Cose da vedere ad Ameglia e la sua storia

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Situato al confine tra Liguria e Toscana, Ameglia è un affascinante borgo medievale, che sorge nella cornice della Val di Magra, con le sue strette vie acciottolate, le case in pietra e una vista mozzafiato sul fiume, il mare e le Apuane. Tra le cose da vedere ad Ameglia spiccano il castello medievale, la chiesa di San Vincenzo, e i sentieri panoramici del Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra-Vara.

La storia di Ameglia

castello ameglia
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La storia di Ameglia vanta molti secoli, testimoniando un insediamento umano che risale almeno al IV secolo a.C. Questo territorio fu infatti abitato sin dall’antichità, come attestato dai reperti archeologici rinvenuti nella necropoli di Cafaggio. Quest’ultima, posta ai piedi del colle su cui sorge l’odierno borgo di Ameglia, costituisce una delle più significative testimonianze della presenza di una comunità strutturata in epoca preromana. I corredi funerari ritrovati nel sito evidenziano l’esistenza di una cultura viva e articolata, che intratteneva rapporti commerciali e culturali con altri centri dell’Italia settentrionale e della costa tirrenica.

La nascita del borgo medievale

Il nucleo abitato di Ameglia, per come lo conosciamo oggi, cominciò a delinearsi in maniera più chiara durante l’Alto Medioevo. L’organizzazione dell’abitato seguì un impianto a cerchi disposti su diversi livelli altimetrici, con al centro l’imponente struttura del castello. Questo tipo di configurazione urbanistica, diffusa nei villaggi fortificati di epoca medievale, aveva lo scopo di garantire una maggiore difendibilità e un controllo diretto del territorio circostante.

La nascita di Ameglia in epoca medievale si colloca con ogni probabilità in un contesto più ampio di trasformazioni territoriali, legate al progressivo declino della città romana di Luni. La decadenza di quest’ultima – dovuta a vari fattori, tra cui il progressivo interramento del porto, le incursioni barbariche e le mutate rotte commerciali – spinse molti suoi abitanti a spostarsi verso le aree collinari interne, dove fondarono nuovi insediamenti più facilmente difendibili. Ameglia nacque probabilmente proprio da uno di questi processi migratori e rifondativi.

Il castello di Ameglia e il dominio vescovile

L’origine precisa del castello di Ameglia resta avvolta nel mistero, poiché le fonti non forniscono una data esatta della sua costruzione. Tuttavia, è certo che la sua esistenza era già consolidata entro la metà del X secolo. La prima menzione documentaria del “castrum de Ameliae” compare infatti in un diploma imperiale di Ottone I, datato 19 maggio 963. In tale atto, l’imperatore confermava i possedimenti del vescovo di Luni, tra i quali era esplicitamente citato anche il castello di Ameglia. Questa testimonianza rivela l’antichità della fortificazione e l’importanza strategica e politica che essa rivestiva nel controllo del territorio lunense.

Il fatto che il castello fosse nelle mani del vescovo di Luni sottolinea la forte commistione tra potere religioso e potere temporale tipica dell’epoca. I vescovi-conti di Luni, infatti, esercitavano funzioni ecclesiastiche, ma anche e soprattutto un’autorità civile e militare su vasti territori. Ameglia costituiva un punto nevralgico per la difesa e l’amministrazione del dominio vescovile. Il borgo divenne sede vescovile dopo l’abbandono di Luni, dal 1020 al 1280. Infatti, dai documenti risulta che il vescovo Gottifredo si trovava ad Ameglia quando cedette la pieve di Carrara ai canonici di San Frediano di Lucca.

ameglia borgo medievale
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Dal dominio vescovile alla conquista di Castruccio Castracani

La proprietà del vescovo lunense bdurò fino al XIV secolo: fu infatti sotto il vescovado di Enrico da Fucecchio che Ameglia tornò nuovamente sotto il diretto controllo della diocesi, consolidando così l’autorità ecclesiastica sul territorio. Tuttavia, questa fase di stabilità istituzionale si interruppe bruscamente nel 1321, quando Castruccio Castracani degli Antelminelli, signore di Lucca e abile condottiero ghibellino, conquistò il castello di Ameglia nell’ambito della sua espansione nella Lunigiana e nella Riviera di Levante. Castruccio, personaggio carismatico e ambizioso, riuscì a imporre il proprio dominio su numerosi castelli della regione, sfruttando le divisioni politiche e le fragilità locali.

