Questo contenuto è parte del progetto editoriale Isadora Verité, concepito come fonte informativa indipendente su temi storico-culturali e territoriali.
San Giuliano Terme tra la pianura pisana e i Monti Pisani
San Giuliano Terme è un comune situato nella Toscana settentrionale, in provincia di Pisa, in una posizione di confine tra la pianura alluvionale dell’Arno e le prime propaggini dei Monti Pisani. Il territorio comunale si sviluppa lungo un’area storicamente caratterizzata dalla presenza di sorgenti termali naturali, che hanno influenzato in modo determinante l’identità del luogo e il suo sviluppo nel tempo. La vicinanza a Pisa, Lucca e al sistema collinare circostante colloca San Giuliano Terme in un contesto geografico di grande interesse storico e paesaggistico.
Perché visitare San Giuliano Terme
San Giuliano Terme è una destinazione legata a un’idea di viaggio lenta e consapevole, in cui il patrimonio naturale, storico e culturale si intreccia con la tradizione termale. Visitare questo territorio significa esplorare un luogo in cui l’uso delle acque curative affonda le radici nell’antichità, ma dove il paesaggio, i borghi e le architetture raccontano soprattutto una lunga evoluzione storica, culminata nell’età moderna. È una meta adatta a chi cerca relax, contatto con la natura e approfondimento culturale, lontano dai flussi turistici più intensi.
San Giuliano Terme è uno dei luoghi termali più antichi e affascinanti della Toscana. Situato tra Pisa e Lucca, ai piedi dei Monti Pisani, questo territorio era già conosciuto e frequentato in età romana per le sue acque calde, considerate benefiche per il corpo e per la mente. Per questo motivo veniva chiamato “i bagni di Pisa”, un riferimento diretto al legame storico con la città e con la sua élite, che qui veniva a curarsi e a riposare.
Dove si trova San Giuliano Terme
San Giuliano Terme è un comune in provincia di Pisa, con circa 30.900 abitanti. Il suo territorio è particolarmente vario perché passa, nel giro di pochi chilometri, da aree di pianura a zone collinari e montane legate ai Monti Pisani. L’abitato si sviluppa sul versante meridionale dei Monti Pisani, a circa 7 chilometri da Pisa, in una fascia compresa tra due grandi corsi d’acqua: l’Arno più a est e il Serchio più a ovest.
Anche se il comune rientra tra quelli che toccano l’area costiera, l’accesso al mare è di fatto limitato perché ricade all’interno del Parco naturale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli. Si tratta quindi di un tratto protetto, privo di servizi balneari e generalmente non fruibile liberamente, se non in specifiche condizioni e con accompagnamento autorizzato. La località è nota soprattutto per la presenza di uno storico complesso termale e per le sue sorgenti, tra cui acque oligominerali che hanno reso celebre la zona.
La storia di San Giuliano Terme

