A oltre 2.000 metri di altitudine, tra rocce imponenti e sentieri alpini, sorge il Santuario di San Besso, uno dei luoghi più spettacolari e insoliti delle Alpi piemontesi. Costruito ai piedi di una gigantesca parete rocciosa, questo antico santuario sembra quasi sospeso nella montagna e continua ancora oggi ad attirare pellegrini, escursionisti e curiosi.
Dove si trova il Santuario di San Besso
Il Santuario di San Besso si trova in alta Val Soana, una valle laterale del Canavese situata nel versante piemontese del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Il santuario sorge a circa 2.019 metri di altitudine, nel territorio del comune di Valprato Soana, in provincia di Torino, ai piedi di una gigantesca parete rocciosa che domina il paesaggio circostante. Proprio questa posizione così insolita, quasi schiacciata contro la montagna, rende il complesso uno dei luoghi religiosi più particolari delle Alpi italiane.
L’ambiente che circonda il santuario è tipicamente alpino e conserva ancora un aspetto molto selvaggio. I sentieri che conducono alla chiesa attraversano boschi di larici, pascoli d’alta quota e vallate percorse da torrenti alimentati dallo scioglimento delle nevi. Salendo di quota il panorama cambia rapidamente: gli alberi lasciano spazio a rocce, prati montani e pareti verticali che in alcuni punti sembrano chiudere completamente la valle. Nei mesi estivi l’area è frequentata soprattutto da escursionisti e pellegrini, mentre durante l’inverno il santuario rimane spesso isolato dalla neve e immerso in un silenzio quasi totale.
La storia del Santuario di San Besso

Il Santuario di San Besso sorge ai piedi di una grande rupe conosciuta come “Monte Fautenio”, in un luogo che viene considerato sacro da epoche molto precedenti al cristianesimo. Secondo diverse interpretazioni storiche e antropologiche, quest’area alpina era probabilmente già frequentata in età precristiana per rituali legati alla montagna e alla natura. Il grande masso roccioso sotto cui oggi si trova il santuario sarebbe stato percepito dalle popolazioni antiche come un punto carico di energia e di significato simbolico e spirituale.
Anche se non esistono prove archeologiche definitive sui culti pagani praticati nella zona, il luogo mantenne per secoli un forte valore mistico per le comunità alpine. Inoltre la posizione geografica era particolarmente importante: il passaggio collegava infatti la Val di Cogne con il Canavese attraverso antichi percorsi montani utilizzati già in epoca remota da pastori, mercanti e viaggiatori.
Il culto di San Besso e la nascita del santuario
Con la diffusione del cristianesimo il sito venne progressivamente trasformato in un luogo di devozione dedicato a San Besso, figura venerata soprattutto nelle vallate alpine tra Piemonte e Valle d’Aosta. L’antropologo Robert Hertz descrisse il culto del santo come un elemento fondamentale dell’identità culturale condivisa tra le popolazioni della Val Soana e quelle della Val di Cogne.
La presenza di un sito già ritenuto spirituale favorì l’insediamento del culto cristiano. Nel Seicento il complesso religioso era formato da due cappelle distinte. La più antica, costruita interamente sotto la parete rocciosa, riportava la data del 1548 sopra l’ingresso e aveva un piccolo altare appoggiato direttamente alla pietra della montagna. Una seconda cappella, più grande, venne edificata nel 1618.
Gli ampliamenti del Seicento e la forma attuale

Nel 1660 il santuario era già interessato da importanti lavori di ampliamento. Le due cappelle originarie vennero unite in un’unica struttura più grande. La costruzione del 1618 divenne il coro dell’edificio, mentre la nuova navata prese forma davanti alla rupe. I lavori terminarono nel 1669 e diedero al santuario un aspetto molto simile a quello visibile ancora oggi.
Nei secoli successivi il luogo di culto continuò a crescere insieme alla fama di San Besso. Il santuario divenne infatti una meta di pellegrinaggio sempre più frequentata da abitanti delle vallate piemontesi e valdostane. Per questo motivo furono ampliati gli spazi destinati ad accogliere i fedeli e i viandanti.
La figura di San Besso tra storia e tradizioni popolari
Attorno alla figura di San Besso ruotano da secoli racconti, tradizioni e leggende che ancora oggi alimentano il fascino del santuario alpino dedicato al santo. Le informazioni storiche certe sono molto poche e proprio questa mancanza di testimonianze ha contribuito alla nascita di numerose versioni sulla sua vita e sulla sua morte. Secondo alcune tradizioni, San Besso sarebbe stato un soldato appartenente alla leggendaria Legione Tebea, un corpo militare cristiano che avrebbe subito persecuzioni durante l’epoca romana. Altre storie, invece, lo descrivono come un semplice pastore di montagna, amato per la sua bontà e per la prosperità delle sue greggi. Sarebbe stato proprio questo a provocare l’invidia degli altri pastori, che lo avrebbero assassinato facendolo precipitare dalla rupe del Monte Fautenio, il gigantesco sperone roccioso sotto cui oggi sorge il santuario.
Una delle leggende più diffuse racconta invece che Besso fosse sopravvissuto alle persecuzioni romane avvenute a Ingaunum, l’attuale Albenga, riuscendo poi a raggiungere la Val Soana per diffondere il cristianesimo tra le popolazioni alpine. La sua missione si sarebbe però conclusa tragicamente. Catturato dai soldati romani, sarebbe stato gettato dalla montagna. Secondo il racconto popolare, il punto in cui il santo cadde avrebbe lasciato un segno sulla roccia. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che San Besso fosse un antico vescovo di Ivrea, città dove secondo la tradizione sarebbero custodite le sue reliquie nella cattedrale. In altre narrazioni viene invece descritto come un eremita capace di vivere in solitudine sulle montagne e dotato di poteri taumaturgici. La tradizione popolare gli attribuisce numerosi miracoli e lo considera un protettore contro i pericoli, in particolare quelli legati alla guerra, ai viaggi e alla vita in montagna.
Un santuario costruito contro la montagna

