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Il Palazzo Fugger-Galasso, conosciuto anche come palazzo del Diavolo a Trento, è uno degli edifici storici più affascinanti del centro cittadino. Situato lungo via Manci, rappresenta una tappa fondamentale per chi si chiede cosa vedere a Trento tra storia e leggende.
Perché è famoso? Per la celebre leggenda che narra di un patto con il diavolo stipulato per completare il palazzo in una sola notte.
Perché è importante dal punto di vista storico? Perché fu dimora della potente famiglia Fugger e testimonia l’influenza economica e politica dei banchieri tedeschi nel territorio trentino tra Cinque e Seicento.
Quanto tempo serve per visitarlo? Bastano 15–20 minuti per ammirarne facciata, cortile e cappella, inserendolo facilmente in un itinerario nel centro storico.
In questa prospettiva, il Palazzo Fugger-Galasso rientra tra i luoghi della storia di Trento, poiché unisce architettura rinascimentale, memoria nobiliare e tradizione popolare in un unico edificio.
Cos’è il Palazzo Fugger-Galasso e perché è chiamato palazzo del Diavolo
Il palazzo Fugger-Galasso, situato lungo una delle vie più antiche della città, è caratterizzato da una storia che affonda le radici nel tardo Medioevo. L’architettura, imponente ed elegante, dialoga con un passato che non smette di alimentare la curiosità di studiosi, residenti e visitatori. La presenza della cappella dei Martiri Anauniensi, dedicata a San Sisinio, arricchisce ulteriormente l’intero complesso, aggiungendo una dimensione religiosa che contrasta e al tempo stesso completa la fama di “palazzo del Diavolo”.
Dove si trova il palazzo del Diavolo a Trento e come inserirlo nell’itinerario

Il Palazzo del Diavolo sorge nel cuore del centro storico di Trento, lungo via Manci, una delle strade più importanti e scenografiche della città. Essa è infatti nota per i palazzi affrescati che testimoniano la vivacità culturale rinascimentale. La via collega due aree cruciali del tessuto urbano e conserva ancora oggi l’atmosfera delle antiche arterie signorili. L’edificio si inserisce armoniosamente tra altre dimore nobiliari, ma al tempo stesso si distingue per la sua struttura maestosa, che attira immediatamente lo sguardo di chi percorre la strada.
L’ubicazione centrale lo ha reso nei secoli un punto di riferimento per la vita sociale e politica. Le famiglie che lo abitarono ebbero infatti un ruolo rilevante nella governance locale. Ancora oggi, chi desidera comprendere l’evoluzione architettonica di Trento non può prescindere da una visita o almeno da un passaggio davanti al palazzo, poiché esso rappresenta un tassello decisivo nella lettura della città. E’ inoltre facile inserirlo in un itinerario turistico che può comprendere piazza Duomo, con la cattedrale di San Vigilio e la fontana del Nettuno, e gli altri palazzi affacciati su via Manci.
Come raggiungere il palazzo del Diavolo?
Si trova in via Manci, nel centro storico di Trento, a pochi minuti a piedi da piazza Duomo e dalla Cattedrale di San Vigilio.
Conviene inserirlo in un itinerario?
Sì, perché è facilmente integrabile in un percorso che comprende piazza Duomo, via Belenzani e il Castello del Buonconsiglio.
In breve: è una tappa rapida ma significativa in qualsiasi visita del centro storico.
La leggenda del palazzo del Diavolo: tra patto e simbolismo

La domanda che più affascina i visitatori riguarda l’origine del nome “palazzo del Diavolo”, un appellativo che ha alimentato la leggenda del palazzo del Diavolo a Trento e che continua a suscitare curiosità. La tradizione popolare racconta che dietro il soprannome curioso e affascinante si cela una vicenda che unisce amore, ambizione e paura di non essere all’altezza delle aspettative sociali. Il protagonista è Giorgio Fugger, ricco banchiere tedesco legato alla potente famiglia Fugger di Augusta, deciso a costruire a Trento una dimora degna della nobile trentina Elena Madruzzo, di cui era innamorato e che sposò nel 1583. La pressione di dover erigere in tempi rapidissimi un palazzo all’altezza del prestigio dei Madruzzo avrebbe spinto l’uomo, secondo la tradizione, a rivolgersi a un interlocutore tanto efficace quanto pericoloso: il diavolo.