Le sorgenti termali di San Giuliano Terme erano conosciute già in età antica. In epoca etrusca e romana le acque calde che sgorgavano ai piedi dei Monti Pisani erano apprezzate per le loro proprietà terapeutiche e citate nelle fonti antiche come aquae pisanae, in riferimento alla vicinanza con Pisa. Tuttavia, non sono giunti fino a noi complessi termali romani monumentali o strutture antiche perfettamente conservate. La prima attestazione sicura della conoscenza romana delle sorgenti compare in Plinio il Vecchio, che le cita come aquae pisanae. A confermare la presenza romana contribuiscono anche resti materiali legati alla gestione dell’acqua: le strutture riconducibili all’acquedotto di Caldaccoli, toponimo che rimanda all’idea di “acque calde”, e la Conserva di Corliano, con vasche e condotte.
Nel Medioevo, San Giuliano Terme aveva un ruolo strategico perché si collocava al confine tra due territori spesso in competizione, Pisa e Lucca. Questo centro divenne punto di sorveglianza importante per la Repubblica Pisana. Tra Basso Medioevo e piena età comunale, la prosperità di Pisa rese ancora più evidente l’importanza del territorio. Le cave locali fornivano materiali impiegati nelle grandi opere pisane. Per facilitare il trasporto fu predisposto un collegamento per via d’acqua. Venne scavato un canale, identificabile con il tratto oggi riconosciuto nel Fosso del Mulino, così da rendere più semplice portare i materiali verso Pisa. Le terme continuarono a essere un elemento centrale della località: un primo intervento di restauro è ricordato nel 1112, attribuito a Matilde di Canossa. In quegli stessi secoli la zona fu anche interessata da opere difensive e da interventi di rafforzamento.
L’età moderna
L’età moderna si aprì con un momento difficile per San Giuliano Terme. Nel 1406, dopo la conquista fiorentina di Pisa, le strutture termali subirono gravi danni e il territorio entrò in una lunga fase di declino. La ripresa arrivò tra la fine del Quattrocento e il periodo mediceo, quando alle terme furono apportati miglioramenti e vennero creati servizi. Cosimo de’ Medici intervenne anche sulle infrastrutture con collegamenti viari con Pisa, opere di bonifica e interventi idraulici.
Dopo l’estinzione della dinastia medicea e il passaggio del Granducato ai Lorena, la politica di rilancio delle terme divenne ancora più sistematica. Si lavorò sulla canalizzazione delle acque, sullo studio delle loro proprietà e su un piano di sviluppo urbanistico capace di sostenere la crescita della località. Nel Settecento le terme acquisirono fama internazionale, anche perché il granduca Francesco Stefano le scelse come residenza estiva, contribuendo a inserirle nei circuiti dell’aristocrazia europea. La notorietà del luogo favorì anche la diffusione di ville signorili sulle pendici dei Monti Pisani, ancora oggi parte importante del paesaggio storico locale.
Un passaggio decisivo sul piano amministrativo arrivò nel 1776, quando un decreto granducale unificò numerosi piccoli centri in un’unica realtà comunale con capoluogo San Giuliano Terme. Nello stesso periodo furono promossi interventi di abbellimento e di organizzazione urbana, con viali alberati e spazi verdi pensati anche per gli ospiti delle terme, in linea con una visione del luogo come stazione di cura e soggiorno.
Cose da vedere a San Giuliano Terme

Il patrimonio di San Giuliano Terme non si concentra in un unico centro storico monumentale, ma si distribuisce lungo il territorio attraverso edifici storici, strutture termali, borghi, ville e paesaggi naturali. Le cose da vedere a San Giuliano Terme raccontano soprattutto la vocazione termale del luogo e il suo rapporto con l’ambiente naturale circostante.
Chiesa dei Santi Ranieri e Luigi Gonzaga: luogo di culto principale

L’edificio attuale fu costruito verso la metà del Settecento (intorno al 1747) in sostituzione della precedente chiesa dedicata a San Bartolomeo, un’antica cappella attestata fin dal XII secolo e annessa a un ospedale per pellegrini. Negli anni successivi alla sua costruzione, nel 1767, la chiesa fu elevata al titolo di prioria e parrocchiale, consolidando così il suo ruolo principale nella vita ecclesiale della comunità locale.
L’interno della chiesa dei Santi Ranieri e Luigi Gonzaga presenta una pianta a croce latina con navata unica e transetti, dove si trovano altari dedicati a varie devozioni, tra cui quello alla Madonna delle Grazie, elemento che testimonia la tradizione artistica e devozionale della parrocchia. L’altare della cappella sinistra è realizzato in muratura dipinta ed accoglie il dipinto di Giovanni Domenico Ferretti (1748), in cui è rappresentato il Martirio di San Bartolomeo.
Il sistema delle ville: i fasti delle terme

