A Cividale del Friuli, a pochi passi dal Natisone, una ripida scala conduce in un ambiente sotterraneo scavato direttamente nella roccia. Corridoi bassi, nicchie, camere e inquietanti volti scolpiti compongono l‘Ipogeo Celtico, un luogo la cui funzione originaria continua a essere discussa dagli studiosi.
Ipogeo Celtico di Cividale del Friuli: cosa si nasconde sotto la città

L‘ingresso dell‘Ipogeo Celtico si trova in via Monastero Maggiore, nel centro storico di Cividale. Dall‘esterno è difficile immaginare ciò che si sviluppa alcuni metri più in basso. Una scala piuttosto ripida scende fino a un complesso artificiale ricavato nella roccia, formato da una camera centrale, tre corridoi e diversi ambienti minori disposti su più livelli. L‘ipogeo raggiunge una profondità di circa sette metri e presenta nicchie, mensole, bancali e cavità che sembrano essere state realizzate in momenti differenti.
È proprio questa struttura irregolare a rendere il sito difficile da interpretare. Non esistono infatti elementi sufficienti per stabilire con certezza quando sia stato scavato, da chi e soprattutto per quale motivo. Anche il nome con cui è conosciuto può trarre in inganno: definirlo “celtico” non significa che la sua origine celtica sia stata definitivamente dimostrata. Nel corso del tempo sono state avanzate ipotesi molto diverse, dal monumento funerario alla prigione, fino alla cisterna e al luogo destinato a pratiche rituali.
La storia dell‘Ipogeo Celtico e le ipotesi sulla sua origine

Uno degli aspetti più interessanti dell‘Ipogeo Celtico è proprio l‘assenza di una spiegazione definitiva. La datazione non è stata stabilita con precisione e le caratteristiche degli ambienti hanno prodotto nel tempo letture differenti. Cividale, del resto, possiede una storia particolarmente stratificata: l‘antica Forum Iulii romana divenne nel VI secolo sede del primo ducato longobardo in Italia e attraversò nei secoli numerose trasformazioni. Il sottosuolo della città conserva quindi tracce appartenenti a epoche diverse.
Una delle interpretazioni più conosciute considera il complesso un ambiente funerario, forse precedente all‘epoca romana. Alcune cavità scavate nelle pareti sono state interpretate come possibili spazi destinati a ossuari, mentre altri vani ricordano loculi per l‘inumazione e potrebbero appartenere a una fase successiva. Questa lettura ha contribuito a consolidare l‘associazione dell‘ipogeo con il mondo celtico, ma gli elementi disponibili non consentono di trasformare l‘ipotesi in una certezza.
Un‘altra teoria collega invece gli ambienti all‘epoca romana o longobarda, interpretandoli come una possibile prigione. Sono state formulate anche ipotesi completamente differenti: una cisterna per la raccolta dell‘acqua o persino un ambiente destinato ad abluzioni rituali. La presenza di elementi che potrebbero essere stati realizzati in periodi diversi lascia inoltre aperta una possibilità importante: l‘ipogeo potrebbe aver cambiato funzione nel corso dei secoli. È quindi più corretto parlare di interpretazioni archeologiche ancora discusse piuttosto che attribuire al sito una sola origine.
I tre misteriosi mascheroni scolpiti nella roccia

Sono soprattutto tre volti scolpiti nella pietra ad attirare l‘attenzione durante la visita. Due si trovano in corrispondenza degli accessi ai corridoi, mentre il terzo è collocato in posizione più nascosta. Le forme sono essenziali e marcate: occhi, naso e bocca balzano dalla superficie rocciosa assumendo un aspetto quasi arcaico. Accanto ai mascheroni compaiono anche tre piccoli pilastri ricavati direttamente nella pietra.
Non sappiamo con sicurezza che cosa rappresentassero quei volti. Il loro aspetto ha favorito il collegamento con una possibile funzione funeraria o rituale, ma non esistono elementi conclusivi che permettano di attribuire loro un significato preciso. Anche per questo costituiscono una delle particolarità dell‘ipogeo: non sono semplici decorazioni facilmente riconducibili a un contesto storico ben definito.
Cosa vedere all‘interno dell‘Ipogeo Celtico

La visita non si limita ai mascheroni. Scendendo nel sottosuolo si osserva innanzitutto il modo in cui gli ambienti sono stati scavati direttamente nel banco roccioso. Dalla camera principale partono tre passaggi piuttosto bassi, che conducono verso vani più piccoli. Il percorso permette di riconoscere sulle pareti le tracce della lavorazione e una serie di elementi ricavati nella pietra.
Ci sono nicchie, mensole, sedute e cavità, alcune delle quali hanno alimentato l‘ipotesi funeraria. L‘impressione è quella di trovarsi in uno spazio modificato progressivamente piuttosto che in una struttura progettata secondo una pianta regolare. I diversi livelli, le dimensioni ridotte di alcuni passaggi e la roccia lasciata in gran parte a vista conservano chiaramente il carattere sotterraneo del luogo.
L‘Ipogeo Celtico non trova confronti diretti particolarmente evidenti nel resto del Friuli Venezia Giulia, elemento che complica ulteriormente la sua interpretazione. La visita acquista maggiore significato se inserita in un itinerario archeologico attraverso Cividale, comprendendo il Museo Archeologico Nazionale, il Tempietto Longobardo e gli altri resti che documentano le diverse fasi storiche della città.
Tra storia e leggenda: i misteri del sottosuolo di Cividale

