Rochemenier: il borgo francese che vive sottoterra tra grotte, gallerie e misteri

Rochemenier

Nel cuore della Francia occidentale, tra le dolci colline del dipartimento del Maine-et-Loire, esiste un luogo che sfugge alle categorie consuete del paesaggio rurale europeo. Rochemenier non si presenta al visitatore solo come un semplice borgo di superficie, fatto di case, strade e piazze, ma anche come un insediamento scavato nella roccia. Un mondo sotterraneo dove l’uomo ha modellato la pietra trasformandola in spazio abitabile, rifugio, luogo di lavoro e di memoria. Qui, sotto il livello del suolo, si estende una rete articolata di grotte, gallerie e ambienti ipogei che raccontano una storia millenaria di adattamento, ingegno e sopravvivenza, rendendo Rochemenier un caso unico nel panorama dei villaggi trogloditici europei.

Rochemenier: il borgo francese che vive sottoterra

Rochemenier borgo francese che vive sottoterra

La vita sotterranea di Rochemenier non nasce da un gusto per l’insolito, ma da una lunga interazione tra l’uomo e il territorio. La particolare natura del suolo, costituito da tenera roccia calcarea facilmente scavabile, ha offerto nei secoli una risorsa preziosa per la costruzione di abitazioni e strutture agricole. Dalle prime cavità utilizzate come ripari e magazzini, il borgo ha progressivamente sviluppato un vero e proprio villaggio ipogeo, completo di stalle, forni, pozzi, cappelle e spazi comunitari. In questo ambiente protetto, stabile nella temperatura e relativamente sicuro dalle incursioni esterne, generazioni di abitanti hanno condotto una vita scandita da ritmi agricoli, tradizioni locali e consuetudini profondamente legate alla dimensione sotterranea.

Dove si trova

Situato nel comune di Louresse-Rochemenier, nel dipartimento del Maine-et-Loire, Rochemenier ricade entro il Parco naturale regionale Loire-Anjou-Touraine. Si tratta di un borgo diffuso per un totale di quasi 900 abitanti. Il paesaggio che lo circonda è prevalentemente agricolo e l’agricoltura è sempre stata la vocazione del territorio.

Oggi Rochemenier basa la sua economia anche sul richiamo turistico esercitato dal villaggio troglodita, un insediamento umano composto da abitazioni scavate direttamente nella roccia.

Il villaggio troglodita

villaggio troglodita

Rochemenier è infatti un antico borgo, un tempo in gran parte trogloditico composto da case e cantine scavate nel calcare, alcune delle quali erano ancora abitate ancora alla fine degli anni Ottanta. Le cantine e le abitazioni hanno solo una facciata esterna in muratura, create in seguito allo sfruttamento delle cave di falun per estrarre pietre utilizzate per l’edilizia.

A Rochemenier è possibile visitare due fattorie e alcune abitazioni scavate nella roccia. All’interno si travano esposizioni di utensili e mobili rustici, un’aia, una cappella sotterranea. Il complesso è formato inoltre da una ventina di vani e da una casa trogloditica modernizzata.

La storia

Ma cose si formarono queste case particolari? Nel Medioevo i contadini di Rochemenier iniziarono a estrarre il falun per migliorare i loro terreni. La roccia del Falun è una sabbia di conchiglie derivante dalla sedimentazione di elementi provenienti dal Mare di Falun che, undici milioni di anni fa, ricopriva la regione. Inizialmente, lavorarono piccole cave a cielo aperto sparse intorno al villaggio.

Poi, nel corso del tempo, questi scavi si trasformarono in cortili e al loro interno vennero ricavate piccole abitazioni rupestri. Queste abitazioni economiche e resistenti fungevano da residenze per le famiglie e da spazi di lavoro. Furono gradualmente ampliate per soddisfare le mutevoli esigenze. Si creò così un’organizzazione sociale, con fattorie sotterranee comunicanti tra loro, rafforzando i legami tra le famiglie.

La cappella troglodita

cappella troglodita

Come ogni villaggio che si rispetti, Rochemenier ha anche una chiesa. La storia di questo particolare edificio di culto parte dagli anni Sessanta del Cincequento quando gli abitanti del vicino villaggio di Varennes, che fu completamente distrutto dagli ugonotti durante le guerre di religione tra protestanti e cattolici, si rifugiarono a Rochemenier. Qui esisteva già una piccola cappella dedicata a Santa Emeranza (oggi intitolata a Sainte-Madeleine-et-Saint-Jean). Tuttavia, anche questo edificio di culto fu danneggiato nelle guerre di religione. Durante la sua ricostruzione, i fedeli utilizzarono uno spazio scavato nella roccia, che si trova in parte sotto la chiesa fuori terra.