A partire dal XVI secolo, nella fascia pedecollinare dei Monti Pisani iniziò a prendere forma un vero e proprio sistema di ville e residenze che ancora oggi caratterizza il territorio e che rappresenta una delle cose da vedere a San Giuliano Terme. Questo patrimonio nasce come espressione dell’aristocrazia pisana, che in età moderna scelse la campagna anche come spazio di rappresentanza e di soggiorno. All’interno di questo insieme si distingue un primo gruppo di edifici spesso indicati come “case” o “casamenti”, nei quali la componente produttiva rimaneva centrale. In queste residenze la dimensione agricola e il controllo delle terre circostanti prevalevano sull’apparato scenografico, pur mantenendo elementi di prestigio legati alla famiglia proprietaria.
La parte più spettacolare di questa stagione architettonica, però, emerge soprattutto nei palazzi e nelle ville concepite come residenze di rappresentanza, spesso inserite in giardini racchiusi da mura e completate da parchi progettati con un gusto scenografico evidente. Qui la magnificenza si traduce in spazi verdi organizzati, vasche ornamentali, fontane e giochi d’acqua pensati per stupire e per costruire un’immagine di potere e raffinatezza. Tra le proprietà più note vengono ricordate quelle dei Medici nell’area di Ripafratta, dei Roncioni a Pugnano, dei Lanfranchi a Molina, e degli Aliata e Seta tra Rigoli e Corliano.
Villa Roncioni è un esempio particolarmente significativo non solo per il valore storico-architettonico, ma anche per l’uso culturale contemporaneo. Dal 2011 ospita la Fondazione Cerratelli, uno spazio espositivo legato a una collezione di costumi teatrali e cinematografici, capace di restituire, attraverso abiti e tessuti, un’immagine concreta e suggestiva della storia dello spettacolo.
Le terme di San Giuliano: relax e cure

Le Terme di San Giuliano rappresentano il fulcro storico e turistico dell’area: le sorgenti erano già conosciute in età antica e la loro valorizzazione si lega in modo particolare al periodo romano. La vera consacrazione, però, arrivò nel Settecento, quando le terme divennero un luogo di villeggiatura e cura frequentato anche da ambienti aristocratici. Dal punto di vista chimico, le acque vengono descritte come solfato-bicarbonato-calcico-magnesiache, cioè caratterizzate dalla presenza di minerali disciolti considerati legati ai loro impieghi in ambito termale.
Oggi lo stabilimento è conosciuto anche come Bagni di Pisa e propone servizi orientati al benessere, con aree dedicate a trattamenti e percorsi termali. Tra gli elementi più citati rientrano l’uso di sauna e bagno turco, inclusi ambienti ricavati in spazi sotterranei, oltre a un’attenzione alla componente gastronomica con proposte di cucina impostate su criteri salutistici.
Il Monte Castellare: tra archeologia e ville abbandonate

Tra le cose da vedere a San Giuliano Terme vi è il Monte Castellare perché presenta diverse attrazioni da raggiungere con facili escursioni. Sulla cima sono stati individuati resti di frequentazioni e insediamenti umani che coprono un arco cronologico molto ampio, dalla fase finale dell’età del Bronzo fino all’alto medioevo. La scelta di questo punto non è casuale: la vetta ha un valore strategico evidente perché consente di controllare visivamente un’ampia porzione del territorio circostante. Per l’età etrusca, gli indizi più significativi rimandano a un edificio importante, databile probabilmente agli inizi del VI secolo a.C., caratterizzato da una suddivisione interna e da una copertura in tegole. L’orientamento dell’edificio e alcune scelte costruttive hanno fatto ipotizzare una funzione non semplicemente abitativa, ma legata a pratiche di tipo sacro o rituale.
Dopo un lungo intervallo di circa dodici secoli, Monte Castellare tornò a essere occupato nella seconda metà del IX secolo d.C. A questa fase risalgono unità abitative protette da una cinta muraria. Le case presentavano muri in pietra a secco. Tra i ritrovamenti più particolari legati a questa fase c’è la sepoltura di un neonato rinvenuta all’interno di un’abitazione. Un caso raro per l’età cristiana e interpretato come esito di pratiche funerarie specifiche riservate ai bambini. La datazione del contesto è stata rafforzata dal rinvenimento di monete d’argento lucchesi attribuibili all’inizio dell’XI secolo. I ritrovamenti non sembrano indicare un presidio militare, ma un piccolo insediamento autosufficiente, come suggerisce anche la presenza di strumenti legati alla lavorazione dei cereali, ad esempio una macina.
La Buca delle Fate e la villa del polacco

