Napoleone e Giuseppina: la storia d’amore ossessiva che cambiò un impero

napoleone e giuseppina

Dietro le grandi battaglie, le incoronazioni e le strategie che ridisegnarono l’Europa, si nasconde una vicenda privata fatta di passioni estreme, gelosie, tradimenti e dipendenza emotiva. La relazione tra Napoleone Bonaparte e Giuseppina di Beauharnais non fu solo una storia d’amore, ma un legame irregolare e tormentato che influenzò profondamente le scelte politiche e personali dell’imperatore. Tra lettere infuocate, sospetti continui e sacrifici imposti dal potere, il loro rapporto mostra il volto più umano, fragile e contraddittorio di una delle figure più celebri della storia.

Il primo incontro: due destini in cerca di riscatto

Giuseppina di Beauharnais

Il primo incontro tra Napoleone Bonaparte e Giuseppina di Beauharnais avvenne a Parigi nel 1795, in un momento in cui entrambi stavano cercando di ricostruire la propria vita dopo anni di sconvolgimenti politici e personali. Napoleone era allora un giovane generale di ventisei anni, ambizioso ma ancora poco conosciuto fuori dagli ambienti militari. Proveniva da una famiglia corsa di modeste origini nobiliari e si era fatto notare per il talento strategico durante l’assedio di Tolone e per il ruolo decisivo nella repressione dell’insurrezione realista del 13 vendemmiaio. Era determinato, impulsivo, assetato di riconoscimento e ancora in cerca di una posizione stabile nella nuova Francia rivoluzionaria.

Giuseppina, invece, era più grande di lui di sei anni ed era già una donna segnata da esperienze forti. Nata Marie-Josèphe-Rose Tascher de La Pagerie, proveniva dalla Martinica ed era stata moglie del visconte Alexandre de Beauharnais, ghigliottinato durante il Terrore. Rimasta vedova con due figli, aveva conosciuto il carcere, la povertà e poi una lenta risalita sociale grazie al suo fascino, alle sue relazioni e alla capacità di muoversi nei salotti parigini. Quando incontrò Napoleone, Giuseppina era una donna elegante, abituata alla vita mondana, circondata da ammiratori e protettori. Il loro incontro mise subito in contatto due mondi diversi: l’energia ruvida di un giovane generale in ascesa e il raffinato istinto sociale di una donna che aveva imparato a sopravvivere tra rivoluzione, pericoli e opportunità.

Due mondi differenti

Quando conobbe Giuseppina, sei mesi prima del loro matrimonio, Napoleone era dunque un giovane generale di 26 anni senza un avvenire preciso, che vagava per i salotti parigini in cerca di protettori. Difficile da credersi, ma all’epoca poteva permettersi solo un pasto al giorno. Giuseppina era una donna di 32 anni di origine creola. Bella e capricciosa discendente dei Tascher de la Pagerie, era cresciuta tra gli schiavi delle piantagioni che la sua famiglia possedeva nella colonia caraibica della Martinica. Arrivò a Parigi da adolescente per sposare il visconte Alexandre de Beauharnais. Fu un matrimonio infelice, dal quale nacquero due figli e che si interruppe improvvisamente durante il Terrore, la folle fase della Rivoluzione francese. Con il marito morto ghigliottinato, Giuseppina fu incarcerata.

In carcere, Giuseppina divenne amica intima dell’amante di uno dei capi del colpo di stato del 9 termidoro II, la spagnola Teresa Cabarrùs. Una volta rilasciate, le due donne dovettero fare affidamento solo sulla loro avvenenza per sopravvivere, cercando relazioni con uomini ricchi e potenti. Giuseppina e Teresa, ammirate in tutti i salotti parigini, mantennero una stretta relazione con Paul Barras, l’esponente più potente del Direttorio, il nuovo regime che nel 1795 sostituì la convenzione nazionale. Sembra che furono Barras e Teresa a presentare Napoleone e Giuseppina, sicuri che l’unione tra queste due persone bisognose di stabilità sarebbe stata positiva.

Un matrimonio di convenienza?