Si narra che il banchiere Giorgio Fugger promise al diavolo la sua anima per completare il palazzo in una sola notte prima del suo matrimonio. Le condizioni del patto furono che il palazzo doveva essere pronto all’alba e che il diavolo doveva raccogliere tutti i chicchi di grano sparsi da Fugger. Il diavolo e i suoi aiutanti riuscirono a completare l’edificio, ma non riuscirono a raccogliere i quattro chicchi rimasti ai piedi di una croce, permettendo a Fugger di salvarsi sfidando il diavolo. L’ira del diavolo annerì un muro, e da allora si dice che nessuno sia riuscito a chiudere il varco da cui i demoni sono sprofondati. Conosciamo questa leggenda grazie a Johann Wolfgang Goethe che l’ha tramandata.
È una storia documentata?
No, si tratta di una tradizione popolare tramandata anche da Johann Wolfgang Goethe, che contribuì a diffonderla.
In sintesi: la leggenda non sostituisce la storia, ma ne arricchisce la percezione culturale.
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La vera storia del Palazzo Fugger-Galasso
Il palazzo ha origini medievali, anche se la sua configurazione attuale è il risultato delle trasformazioni rinascimentali e barocche volute dalle famiglie nobili che lo abitarono nei secoli. Fu proprio quel Giorgio Fugger a erigerlo a inizio del Seicento nella forma quasi attuale, per vivervi con la sua sposa. I Fugger ne furono proprietari per un lungo periodo e contribuirono alla sua monumentalità attraverso ampliamenti e restauri. La loro presenza rappresentò un elemento decisivo nella storia economica e sociale di Trento, poiché gestivano traffici e attività finanziarie di grande rilievo nell’intero territorio imperiale.
Qual è il valore storico del palazzo?
Rappresenta il legame tra Trento e la potente famiglia Fugger di Augusta, protagonisti della finanza europea del Rinascimento.
Il palazzo testimonia l’influenza economica germanica nel Principato Vescovile di Trento.
Nella seconda metà del Seicento il palazzo passò alla famiglia Galasso, nella persona di Mattia Galasso di Castel Campo, generale di Ferdinando II. I nuovi proprietari apportarono alcune modifiche all’edificio, come la costruzione del portale d’ingresso con balcone e semicolonne corinzie. Durante il periodo napoleonico il palazzo del Diavolo l’edificio fu occupato da soldati con diversi usi: ospedale, magazzino, stalla per la cavalleria. La facciata presenta elementi rinascimentali ben conservati, mentre l’interno custodisce spazi che rivelano la complessità di un’epoca in cui arte e potere si intrecciavano profondamente.
In breve: oltre la leggenda, il palazzo è un documento architettonico del potere finanziario cinquecentesco.
Cosa vedere nel Palazzo Fugger-Galasso: facciata, cortile e dettagli architettonici
Cosa vedere nel Palazzo Fugger-Galasso?
- Facciata rinascimentale con torrette simmetriche
- Portale monumentale con balcone e semicolonne corinzie
- Cortile interno con pozzo storico
- Stemmi della famiglia Fugger
Anche se non completamente visitabile, l’edificio offre dettagli architettonici di grande interesse.
Il Palazzo Fugger-Galasso si distingue per la sua facciata elegante, caratterizzata da due simil torri, finestre armoniosamente distribuite e da decorazioni che richiamano il gusto rinascimentale. L’uso della pietra locale e la presenza di affreschi contribuiscono a renderlo un esempio impeccabile della tradizione architettonica trentina, segnando il passaggio dal Rinascimento al Barocco in città.
All’interno, sebbene non tutte le parti siano visitabili, si percepisce l’atmosfera delle antiche dimore nobiliari. I saloni, i soffitti decorati, le sale di rappresentanza e le aree più intime della vita familiare raccontano l’evoluzione degli stili e delle esigenze abitative delle varie epoche. La cura dei dettagli è evidente negli elementi architettonici e negli affreschi che, in parte, sono ancora conservati.
In sintesi: è una visita breve ma ricca di particolari da osservare con attenzione.