Alla fine del XVI secolo, la cappella troglodita di Rochemenier divenne il luogo di culto ufficiale della parrocchia, con celebrazione della messa sottoterra. Oggi l’ambiente sotterraneo conserva archi gotici, una croce e nicchie per statue. Lo spazio ricavato per questa cappella deriva da un’antica cava di falun risalente al XIII e, ancora oggi, guardando in alto, si può vedereun grande buco che era il pozzo di estrazione.

Musée troglodytique de Rochemenier

Museo troglodita di Rochemenier

Il Museo troglodita di Rochemenier è un percorso scenograficamente progettato attraverso antiche abitazioni, stalle, fienili scavati nel tufo che racconta la storia degli abitanti che, fin dal Medioevo , hanno plasmato la roccia per vivere, lavorare e trovare riparo. All’interno si trovano collezioni di oggetti, utensili e fotografie ripercorrono la vita quotidiana del XIX secolo.

Il museo offre numerosi percorsi di visita, sia in autonomia che con guida a prezzi contenuti. Il sito è generalemente visitabile da febbraio fino a novembre, tutti i giorni, tranno il lunedì.

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Altre attrazioni di Rochemenier: i siti neolitici e megalitici

dolmen la Pierre Couverte de Corbeau

 

A cinque chilometri da Rochemenier, si possono ammirare un dolmen, un levigatoio e il sito archeologico di Choffaux. Quest’ultimo è un insediamento neolitico sviluppatosi intorno al 3000 a.C. e i cui scavi hanno portato alla luce buche per pali, fosse, trincee con palizzate, cave e strutture in pietra, tutti situati all’interno di un recinto palizzato ovale o circolare. Le costruzioni monumentali di Choffaux sono considerate occupazioni domestiche ad uso collettivo e multifunzionale (abitazione, stalla, granaio, ecc.). Costituiscono la prima testimonianza di una costruzione di tipo Antran nella regione dei Paesi della Loira e la prima testimonianza di un sito domestico strutturato del Neolitico recente.

Il dolmen la Pierre Couverte de Corbeau è costituito da massicci monoliti, disposti l’uno in relazione all’altro. Si tratta di una struttura funeraria, una tomba collettiva in pietra, risalente al periodo neolitico (tra il 6000 e il 2200 a.C.). In origine era ricoperto da un cumulo di terra, formando così un tumulo. Infine, il levigatoio Bournée è una pietra usata per levigare e lucidare strumenti preistorici in pietra, situata a un incrocio sulla strada D159 nella frazione di La Bournée. risalente al Neolitico, sulla sua superficie si possono osservare due profonde scanalature parallele, testimonianza della ripetuta lucidatura della superficie di molti utensili in selce e altre pietre dure.

Il sito archeologico medievale di Chaussée

Infine abbiamo Chaussée, uno dei nuclei insediativi più antichi e significativi dell’area. Gli scavi hanno permesso di riportare alla luce un complesso di strutture e reperti gallo-romani e carolingi. Il sito si trova ai margini di una grande tenuta agricola, al di sotto di un insediamento più esteso che, con ogni probabilità, si sviluppava anche sotto l’attuale villaggio di Rochemenier. La fase più antica è riconducibile a un’occupazione precedente alla conquista romana della Gallia, dunque anteriore al 58 a.C. A questo periodo risalgono numerosi reperti, tra cui strumenti in selce e frammenti ceramici, che attestano una presenza umana stabile e un’attività agricola già ben organizzata.

Una seconda fase di occupazione si colloca in epoca gallo-romana, tra il I secolo d.C. e la fine del III secolo. Al centro dell’area fu scavato uno stagno che successivamente fu utilizzato come discarica, consentendo agli archeologi di recuperare un ricco insieme di ceramiche. Furono edificate quattro strutture parallele in muratura di pietrame, testimonianza di un insediamento agricolo stabile e organizzato secondo i modelli dell’epoca romana. La fase meglio documentata è quella carolingia. Tra la metà dell’VIII e la fine del X secolo venne costruito un edificio religioso, la cui funzione precisa rimane incerta. Particolarmente rilevante è il cimitero associato alla chiesa: sono state individuate sessantotto sepolture di adulti e bambini. Colpisce l’elevato numero di sepolture infantili: trentanove appartengono a bambini di età inferiore ai tredici anni.

A seguito delle incursioni normanne dell’853, è molto probabile che gli abitanti abbiano sfruttato gli scavi sotterranei legati all’estrazione del falun, trasformandoli in rifugi. Con il declino della funzione religiosa e abitativa, il sito della Chaussée venne infine destinato esclusivamente ad attività agricole, chiudendo una lunga fase di occupazione umana.

Ufficio di informazioni turistiche Rochemenier

Il modo più semplice per ottenere informazioni turistiche è rivolgersi al Musée troglodytique de Rochemenier in 14, Rue du musée, telefono +33 / (0)2.41.59.18.15, email visite@troglodyte.fr

Rochemenier mappa

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