Napoleone Bonaparte e Giuseppina di Beauharnais matrimonio

Dopo un breve fidanzamento di qualche mese, Napoleone Bonaparte e Giuseppina di Beauharnais convolano a nozze il 9 marzo 1796. Giuseppina sembrò accettare il matrimonio solo per convenienza, mentre Napoleone si innamorò perdutamente di lei fin dall’inizio. Celebri le sue numerosissime lettere infuocate, di cui se ne conservano 265. Da parte di Giuseppina, invece, sono note solo 5 lettere. Dall’analisi delle missive si può far luce sulla complessa relazione tra i due e sul lampante disequilibrio amoroso. Per i primi due anni di matrimonio, mentre Napoleone si rendeva protagonista delle sorprendenti imprese militari della sua prima campagna in Italia, egli scrisse incessantemente a Giuseppina da ogni campo di battaglia. Le dava notizie sulle sue battaglie e le esprimeva amore e desiderio. “Un bacio sul cuore, e poi uno più in basso, molto più in basso!“. “Sai bene che non dimentico le mie preziose visite; sai, il tuo piccolo bosco nero. Gli do mille baci e aspetto con impazienza il momento in cui mi ritroverò lì, tutto tuo“. Questo era il tenore.

E Giuseppina? La donna, intanto, trascorreva il suo tempo a Parigi da un salotto all’altro, godendosi l’agiata vita da sposa di un generale che tutti stavano iniziando ad ammirare. Partecipava alla vita mondana spendendo ingenti somme di denaro, più di quello che il marito inviava dall’Italia. Appena dopo la partenza per il fronte di Napoleone, quindi pochi giorni dopo il loro matrimonio, Giuseppina si innamorò del tenente degli ussari Hippolyte Charles, di nove anni più giovane. La possibilità che il marito scoprisse la tresca non la preoccupava affatto.

Non solo corna…

La nuova posizione privilegiata permise a Giuseppina anche di arricchirsi alle spalle del marito. La donna mise in piedi una rete di corruzione che includeva il suo amante, il direttore Barras e altri membri del governo. Accumulò una grande quantità di denaro convincendo l’ingenuo e innamorato Napoleone ad assegnare a determinate persone contratti per le forniture militari. Napoleone stesso riconobbe questo inganno nel Memoriale di Sant’Elena, le memorie che dettò al conte Las Cases al termine della sua vita. Raccontò come, dopo essere stato avvertito da suo fratello Giuseppe, Giuseppina riuscì a convincerlo, tra qualche lacrima e molte moine, che era tutta una bugia.

Nel maggio 1798, dopo due anni di matrimonio, mentre era impegnato nella campagna di conquista d’Egitto, Napoleone fu nuovamente informato delle tresche della moglie da tre fidati ufficiali di alto rango. E questa volta gli credette. Da quel momento la relazione con Giuseppina si interruppe completamente. Napoleone aveva anche adottato i due figli di sua moglie, Eugène e Hortense de Beauharnais, con cui ebbe un ottimo rapporto. Eugène, divenuto vicerè d’Italia, sposò Augusta, figlia di Massimiliano I di Baviera e si mantenne sempre fedele al suo patrigno. Hortense fu costretta a sposare uno dei fratelli di Napoleone, Luigi. Fu un matrimonio infelice, reso torbido dalle malattie veneree e dalla gelosia di lui, ma da cui nacque l’ultimo dei Bonaparte, il futuro imperatore Napoleone III.

Un matrimonio di facciata e le amanti

Incoronazione di Napoleone e Giuseppina

Napoleone decise di non divorziare perché, lungo la sua ascesa sociale e politica, avrebbe avuto bisogno di Giuseppina come padrona di casa per i suoi impegni mondani e per l’immagine di sé stesso. Tuttavia, egli cambiò atteggiamento e chiarì che ora il potere era nelle sue mani. Un potere che da quel momento avrebbe esercitato su sua moglie in maniera tirannica e capricciosa, come presto avrebbe fatto nella vita politica di tutta Europa. Napoleone iniziò a intrattenersi con giovani amanti, ben 51 contate nel corso del matrimonio con Giuseppina. Furono storie poco importanti ma molto umilianti per la moglie perché Napoleone ostentava le sue conquiste, spesso appositamente scelte tra le dame d’onore di Giuseppina. É il caso di Élèonore Danuelle che nel 1806 gli diede il suo primo figlio, Carlo Leone Denuelle. Colei che Napoleone amò di più fu, però, la contessa Maria Walewska, una giovane polacca che accettò di diventare la sua amante per appoggiare l’indipendenza del suo paese. Da lei Napoleone ebbe il secondo dei suoi tre figli, Alessandro Walewski.