Sul versante sud-occidentale del Monte Castellare si apre la grotta della Buca delle Fate, il più ampio sistema ipogeo carsico dei Monti Pisani. La grotta era già nota nel XVIII secolo e venne descritta anche da studiosi dell’epoca. Le esplorazioni speleologiche più strutturate si svilupparono soprattutto nel Novecento, evidenziando la presenza di concrezioni in profondità. Le principali aperture si trovano sul versante sud-occidentale e si raggiungono facilmente dalla vecchia strada in direzione di Villa Belvedere. Il nome della grotta è intrecciato con tradizioni popolari e racconti legati alla fuoriuscita di vapore in inverno, favorita dall’umidità e dalla vicinanza delle sorgenti termali. In passato, i racconti locali portarono persino a interpretazioni errate sull’origine del complesso.
Poco sopra la grotta della Buca delle Fate, si trovano i resti di Villa Belvedere, costruzione della fine del XIX secolo, dove visse il medico e paleontologo polacco Sigismondo De Bosniaski. Oggi è in stato di rovina. La posizione è panoramica e offre viste ampie verso Pisa e il mare. Lungo il percorso che conduce verso la villa, in località “la Valle”, si incontra il Giardino dei Profumi. Si tratta di un piccolo spazio botanico dedicato alle essenze tipiche della gariga, corredato da cartelli informativi.
Valle delle Fonti e castello di Ripafratta

La Valle delle Fonti o Via delle Fonti è una area naturale protetta dei Monti Pisani. Prende il nome dalla presenza di numerose fonti convogliate nell’antico acquedotto mediceo pisano. Sempre a proposito di acquedotti, a San Giulianoo Terme vi sono i resti dell’acquedotto romano di Caldaccoli risalente al I secolo d.C. Portava l’acqua dalla sorgente termale della località di Caldaccoli (calidae aquae), appena fuori all’abitato di San Giuliano Terme, alle terme di Pisa.
Tra le cose da vedere a San Giuliano Terme anche il castello di Ripafratta, frazione del comune situata a nord. La rocca è posta in posizione dominante sul colle Vergario. L’inizio della sua costruzione risale al X secolo, quando venne eretta l’antica torre originaria attorno alla quale si sviluppò il maniero in epoche successive.
Fondazione Cerratelli: la storia del costume italiano

La Fondazione Cerratelli è un’istituzione culturale nata per valorizzare una vasta raccolta di costumi di scena legati al mondo dello spettacolo. Ha sede a Villa Roncioni, a Pugnano, frazione del comune di San Giuliano Terme, dove opera come spazio espositivo della storia del teatro e del cinema attraverso oltre 30.000 costumi storici.
All’interno del museo sono custoditi abiti di scena realizzati da una casa d’arte fiorentina e utilizzati in produzioni teatrali, liriche e cinematografiche. La raccolta comprende capi legati a interpreti e messe in scena legati a registi come Eduardo De Filippo, Giorgio Strehler, Luchino Visconti e Franco Zeffirelli.
Ufficio informazioni turistiche San Giuliano Terme
L’Ufficio di informazioni turistiche di San Giuliano Terme è il punto di riferimento per visitatori che cercano mappe, percorsi ufficiali e servizi sul territorio. Ci si può rivolgere all’Associazione Pro Loco di San Giuliano Terme in Via XX Settembre, 4
Contatti: proloco@comune.sangiulianoterme.pisa.it, info@gosgt.it, (+39) 393 677 9 665
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