Quando origine e funzione di un luogo rimangono incerte, è facile che nel tempo nascano racconti e interpretazioni popolari. Per molto tempo l‘Ipogeo è stato conosciuto anche come “Carceri Longobarde”, nome legato alla tradizione secondo cui questi ambienti sotterranei sarebbero stati utilizzati per rinchiudere i prigionieri. Da qui nasce uno dei racconti più cupi tramandati a Cividale: i detenuti sarebbero stati lasciati nelle celle umide mentre l‘acqua, filtrando lentamente dalla roccia, cadeva goccia dopo goccia sulle loro teste, provocando una tortura continua.
Ancora più antiche sono le suggestioni nate attorno ai mascheroni scolpiti nella roccia. I volti sono stati messi in relazione con il mondo funerario celtico e con le têtes coupées conosciute in altre aree dell‘Europa celtica. Potrebbero essere maschere funerarie legate al culto dei morti. Da questa ipotesi si sono sviluppati nel tempo racconti che li descrivono come custodi dell‘ipogeo o figure poste simbolicamente a protezione dei defunti.
C‘è poi un piccolo enigma che ha contribuito ad alimentare ulteriormente la fama del sotterraneo. Il numero stesso dei mascheroni non è sempre stato riportato nello stesso modo: alcune descrizioni parlano di tre figure, altre ne indicano quattro. In passato si diffuse il racconto di un “terzo mascherone scomparso”, una figura che secondo la tradizione avrebbe dovuto trovarsi tra le rocce ma che non tutti riuscivano a individuare. La sua presunta scomparsa trasformò la ricerca del volto nascosto in una delle curiosità associate alla visita.
L’importanza simbolica e reale dell’acqua
L‘acqua ha generato infine un altro filone di interpretazioni. L‘Ipogeo potrebbe essersi sviluppato a partire da una cavità naturale vicina al Natisone e, in una delle sue fasi, potrebbe essere stato utilizzato come cisterna. Sedili, nicchie e passaggi ricavati nella pietra hanno però suggerito anche la possibilità che qui si svolgessero riti legati all‘acqua, alla purificazione o al culto dei morti. Sono state formulate perfino ipotesi su un successivo impiego come bagno rituale ebraico. Mancano tuttavia testimonianze decisive che permettano di ricostruire cerimonie precise.
Come visitare l‘Ipogeo Celtico di Cividale

L‘Ipogeo Celtico si trova in via Monastero Maggiore 6, a breve distanza dalle principali attrazioni del centro storico. Non si tratta però di un monumento nel quale si può entrare liberamente: l‘accesso avviene esclusivamente attraverso visite guidate, organizzate dal Comune di Cividale insieme alle guide speleologiche regionali. La visita è a pagamento e la prenotazione è fortemente consigliata.
Il sito ha apertura stagionale e giorni e orari possono cambiare durante l‘anno. Per questo è opportuno controllare le informazioni aggiornate prima della partenza. Il biglietto ordinario indicato è di 5 euro, con riduzioni previste per ragazzi e studenti e alcune categorie ammesse gratuitamente.
La conformazione del luogo richiede qualche attenzione. Per raggiungere gli ambienti sotterranei bisogna affrontare numerosi gradini e il percorso presenta superfici rocciose che possono essere umide e scivolose. Sono quindi consigliate scarpe comode con una buona aderenza. Gli spazi sono inoltre stretti e completamente sotterranei, un aspetto da considerare per chi soffre di claustrofobia.
Cosa vedere vicino all‘Ipogeo Celtico

Una volta tornati in superficie, basta camminare per pochi minuti per incontrare alcuni dei luoghi più importanti di Cividale. Il centro conserva testimonianze romane, medievali e soprattutto longobarde, tanto che la città è una delle tappe del sito seriale UNESCO dedicato ai Longobardi in Italia.
Tra le visite da abbinare all‘ipogeo ci sono il Tempietto Longobardo, il Museo Archeologico Nazionale, il Museo Cristiano con il tesoro del Duomo e la Casa Medievale. Poco distante si raggiunge anche il Ponte del Diavolo, dal quale si apre la vista sulla gola scavata dal Natisone.
Uffici di Informazioni Turistiche Cividale del Friuli
Informacittà, lo Sportello di Informazione e Accoglienza Turistica del Comune di Cividale del Friuli, situato al piano terra di Palazzo de Nordis, Piazza Duomo 5. Contatti:
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