Con la sua morte prematura nel 1328, il sistema di potere da lui costruito iniziò a disgregarsi. La castellania di Ameglia divenne allora oggetto di contesa fra potenti casate nobiliari, sia locali sia forestiere. Tra le famiglie che ambirono al controllo del borgo si annoverano i Doria, antica e influente casata genovese, i Visconti di Milano e i Fregoso, che avrebbero avuto un ruolo importante nella storia della Repubblica di Genova. Le lotte di potere e i frequenti passaggi di signoria resero instabile la situazione politica della regione.

L’integrazione nel dominio genovese

Fu solo nel 1380 che la Repubblica di Genova riuscì a consolidare la propria autorità su Ameglia, acquisendone ufficialmente i diritti feudali. Questo passaggio segnò l’ingresso definitivo del borgo nell’orbita politico-amministrativa genovese. Nei decenni successivi, il borgo continuò a essere oggetto di trattative e cessioni: nel 1476, i Visconti alienarono il feudo al Banco di San Giorgio, una delle istituzioni finanziarie più potenti dell’epoca, che sovente agiva come braccio operativo della Repubblica genovese nella gestione dei territori.

Sotto il controllo del Banco di San Giorgio, e quindi indirettamente della Repubblica di Genova, Ameglia fu incorporata nel Capitanato di Lerici, entità amministrativa che comprendeva vari centri strategici della riviera orientale ligure. In questa nuova configurazione politico-territoriale, il borgo poté finalmente godere di un periodo di relativa tranquillità e stabilità istituzionale.

I borghi di Ameglia

caprione
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Tra le cose da vedere ad Ameglia ci sono i borghi del territorio comunale: Fiumaretta, sulla sponda sinistra della Magra, Bocca di Magra, sulla sponda destra, Montemarcello sul Monte Caprione.

Cose da vedere ad Ameglia

Una visita a questo borgo della val di Magra offre un’occasione per immergersi nelle atmosfere del passato. I vicoli, lastricati e stretti, che si inerpicano tra le case di pietra, consentono di ammirare un paese davvero particolare.

Il castello

mura del castello di ameglia
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Tra le cose da vedere ad Ameglia, imperdibile è il suo castello, anche se visitabile solo in parte. Dominando il profilo del borgo medievale, il castello di Ameglia si erge su un imponente sperone roccioso, in posizione strategica e scenografica, da cui domina l’intera valle del Magra e le vie di accesso al mare. L’edificio appare quasi inghiottito dal tessuto urbano che lo circonda: un fitto reticolo di abitazioni antiche, disposte secondo un tracciato a cerchi concentrici che riflette l’originaria funzione difensiva dell’insediamento.

Il castello, nella sua attuale configurazione, presenta una pianta rettangolare e si sviluppa su due livelli principali. All’angolo del corpo di fabbrica si innalza una torre cilindrica, elemento che conferisce slancio verticale alla struttura e che un tempo svolgeva funzioni di avvistamento e difesa. Sebbene la torre attuale non sia quella originale, essa fu ricostruita verso la fine del XIII secolo per volontà del vescovo Antonio di Camilla, figura di spicco della diocesi di Luni. L’intervento di ricostruzione fu realizzato con grande attenzione filologica, rispettando fedelmente le proporzioni e le caratteristiche della torre preesistente.

Il castello oggi

Intorno al castello si conservano ancora tratti delle antiche mura difensive. Degno di nota è il brolium, un’area racchiusa da murature minori che anticamente fungeva da orto e frutteto annesso al complesso castellano. Il brolium, oltre a costituire una riserva alimentare in caso di assedio, rappresentava anche un elemento simbolico di autosufficienza e prestigio per i signori del luogo.