Ma oltre a trattare la moglie con enorme crudeltà, Napoleone alternò anche momenti di pentimento e tenerezza nei suoi confronti. É molto probabile che egli esercitò anche violenza fisica. Racconta nelle sue Memorie una delle dame di compagnia di Giuseppina, ormai diventata imperatrice, che quando la donna seguì di nascosto un’altra dama di compagnia fino a trovarla a letto con Napoleone, il marito reagì picchiandola. Ma anche l’imperatrice cambiò. Divenne una donna debole, gelosa, terrorizzata al pensiero di essere abbandonata da quel marito che, un tempo da lei disprezzato, aveva comunque fatto la sua fortuna ed era diventato un personaggio eccezionale, l’imperatore d’Europa. Ora era lei a scrivergli lettere piene di devozione.

Il divorzio inevitabile

Napoleone Bonaparte e Maria Luisa d'Austria matrimonio

La posizione di Giuseppina divenne via via più instabile mentre Napoleone diventava sempre più potente. Il problema principale della coppia era l’incapacità di avere figli. Visto che Giuseppina aveva già partorito due figli, si pensò inizialmente che fosse lui sterile. Ma nel 1806, come abbiamo visto, due anni dopo l’inzio del suo regno da imperatore, Napoleone ebbe un figlio dalla sua amante. Come imperatore era suo compito continuare la dinastia e quindi cercare una nuova moglie, giovane e fertile. Napoleone ci mise un po’ a prendere la decisione di divorziare ma il 30 novembre 1809 comunicò la notizia a Giuseppina, dopo 13 anni di matrimonio. Sembra che piansero entrambi. Nel giro di poche settimane l’arciduchessa diciottenne Maria Luisa d’Austria, figlia dello sconfitto imperatore Francesco I, sarebbe diventata la nuova moglie di Napoleone, ormai quarantenne.

L’imperatore fu felice della nuova e docile moglie che presto gli diede un erede, il futuro duca di Reichstadt o Napoleone II per i bonapartisti. Tuttavia, egli morì a Vienna nel 1832 all’età di vent’anni. Dopo il divorzio, i rapporti con Giuseppina migliorarono e i due si tennero in contatto. L’ex imperatrice trascorreva il suo tempo viaggiando in compagnia della sua piccola corte e del nuovo, giovane amante. Il divorzio non fu più un dolore per nessuno. Tuttavia, un filo indissolubile legava Napoleone a Giuseppina. Se la sua ascesa sociale e politica era iniziata con il matrimonio, è vero che il suo declino militare e politico prese piede subito dopo il divorzio. Le prime difficoltà in Spagna, poi la campagna di Russia e, infine, la vittoria delle potenze nemiche che portò all’abdicazione di Napoleone nell’aprile 1814 e al suo esilio all’Elba.

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La fine di Giuseppina

Giuseppina di Beauharnais morì il 29 maggio 1814, venticinque giorni dopo l’arrivo dell’ex marito sull’isola che fu la sua prigione. La sua morte fu il riflesso del suo stile di vita. Quando i nemici di Napoleone entrarono trionfanti a Parigi, molti iniziarono a farle visita nel suo castello di Malmaison, quasi per rendere omaggio all’icona di un’epoca che ormai stava volgendo al termine. Affascinante come sempre, Giuseppina aprì le porte del suo salotto a tutti coloro che avrebbero potuto esserle utili con l’avvento del nuovo regime.

Durante un viaggio in carrozza con lo zar Alessandro I, il grande avversario di Napoleone, che corteggiava apertamente la figlia Hortense, Giuseppina si ammalò. Continuò, tuttavia, a ricevere visite nei giorni seguenti, fino a quando non fu costretta a mettersi a letto. Infine, morì a quasi 51 anni, la stessa età in cui sarebbe morto Napoleone sette anni dopo, nel 1821. Non abbiamo testimonianza su come reagì Bonaparte alla notizia della sua morte.

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