Nel cuore del Piemonte, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola, Croveo è una piccola frazione alpina di Baceno affacciata sulla Valle Antigorio, a oltre 800 metri di altitudine. Il borgo è noto come “paese delle streghe” per le vicende e le memorie legate ai processi di stregoneria tra Cinquecento e Seicento, ma la visita offre molto di più: architettura rurale in pietra, un museo identitario, punti panoramici e un contesto naturale che invita al turismo lento.
La storia di Croveo: origini alpine, peste e processi alle streghe

Perché Croveo è importante dal punto di vista storico?
È importante perché rappresenta uno dei centri ossolani maggiormente coinvolti nei processi per stregoneria del Cinquecento e conserva un impianto architettonico alpino rimasto pressoché intatto.
Il territorio di Croveo fu abitato sin dalla preistoria, come testimoniano tracce di frequentazioni antiche legate alla presenza di popolazioni alpine dedite alla pastorizia e alla vita rurale. Con il Medioevo il borgo iniziò ad assumere una fisionomia precisa, caratterizzata da nuclei abitativi raccolti e costruzioni in pietra tipiche della montagna piemontese. La sua posizione isolata e protetta favorì il mantenimento di tradizioni comunitarie forti, ma lo rese anche teatro di eventi legati a credenze popolari e superstizioni.
Durante l’età moderna Croveo si trovò al centro di una fase storica complessa, in cui le guerre locali e le lotte di fazione si intrecciavano con difficili condizioni di vita, spesso aggravate da carestie ed epidemie. Nel XVI secolo, come avvenne in molte zone alpine, il borgo fu colpito anche dalla peste.
Il momento più noto della storia di Croveo fu quello dei processi alle streghe, che segnarono la comunità con episodi di persecuzione e superstizione. Le donne accusate di pratiche magiche furono spesso vittime di credenze popolari e del clima di tensione che caratterizzava l’epoca. Questi avvenimenti hanno contribuito a costruire la fama di borgo delle streghe.
La storia di Croveo non è soltanto un racconto locale, ma un tassello significativo della storia religiosa e sociale delle Alpi piemontesi. Comprenderla aiuta a leggere il borgo non come semplice meta turistica, ma come luogo simbolico della memoria collettiva ossolana.
Croveo e le streghe: cosa accadde davvero nel XVI secolo

Croveo è davvero il borgo delle streghe?
Sì, perché nel XVI secolo fu teatro documentato di processi inquisitoriali contro donne accusate di pratiche magiche, come dimostrano gli atti ritrovati negli archivi ecclesiastici.
La leggenda delle streghe di Croveo è uno degli elementi più caratteristici dell’identità del borgo. A differenza di altri borghi italiani associati alle streghe solo per tradizione folklorica, Croveo possiede una documentazione storica concreta che attesta procedimenti inquisitoriali reali. Nel corso del XVI secolo Croveo fu teatro di processi per stregoneria che, sebbene dimenticati per secoli, sono riemersi grazie agli studi del sacerdote Tullio Bertamini. Negli anni Sessanta del Novecento, Bertamini rinvenne infatti una copia di un procedimento celebrato a Novara nel 1591 dall’Inquisizione, riguardante una donna di Montecrestese accusata di aver stregato una mucca. Il documento, pubblicato sulla rivista Illustrazione Ossolana, riportò all’attenzione della comunità locale un passato segnato da superstizioni e persecuzioni.
Tra i casi più emblematici emersi dalle fonti figura quello di Margherita Turchelli, vedova di Jorio di Premia, processata il 27 aprile 1519 dal frate domenicano Alberto Bossi, inquisitore di Novara. La donna fu accusata di eresia e di pratiche stregonesche, sulla base di testimonianze e dicerie raccolte in precedenza. Il processo prese una piega drammatica quando Margherita rifiutò di accettare il sacramento dell’Eucaristia, arrivando addirittura a sputare sull’ostia consacrata, gesto interpretato come un segno di alleanza con il demonio.
L’inquisitore decretò che l’imputata fosse condotta sul luogo dell’esecuzione e sottoposta a torture per ottenere una confessione. Margherita resistette a lungo, ma alla fine, sospesa con una corda per un’ora intera e piegata dal dolore, ammise di aver praticato attività legate alla magia nera. La vicenda della Turchelli è considerata una delle più tragiche testimonianze dei processi alle streghe nell’Ossola e restituisce il clima di paura e repressione che segnò l’epoca.
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Cosa vedere a Croveo: chiesa, museo e testimonianze della civiltà alpina