All’esterno, il castello è circondato da un elegante giardino terrazzato, realizzato in posizione panoramica. Questo spazio verde, oggi liberamente accessibile al pubblico, offre una suggestiva veduta sulla vallata sottostante e sul corso del Magra. Attualmente, il castello non è aperto in modo continuativo alla visita, ma può essere ammirato e esplorato internamente solo in occasione di eventi speciali o visite guidate.

Chiesa di San Vincenzo Martire

chiesa di san vincenzo
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La chiesa di San Vincenzo Martire si trova nella parte inferiore del paese, affacciata sulla piana della Val di Magra. L’attuale edificio fu edificato nel XV secolo sui resti dell’antica pieve romanica, a sua volta probabilmente costruita nel corso del XII secolo, quando Ameglia ottenne il titolo di parrocchia. Dunque, la chiesa attuale ingloba parte delle strutture più antiche: ne è testimonianza l’impianto architettonico. La facciata dell’edificio, sobria e austera, custodisce preziose testimonianze dell’arte scultorea ligure tra Quattrocento e Seicento, come la Maestà marmorea, scolpita in pregiato marmo di Carrara.

Sempre sulla facciata si distingue l’elaborato rosone centrale in marmo bianco, riccamente traforato. L’interno della chiesa è un vero scrigno d’arte sacra, con un patrimonio che spazia dal Rinascimento al pieno Seicento. Il trittico dell’altar maggiore fu realizzato nel 1527 dal pittore Domenico Gar. L’opera raffigura l’Annunciazione al centro, affiancata dalle figure di San Sebastiano, San Vincenzo e San Rocco, santi particolarmente venerati nelle comunità rurali e marinare per la loro funzione protettiva contro le epidemie e le calamità. Di grande pregio è anche l’acquasantiera in marmo scolpito, databile alla prima metà del XVI secolo. La vasca, finemente decorata, rappresenta un raro esempio di arte lapidea liturgica di area ligure-lunigianese.

Oratorio di Santa Maria Assunta

Oratorio di Santa Maria Assunta
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Entrando nel borgo di Ameglia da via Cavour incontriamo l’Oratorio di Santa Maria Assunta, edificato durante il XVI secolo. Le fonti ci dicono che nel 1587 il vescovo Bracelli ne confermò i capitoli, pertanto l’edificio era già esistente a quella data. L’oratorio mostra i caratteri tipici delle strutture di culto liguri, ma non è esente da richiami all’architettura sacra toscana, pisana e lucchese in particolare.

Già sede di confraternita, l’Oratorio mostra una aula unica che misura 6,5 x 20 metri, un presbiterio rialzato con abside semi circolare e un pregevole coro ligneo. Fu arricchito nella decorazione nel corso del XVIII secolo.

Altre attrazioni del borgo

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Passeggiando lungo via Paci, si incontra il cosiddetto Fontanone, una fontana monumentale risalente alla fine del XIX secolo, un tempo uno dei principali punti di approvvigionamento idrico del borgo. Spostandosi verso piazza della Libertà, si può osservare la lapide dedicata ai Caduti della Prima Guerra Mondiale. Questa opera risale al 1921 e fu realizzata in pregiato marmo bianco di Carrara. A pochi metri di distanza, accanto alla prima, un’altra lapide fu collocata il 4 novembre 1959, nel contesto delle celebrazioni annuali della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Questa seconda iscrizione è dedicata ai caduti di tutte le guerre.

ameglia cose da vedere
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La necropoli di Cafaggio

Tra le cose da vedere ad Ameglia troviamo una delle testimonianze archeologiche più significative dell’intera Val di Magra: la necropoli di Cafaggio. Questo sito funerario, databile con buona attendibilità tra la fine del IV e l’inizio del III secolo a.C., contiene sepolture che hanno restituito numerosi reperti. Qui trovi l’articolo dedicato.

