea. Per secoli la cisterna fu poco conosciuta e parzialmente nascosta tra le case del borgo di Bacoli. Gli abitanti del luogo raccontavano che sotto il terreno esistesse un gigantesco ambiente sotterraneo pieno di colonne, quasi un tempio nascosto. Questo contribuì alla nascita di storie secondo cui la cisterna fosse collegata da lunghi passaggi segreti ad altri luoghi dei Campi Flegrei. In realtà non esistono prove di questi misteriosi tunnel leggendari.
Il “tempio sotterraneo” degli antichi
Un’altra leggenda diffusa nei secoli passati raccontava che la struttura non fosse una cisterna, ma un antico tempio segreto. L’aspetto interno, con le file di pilastri e le grandi volte, ricordava infatti una basilica o una chiesa sotterranea. Alcuni viaggiatori dell’età moderna rimasero così colpiti da questa architettura da ipotizzare che potesse trattarsi di un luogo di culto o di un santuario nascosto. Solo con gli studi archeologici moderni si comprese definitivamente che l’edificio era in realtà una gigantesca cisterna collegata all’Acquedotto del Serino, destinata a rifornire la base della Classis Misenensis.
Le leggende sulla Piscina Mirabilis sono anche influenzate dal contesto in cui si trova. I Campi Flegrei sono stati per secoli considerati un territorio misterioso, ricco di grotte, crateri e fenomeni vulcanici. Nell’antichità questa zona era collegata ai miti dell’oltretomba e ai racconti della mitologia classica. Per questo motivo molti racconti popolari hanno immaginato che grandi strutture sotterranee come la Piscina Mirabilis potessero essere porte verso mondi nascosti o verso il mondo dei morti, contribuendo ad alimentare il fascino quasi leggendario di questo straordinario monumento romano.
Come posso visitare la Piscina Mirabilis di Bacoli? Informazioni utili per la visita

La Piscina Mirabilis è visitabile attraverso visite guidate organizzate da Coop Culture. L’accesso alla cisterna è regolamentato per preservare la struttura e garantire la sicurezza dei visitatori, ma durante le aperture è possibile scendere all’interno dell’antica cisterna romana e percorrere gli spazi tra i pilastri monumentali che sostengono le imponenti volte.
La visita avviene secondo un calendario prestabilito, nei giorni di Mercoledì, Sabato e Domenica, dura un’ora e ha un costo di 5 euro. L’ingresso è situato in Via Piscina Mirabile, 27, ed è munito di parcheggio.
Ufficio di informazioni turistiche Bacoli
Info Point Pro Loco Città Di Bacoli in Via Miseno. Contatti:
- prolococittadibacoli@gmail.com
- prolocobacoli@pec.it
- + 39 379 103 0885
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Piscina Mirabilis mappa

Domande frequenti sulla Piscina Mirabilis
Cos’è la Piscina Mirabilis?
La Piscina Mirabilis è una gigantesca cisterna sotterranea costruita in epoca romana per immagazzinare grandi quantità d’acqua. Si tratta di una delle più grandi opere di ingegneria idraulica realizzate dai Romani ed era destinata a rifornire la base navale situata nel vicino Porto di Miseno.
Dove si trova la Piscina Mirabilis?
La cisterna si trova nel territorio di Bacoli, all’interno dell’area dei Campi Flegrei, nella parte occidentale della città metropolitana di Napoli. Il monumento è situato su un promontorio che domina il porto di Miseno, una posizione strategica per l’approvvigionamento idrico della flotta romana.
Quando fu costruita la Piscina Mirabilis?
La struttura venne realizzata tra la fine del I secolo a.C. e l’inizio del I secolo d.C., durante il periodo dell’imperatore Augusto. In quegli anni fu organizzata la Classis Misenensis, la principale flotta militare romana nel Mediterraneo occidentale, che aveva bisogno di grandi riserve d’acqua.
Perché viene chiamata “cattedrale dell’acqua”?
La Piscina Mirabilis viene spesso soprannominata “cattedrale dell’acqua” per la sua impressionante architettura interna. Le numerose file di pilastri e le grandi volte creano infatti un effetto visivo simile a quello delle navate di una basilica, dando alla cisterna un aspetto monumentale e suggestivo.
La Piscina Mirabilis è visitabile?
Sì, la Piscina Mirabilis è visitabile attraverso visite guidate organizzate da associazioni culturali e operatori autorizzati.
La Piscina Mirabilis rappresenta uno dei più straordinari esempi di ingegneria idraulica dell’antica Roma. Costruita per garantire l’approvvigionamento d’acqua alla flotta imperiale di Miseno, questa gigantesca cisterna testimonia la capacità dei Romani di progettare infrastrutture complesse e durature.
Ancora oggi, nel suggestivo paesaggio dei Campi Flegrei, il monumento continua a stupire visitatori e studiosi per la sua grandiosità e per l’armonia della sua architettura. Visitare la Piscina Mirabilis significa entrare in un luogo unico, dove storia, ingegneria e fascino archeologico si fondono in uno degli ambienti sotterranei più impressionanti del mondo romano.