Quali sono le principali cose da vedere a Croveo?
- La chiesa della Natività di Maria
- La Casa del Cappellano e il Museo Amedeo Ruscetta
- Il torchio comunitario
- Il monumento ai caduti
- Il centro storico in pietra alpina
Nonostante le sue dimensioni ridotte, Croveo conserva un patrimonio architettonico e culturale di grande interesse. La chiesa della Natività di Maria, di fine Seicento, è una delle attrazioni principali per chi visita Croveo in giornata e rappresenta il cuore storico-religioso del borgo. La chiesa custodisce al suo interno opere d’arte sacra. Il campanile è costruito su una roccia caduta in una frana dalla collina sovrastante
Tra le cose da vedere a Croveo c’è poi il torchio di Croveo, antico strumento comunitario utilizzato per la lavorazione agricola. Questo manufatto è considerato parte integrante della memoria rurale del borgo e ricorda le attività economiche tradizionali che hanno sostenuto la vita degli abitanti per secoli. Il monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale è costituito da un obelisco in pietra granitica a base piramidale ed è sormontato da due sculture.
Da non dimenticare la Casa del Cappellano, oggi sede del Museo Amedeo Ruscetta. Questo piccolo museo raccoglie oggetti e testimonianze della cultura locale, offrendo ai visitatori la possibilità di conoscere da vicino usi, costumi e materiali che hanno caratterizzato la vita quotidiana del borgo nel corso dei secoli.
Visitare il centro storico di Croveo richiede circa 1–2 ore, tempo sufficiente per scoprire le principali testimonianze architettoniche e museali.
Casa del Cappellano Museo Amedeo Ruscetta

La Casa del Cappellano è tra le cose da vedere a Croveo perché rappresenta uno degli edifici storici più significativi del borgo. Costruita nel 1607 interamente in pietra, sorge accanto alla chiesa parrocchiale e costituisce un esempio tipico dell’architettura rurale alpina. Oggi ha assunto una nuova funzione museale, diventando un centro dedicato alla valorizzazione dell’arte sacra e della civiltà contadina locale. Il Museo Amedeo Ruscetta, inaugurato nel 2015, è intitolato a don Amedeo Ruscetta, figura molto conosciuta in paese per la sua attività di parroco e per la sua sorprendente abilità nel maneggiare i serpenti, che lo rese noto anche al di fuori della comunità ossolana.
Il percorso museale si sviluppa su tre livelli. Al piano terra sono esposti oggetti e utensili legati alla vita agricola e artigianale di Croveo, strumenti che raccontano le attività quotidiane di una società profondamente legata al lavoro nei campi e alle risorse della montagna. Al primo piano l’attenzione si concentra sull’arte sacra e sulle tradizioni religiose del borgo. Qui si trovano antichi costumi femminili, abiti indossati durante le processioni, paramenti liturgici di pregio, alcuni risalenti al XVII secolo. L’ultimo piano è invece interamente dedicato a don Ruscetta, con la fedele ricostruzione della sua stanza personale. In questa sezione trova spazio anche una collezione di esemplari tassidermizzati di vipere e altri animali, testimonianza della sua passione per l’erpetologia.
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Croveo natura e trekking: falesia, sentieri e turismo outdoor in Valle Antigorio

