Nel panorama culturale dell’Europa di fine Settecento, e in particolare nell’Italia dell’età napoleonica, si svilupparono due tendenze artistiche e letterarie distinte ma coesistenti: il Neoclassicismo e il Preromanticismo. Sebbene talvolta percepite come opposte, queste correnti condividono l’origine in una medesima crisi di valori, innescata dal declino delle certezze illuministiche e dal fallimento degli ideali rivoluzionari. Entrambe le correnti manifestano, in forme diverse, la ricerca di un’alternativa all’esistente e un distacco dal presente.
Neoclassicismo e Preromanticismo: un duplice orizzonte culturale
Nel panorama europeo tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX, si assiste alla coesistenza e al progressivo intreccio di due tendenze culturali fondamentali: il Neoclassicismo e il Preromanticismo. Questi due orientamenti, pur presentandosi talvolta come opposti, rappresentano risposte convergenti a una crisi comune, che coinvolge le basi ideologiche, estetiche e morali della civiltà occidentale. Entrambi sono sintomi del tramonto dell’Illuminismo e del bisogno di ridefinire l’identità dell’uomo moderno, sospeso tra razionalità e sentimento, tradizione e aspirazione al nuovo.
Il Neoclassicismo nasce all’interno di un rinnovato interesse per l’antichità classica, alimentato dalle scoperte archeologiche di Pompei ed Ercolano e dalle riflessioni di Johann Joachim Winckelmann. Questi, considerato il fondatore della moderna storia dell’arte, elabora un’ideale estetico basato sulla “nobile semplicità e quieta grandezza” dell’arte greca, e propone un ritorno all’armonia formale e alla bellezza pura, intesa come espressione di virtù morali. Questo modello si diffonde anche nella letteratura, nelle arti visive e nell’architettura, determinando una visione dell’antico non solo come patrimonio culturale, ma come strumento per orientare la vita civile e politica.
Il Preromanticismo

Contemporaneamente, però, si sviluppa un nuovo tipo di sensibilità, che prende le distanze dalla compostezza neoclassica per esaltare la soggettività, l’immaginazione, la natura e il sentimento. Il Preromanticismo si manifesta come reazione al razionalismo e al formalismo settecenteschi, opponendo a essi la spontaneità delle emozioni, l’introspezione psicologica, il mistero e l’attenzione per il mondo interiore. Tali tratti si riscontrano in molte opere che, pur appartenendo cronologicamente al XVIII secolo, anticipano in maniera evidente i temi e le forme del Romanticismo maturo.
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Le influenze culturali e letterarie in Europa

Nella seconda metà del Settecento, la letteratura europea riflette questa tensione tra razionalità e sentimento. In Inghilterra, autori come Edward Young e Thomas Gray inaugurano la cosiddetta poesia “sepolcrale” o “cimiteriale”, centrata sulla meditazione funebre e la malinconia, con componimenti come Night Thoughts ed Elegy Written in a Country Churchyard. Questi testi, popolati da immagini di tombe, rovine e paesaggi crepuscolari, trovano ampia diffusione anche in Italia. Influnezano autori come Ippolito Pindemonte, autore dei Sepolcri, e Melchiorre Cesarotti, che traduce e rielabora l’opera pseudo-epica di Macpherson, I canti di Ossian.
Quest’ultima opera, pubblicata a partire dal 1761, è un falso letterario in cui l’autore scozzese James Macpherson attribuisce a un bardo gaelico dell’antichità un ciclo di poemi epici in prosa, densi di atmosfera drammatica e pathos lirico. Sebbene in seguito riconosciuta come costruzione moderna, l’opera affascina i lettori europei per il suo linguaggio evocativo e per la rappresentazione di un’umanità primitiva e spirituale, segnata da passioni forti e dalla comunione con la natura.
In Germania

In ambito tedesco, prende forma il movimento dello Sturm und Drang (“Tempesta e impeto”). Questo nome deriva da un dramma di Friedrich Maximilian Klinger del 1776. Ispirato da Rousseau e in opposizione al classicismo razionalista, il movimento esalta l’autenticità dei sentimenti, l’energia vitale, la genialità individuale e la ribellione alle convenzioni sociali. Le opere di Goethe, Schiller, Lenz e Wagner riflettono questa poetica. Essa appare fondata sull’idea di un “genio” libero da regole, in costante contatto con la natura, e spinto da una forza creativa istintiva. Il personaggio del Werther goethiano, che nel 1774 inaugura la stagione del romanzo sentimentale, è un esempio emblematico di questa nuova figura di eroe sofferente e malinconico. Egli cerca nell’amore e nella morte una via d’uscita dal vuoto della modernità.
L’Italia tra recupero classico e tensione preromantica

Anche in Italia, a cavallo tra Sette e Ottocento, si avvertono gli echi di queste trasformazioni. Il gusto neoclassico si esprime nella ripresa dei modelli antichi, nella ricerca di uno stile puro ed equilibrato, e nell’esaltazione delle virtù civili. Durante l’età napoleonica, il Neoclassicismo assume un valore politico e pedagogico. Gli esempi dell’antichità, in particolare le figure di Roma, Atene e Sparta, vengono adottati come paradigmi etici da contrapporre alla decadenza contemporanea. Tuttavia, questa visione dell’antico non è mai nostalgica o idealizzante. In autori come Foscolo, si carica di una funzione catartica e tragica, volta a esorcizzare il dolore del presente.
Foscolo rappresenta, in effetti, uno degli autori in cui più chiaramente convivono le due anime della cultura di transizione: quella neoclassica e quella preromantica. Nel Dei Sepolcri, egli traduce la lezione cimiteriale in un’alta riflessione civile, mentre in Le ultime lettere di Jacopo Ortis dà voce al dissidio interiore e all’angoscia dell’individuo moderno, incapace di trovare senso nel mondo. Nella sua ultima opera, Le Grazie, il poeta tenta invece di ricomporre armonicamente le fratture del presente attraverso un culto dell’arte e della bellezza, che rappresenta il compimento ideale della poetica neoclassica.
Neoclassicismo e Preromanticismo: una crisi comune, esiti differenti
Neoclassicismo e Preromanticismo, al di là delle differenze stilistiche, condividono un’origine profonda. Sono entrambi espressione della crisi dell’Illuminismo, manifestatasi nella delusione post-rivoluzionaria, nel declino dell’impegno civile, nel rifiuto della storia e nella fuga da un presente percepito come deludente. Il Neoclassicismo cerca un’alternativa nella perfezione formale e nella continuità ideale con il passato. Il Preromanticismo, invece, la individua nel sentimento, nella natura, nel sogno e nella dimensione spirituale.
Questa ricerca di autenticità si traduce in un rifiuto dell’artificiosità, della convenzione, e nella valorizzazione di una verità interiore che trova espressione nell’arte. Il “genio” individuale, la nostalgia del primitivo, la tensione tra destino e libertà sono i nuclei tematici che accomunano i protagonisti di quest’epoca, rendendoli interpreti di una modernità inquieta, ma ricca di fermenti vitali.
La cultura europea tra Settecento e Ottocento si configura come uno spazio di transizione in cui le certezze del passato vengono messe in discussione e si avvia una profonda riformulazione del rapporto tra uomo, natura, storia e arte. Il Neoclassicismo e il Preromanticismo, lungi dall’essere movimenti contrapposti, rappresentano due volti complementari di questo processo, e anticipano molti dei nodi centrali che saranno pienamente sviluppati dal Romanticismo.