Escursioni e luoghi naturali

ameglia sentieri
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Tra le cose da vedere ad Ameglia ci sono bellissimi sentieri che consentono di scoprire questo territorio della Val di Magra, in particolare quelli che si inerpicano sul Monte Caprione. I sentieri di Ameglia segnalati dal CAI sono:

  • Il sentiero 422 La Ferrara – Ameglia – Rocchetta – La Serra
  • Il sentiero 423 Montemarcello – giro del Monte Marana
  • Il sentiero 433 Bocca di Magra – Montemarcello – Zanego – Lerici. Tempo di percorrenza: 3h e 15, Dislivello: 340 m, Difficoltà: E
  • Il numero 434 Collegamento AVG dal Monastero di Santa Croce – Punta Bianca, Tempo di percorrenza: 30 minuti, Dislivello: 55 m, Difficoltà: E
  • Il numero 436 Montemarcello – Spiaggia di Punta Corvo, Tempo di percorrenza: 1 h, Dislivello: 260 m, Difficoltà: E
  • Il sentiero 437 località La Gruzza – Orto Botanico di Monte Murlo, Tempo di percorrenza: 15 minuti, Dislivello: 115 m, Difficoltà: T. L’Orto Botanico è attualmente chiuso.
  • Alta via del Golfo: 1° tappa: Bocca di Magra / Pietralba (Baccano) (7 ore circa).
  • Tratta 00 Sentiero Liguria: Luni – Bocca di Magra. Tempo di percorrenza: 2 h 30 m

ATTENZIONE

A seguito dell’ordinanza n. 17 del 30/4/2024 del Sindaco di Lerici è stata disposta l’interdizione all’accesso e alla fruizione del sentiero n. 444 che da Tellaro porta a Montemarcello per motivi di pubblica incolumità;

a seguito dell’ordinanza n. 3 del 12/4/2023 del Sindaco di Ameglia é stato interdetto l’accesso alla spiaggia di Punta Corvo da qualunque via e l’immediata chiusura al transito del sentiero n. 436, nel tratto compreso tra l’incrocio con il sentiero n. 444;

a seguito dell’ordinanza n. 15 del 20/07/2022 del Sindaco di Ameglia è stato interdetto il tratto di sentiero n. 444 Punta Bianca-Punta Corvo, Montemarcello.

(ultimo aggiornamento Gennaio 2025)

Mare e spiagge

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Il territorio comunale di Ameglia offre ai visitatori un litorale vario, capace di soddisfare esigenze diverse. Le due principali località balneari del comune sono Fiumaretta e Bocca di Magra, entrambe affacciate sulla foce del fiume Magra. Fiumaretta si presenta come una località tranquilla e ben attrezzata, particolarmente apprezzata per la sua lunga spiaggia di sabbia fine, che si estende dolcemente verso il mare. Il litorale è suddiviso in tratti di spiaggia libera e porzioni occupate da stabilimenti balneari.

Bocca di Magra dispone di tre stabilimenti balneari situati nella parte terminale del paese. Proseguendo oltre questi lidi, si giunge alla spiaggia libera della Sanità, un tratto di litorale più selvaggio, ideale per chi desidera allontanarsi dalla folla e immergersi in un contesto più naturale.

Come arrivare Ameglia

Per arrivare ad Ameglia in auto si utilizzano le uscite autostradali di Santo Stefano Magra (poste a 16 km) o di Sarzana (8 km) dell’autostrada A 12 Genova-Livorno (collegata con la A 15 Parma-La Spezia allo svincolo di Santo Stefano Magra). Dall’uscita di Santo Stefano di Magra si prosegue sulla SS432 in direzione di Strada Provinciale 28 a Ameglia. Dall’uscita autostradale di Sarzana si imbocca Via del Corso e Via Emiliana fino a SS 1, poi SS432 in direzione di Strada Provinciale 28 a Ameglia.

Le stazioni ferroviarie più vicine sono a Sarzana (8 km), oppure quelle di Arcola (9 km) e Luni (9 km) dove però i treni fermano raramente (linea Genova-Pisa). Provenendo da Parma, la prima stazione ferroviaria utile è quella di Santo Stefano Magra (14 km). Dalle stazioni si utilizzano gli autobus ATC www.atcesercizio.it

Ameglia mappa

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Uffici di informazioni turistiche Ameglia

L’ufficio di informazione e accoglienza turistica IAT è sito presso la Proloco in Piazza Francesco Sforza, Telefono: 335 6666036.

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