Croveo è adatto per escursioni e attività all’aperto?
Sì, è una meta ideale per trekking, arrampicata sportiva e ciclismo, grazie alla presenza di sentieri alpini ben segnalati e della celebre falesia di Croveo.
Croveo non è soltanto il borgo delle streghe. E’ anche un punto di partenza ideale per chi ama la natura incontaminata e le attività all’aria aperta. Il territorio è caratterizzato da boschi, vallate e montagne che offrono paesaggi suggestivi in ogni stagione. Il clima alpino, con estati fresche e inverni rigidi, contribuisce a mantenere intatto un ambiente naturale che conserva una forte impronta selvaggia.
Tra le attrazioni naturalistiche più note vi è la falesia di Croveo, una parete rocciosa molto frequentata dagli appassionati di arrampicata sportiva. Questa falesia è considerata una delle più importanti della zona e richiama scalatori da diverse regioni, diventando così un punto di riferimento per il turismo sportivo. Allo stesso tempo, i sentieri escursionistici che attraversano i boschi e i prati circostanti permettono a escursionisti e camminatori di esplorare un ambiente incontaminato e di ammirare panorami mozzafiato.
Oltre all’arrampicata, Croveo è anche un luogo ideale per chi pratica ciclismo e trekking. I percorsi che si snodano nei dintorni offrono itinerari adatti sia ai più esperti sia a chi cerca passeggiate rilassanti nella natura. La possibilità di coniugare attività fisica e scoperta del territorio fa di Croveo una meta perfetta per un turismo lento, rispettoso dell’ambiente e attento al valore paesaggistico.
Quando visitare Croveo?
Il periodo migliore è tra maggio e ottobre per escursioni e arrampicata. L’autunno è ideale per i colori del bosco, mentre l’estate consente di partecipare agli eventi legati alle streghe.
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Tradizioni, eventi e manifestazioni: vivere Croveo oggi
La comunità di Croveo mantiene vive tradizioni che risalgono a secoli fa e che ancora oggi scandiscono il ritmo della vita locale. Tra gli eventi più sentiti vi sono le feste religiose, in particolare quella dedicata alla Natività di Maria, patrona del borgo, celebrata nella seconda domenica di settembre con cerimonie e momenti di incontro comunitario.
Il borgo è noto anche per iniziative legate al turismo rurale e all’agriturismo. Le strutture presenti in zona permettono ai visitatori di vivere esperienze autentiche a contatto con la natura, gustando prodotti tipici della montagna piemontese. Formaggi, salumi e piatti tradizionali raccontano un legame forte con il territorio e con le pratiche agricole che, seppur ridimensionate rispetto al passato, restano parte integrante della vita del borgo.
Infine, non mancano attività culturali e manifestazioni che ricordano il passato legato ai processi per stregoneria. L’evento “Le Streghe della Valle Antigorio” rappresenta oggi uno degli appuntamenti culturali più riconoscibili dell’Ossola, capace di attrarre visitatori interessati alla storia e al folklore alpino.
Croveo meteo Baceno
Meteo Baceno
Uffici di informazioni turistiche vicini a Croveo
Gli uffici e punti di informazione turistica più vicini a Croveo sono:
- Pro Loco Baceno / Ufficio Turistico di Baceno, in Via Roma 56, Baceno (VB). ☎ 0324 348025 – 377 6789038. È l’info point più vicino per il territorio di Croveo.
- Ufficio Informazioni Turistiche Comunità Montana Antigorio Divedro, frazione Bagni – Crodo (VB). Fornisce supporto turistico per la valle e le valli limitrofe.
Croveo mappa

FAQ – Domande frequenti su Croveo
Perché Croveo è chiamato il borgo delle streghe?
Per i processi inquisitoriali del XVI secolo documentati negli archivi ecclesiastici.
Quanto tempo serve per visitare Croveo?
Per il centro storico bastano 1–2 ore. Con escursione nei dintorni è consigliabile mezza giornata.
Croveo è adatto ai bambini?
Sì, soprattutto per visite brevi e passeggiate nei dintorni.
Quando si svolge l’evento delle streghe?
Generalmente a fine luglio.
Croveo è visitabile tutto l’anno?
Sì, ma in inverno le condizioni meteo possono limitare l’accessibilità.
Croveo non è soltanto un borgo alpino, ma un luogo della storia ossolana dove si intrecciano memoria inquisitoriale, architettura rurale e paesaggi incontaminati. È una meta ideale per chi desidera scoprire un Piemonte meno conosciuto, autentico e culturalmente stratificato.
Visitare Croveo significa scegliere un’esperienza consapevole, tra cultura, natura e tradizioni ancora vive.