La cappella dei Martiri Anauniensi: arte e devozione

Un elemento di particolare interesse all’interno del complesso è la cappella dei Martiri Anauniensi, intitolata a San Sisinio. Questa cappella rappresenta un raro esempio di architettura sacra integrata in una dimora aristocratica. La presenza delle reliquie e delle iconografie dedicate ai martiri rafforza il significato spirituale dell’edificio, creando un curioso contrasto con la fama di “palazzo del Diavolo”.
La cappella dispone di un accesso indipendente da via Alfieri. La volta è impreziosita da una sontuosa decorazione barocca del 1607, con fregi e cornici in stucco arricchite da festoni di fiori e frutti, putti e piccoli cammei. Entro queste cornici in stucco sono inseriti i dipinti raffiguranti episodi della vita dei santi martiri, eseguiti dallo stesso Bagnadore, autore del progetto della cappella.
Perché è significativa?
Perché integra uno spazio sacro in una dimora aristocratica, elemento non comune nei palazzi trentini dell’epoca.
La cappella arricchisce la visita con una dimensione artistica e spirituale spesso sottovalutata.
Come visitare il Palazzo Fugger-Galasso: accessi e informazioni utili

Il Palazzo Fugger-Galasso è visitabile?
No, è proprietà privata.
Cosa si può vedere?
È possibile accedere all’atrio e al cortile interno, dove si possono osservare le volte a crociera, il pozzo e gli elementi araldici.
Quanto tempo serve?
Circa 10-15 minuti.
In breve: anche una visita esterna consente di coglierne il valore storico e architettonico.
Del Palazzo Fugger-Galasso è possibilevisitare l’atrio e il cortile interno da cui si possono ammirare le facciate interne e il pozzo. L’atrio presenta un pavimento acciottolato, volte a crociera e pilastri a bugnato, varie nicchie con statue. Un mirabile spaccato di architettura manierista e palladiana. Negli elementi architettonici ricorre lo stemma della famiglia Fugger con il giglio e la dama.
Ufficio di informazioni turistiche Trento
L’Ufficio di informazioni turistiche di Trento è il punto di riferimento per visitatori che cercano mappe, percorsi ufficiali e servizi sul territorio. Gli uffici sono due:
- Piazza Dante, 24. Email: info@visittrento.it. Telefono+ 39 0461216000
- Orario estivo (maggio – settembre)
Lunedì: 9.00 – 13.00
Da martedì a venerdì: 9.00 – 18.00
Sabato, domenica e festivi: chiuso
Orario invernale (ottobre – aprile)
Lunedì: 9.00 – 13.00
Da martedì a venerdì: 9:00 – 18:00
Sabato: 9:00 – 13:00 e 14:00 – 18:00
Domenica e festivi: chiuso - Piazza Fiera, 1/A Email: info@visittrento.it Telefono+ 39 0461216000
- Orario estivo (maggio – settembre)
Da martedì a sabato: 9.00 – 13.00 e 14:00 – 18:00
Lunedi: chiuso
Domenica e festivi: 9.00 – 13.00
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FAQ sul palazzo del Diavolo a Trento
Perché il Palazzo Fugger-Galasso è chiamato palazzo del Diavolo?
Per una leggenda che narra di un patto tra Giorgio Fugger e il diavolo per costruire il palazzo in una sola notte.
Dove si trova il palazzo del Diavolo?
In via Manci, nel centro storico di Trento.
Si può visitare l’interno?
Solo parzialmente: l’edificio è privato ma si può accedere al cortile.
Quanto tempo serve per visitarlo?
Circa 10-15 minuti.
Vale la pena inserirlo in un itinerario a Trento?
Sì, perché unisce leggenda, architettura e storia rinascimentale.
Il Palazzo Fugger-Galasso non è soltanto un edificio rinascimentale, ma un punto d’incontro tra storia economica europea, tradizione locale e immaginario popolare.
Se stai pianificando cosa vedere a Trento centro storico, questa dimora rappresenta una tappa simbolica, capace di raccontare la città attraverso la leggenda e attraverso i documenti storici.
Tra i luoghi della storia trentina, è uno degli esempi più efficaci di come memoria e narrazione convivano nello spazio urbano.





