Barbarano Romano, scoperta una tomba etrusca inviolata: un caso unico in Italia

Barbarano Romano, scoperta una tomba etrusca

Nel cuore della Tuscia, a Barbarano Romano, una missione archeologica guidata da Baylor University e Virgil Academy ha portato alla luce una tomba etrusca perfettamente conservata. L’eccezionalità di questo ritrovamento risiede nell’integrità del sepolcro, rimasto intatto per oltre 2.600 anni, senza subire saccheggi né in epoca antica né moderna. Lo straordinario corredo funerario e i resti umani ritrovati aprono nuovi scenari sulla comprensione dei rituali e della stratificazione culturale dell’Italia antica.

Il ritrovamento: una tomba inviolata

Il tumulo funerario, databile alla fine del VII secolo a.C. in epoca orientalizzante recente, è stato scoperto sgomberando un profondo corridoio di accesso che conduceva a una lastra di tufo ancora sigillata. Sul fondo, la camera sepolcrale ha restituito quattro individui deposti su letti scolpiti nel tufo. Il fatto che la tomba sia rimasta completamente sigillata è un elemento raro nell’archeologia etrusca, specialmente in questa area della Tuscia, dove i ritrovamenti saccheggiati sono comuni.

Alla scoperta ha contribuito un progetto di mappatura georadar che aveva suggerito l’esistenza di una via funeraria nella necropoli di San Giuliano. L’efficacia di questo strumento ha permesso di individuare e portare alla luce una struttura funeraria integra, confermando l’importanza di metodi non invasivi per orientare gli scavi.

Il corredo funerario: simboli di potere e vita

All’interno della tomba gli archeologi hanno documentato un ricco corredo cerimoniale composto da circa 75 vasi finemente decorati, un bacile in bronzo, fibule in bronzo e ferro, lance in ferro, fermatrecce in argento, perle in pasta vitrea, un copricapo in cuoio e una fuseruola. La ricchezza dei reperti suggerisce un elevato status sociale dei defunti. Le fibule e i gioielli individuano con certezza che almeno una delle salme era femminile.

Spicca la presenza di oggetti di rara fattura, come una fibula collegata a una collana di grandi anelli e un’altra adornata con ambra proveniente dal Baltico. Questa diversità di materiali e stili è testimonianza delle connessioni commerciali tra l’Etruria e le regioni del nord Europa, rivelando la complessità delle relazioni nel Mediterraneo antico.

Collaborazione internazionale e prospettive future

Il progetto rientra nel protocollo SGARP, una collaborazione tra Virgil Academy – ente no‑profit ideato dal rettore Gianni Profita – e la Baylor University, con il coinvolgimento della Soprintendenza, del Comune di Barbarano Romano e della Regione Lazio. Questa sinergia rappresenta un esempio virtuoso di ricerca scientifica e valorizzazione culturale condivisa.

Gli istituti coinvolti puntano ora a studiare a fondo il materiale ritrovato per ricostruire il contesto funerario e le fasi insediative dell’area, che vanno dall’età villanoviana fino all’abbandono medievale. L’obiettivo è approfondire la storia del territorio dal VII secolo a.C. al XIII secolo d.C., avvalendosi dei preziosi dati emersi dal tumulo sigillato.

Per il Comune e il Parco regionale Marturanum, la scoperta rappresenta una svolta nella valorizzazione del patrimonio locale, potenziando l’attrattività di una zona finora poco nota all’archeoturismo. Il sindaco ha sottolineato che la necropoli di San Giuliano, con le sue numerose tombe rupestri, potrebbe rivelare l’esistenza di antiche città etrusche sorte sul territorio, contribuendo alla costruzione dell’identità locale

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