Il Santuario di San Besso colpisce immediatamente per la sua posizione straordinaria. L’edificio è infatti costruito direttamente accanto alla gigantesca parete del Monte Fautenio, chiamato anche Monte Fantun, un enorme monolite di roccia alto circa 60 metri e largo 40. La grande parete si erge al centro dell’anfiteatro naturale che conduce verso la cima della Rosa dei Banchi, creando uno scenario spettacolare e quasi irreale.
Il santuario conserva tutte le caratteristiche tipiche delle costruzioni alpine tradizionali. La struttura è realizzata in pietra locale lavorata, mentre il tetto è coperto con lastre di ardesia, materiale molto utilizzato nelle vallate di montagna. Sulla facciata spicca inoltre un ampio protiro, progettato nei secoli passati per offrire riparo ai pellegrini e ai viandanti che attraversavano questi sentieri alpini.
Il santuario si trova a circa 2.019 metri di altitudine, praticamente addossato alla parete rocciosa. Sulla sommità del Monte Fantun, a oltre 2.070 metri, sorgono anche una piccola cappella e una croce panoramica. Per raggiungerle bisogna percorrere un sentiero stretto e piuttosto ripido che aggira la montagna. Il tragitto è molto suggestivo ma durante l’inverno è pericoloso per la neve e il ghiaccio.
Santuario di San Besso: come arrivare

Il Santuario di San Besso si raggiunge principalmente partendo da Campiglia Soana, piccola frazione del comune di Valprato Soana. Da qui inizia uno dei percorsi escursionistici più conosciuti della valle, che permette di arrivare al santuario in circa due ore di cammino immersi nel paesaggio alpino del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Dopo aver attraversato il centro del paese si raggiunge una zona chiusa al traffico, dove è possibile lasciare l’auto prima di proseguire a piedi. Il sentiero continua inizialmente lungo una strada sterrata e attraversa due caratteristici ponti in legno, seguendo il percorso verso il Pian dell’Azaria. Poco dopo compare il segnavia del sentiero 625 dedicato a San Besso, facilmente riconoscibile grazie alle indicazioni dipinte su una roccia.
Il dislivello aumenta gradualmente. A metà percorso si incontra la località Cà Nuova, situata a circa 1.815 metri di altitudine. Da qui il panorama si apre improvvisamente: compare infatti un grande anfiteatro naturale dominato dalla gigantesca rupe del Monte Fautenio, sotto la quale si distingue chiaramente il santuario. L’ultimo tratto del percorso attraversa un ampio pianoro alpino e termina con una salita più ripida che conduce direttamente all’ingresso della chiesa.
Il pellegrinaggio dedicato a San Besso

Ogni anno il Santuario di San Besso diventa il centro di uno dei pellegrinaggi più sentiti delle Alpi piemontesi. Le celebrazioni principali si svolgono il 10 agosto e il 1º dicembre, date che richiamano fedeli, escursionisti e abitanti delle vallate circostanti. I pellegrini raggiungono il santuario soprattutto dalla Val Soana, percorrendo gli antichi sentieri di montagna che salgono verso il Monte Fautenio. Una tradizione molto radicata coinvolge però anche la Val di Cogne. Chi parte dal versante valdostano affronta un lungo tragitto attraverso i valichi alpini e spesso deve mettersi in cammino il giorno precedente. In passato il pellegrinaggio aveva anche un forte valore identitario per le comunità alpine. Molti partecipanti salivano infatti indossando gli abiti tradizionali delle proprie vallate.
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